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Matrimoni gay? Bill Clinton dice si

pubblicato da francesco in: Nozze e dintorni Citizen Gay Famiglie Mondo

Cambiare idea è salutare. Se a farlo pubblicamente, soprattutto in riferimento a temi sensibili, è un personaggio chiave della politica e una voce autorevole che contribuisce a formare l’opinione pubblica, tutto questo può essere prezioso. Interrogato da Anderson Cooper, in un’intervista in onda sull’emittente Cnn, a proposito del suo recente cambiamento di opinione riguardo il riconoscimento negli Stati Uniti d’America del matrimonio tra persone dello stesso sesso, Bill Clinton ha dichiarato:

Io ero contrario all’emendamento costituzionale del divieto dei matrimoni gay su scala nazionale e penso tuttora che gli americani possano sostenere questa posizione contraria nei dibattiti. Ma per quello che riguarda me personalmente, ho cambiato opinione. Non sono più contrario. Penso che se qualcuno vuole assumersi un impegno coniugale che duri una vita intera, dovrebbe essere libero di farlo. Io ho a lungo sostenuto il diritto di coppie omosessuali ad adottare dei bambini.

Raggiungendo l’elementare quanto preziosa consapevolezza che i tempi cambiano e con essi i costumi e le esigenze della società, il sessantenne ex presidente Usa si trova a rinnovare i suoi criteri di giudizio sulle questioni gay e racconta con coraggio di aver cambiato idea su cose che in passato non riusciva a concepire. Sul tema delle adozioni spiega:

Ci sono tanti bambini in cerca di una casa. E il criterio che guida ogni adozione è fare l’interesse del bambino. In un gran numero di casi, fare la cosa migliore per un bambino è permettere a una coppia gay di adottarlo e accoglierlo in una casa amorevole.

Fonte | newslgbt.blogspot.com

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No all'omofobia. Come cristiani siamo chiamati a testimoniare il primato dell'amore

pubblicato da Robo in: Culture Vaticanerie Omofobia

Maria Bonafede: No all'omofobia. Come cristiani siamo chiamati a testimoniare il primato dell'amoreMaria Bonafede (in foto), leader della chiesa valdese, ha inviato una lettera ad alcune associazioni omosessuali italiane nella quale ribadisce il no all’omofobia perché i cristiani sono chiamati a testimoniare il primato dell’amore:

“I ripetuti atti di violenza contro omosessuali e locali frequentati da omosessuali danno la misura di un clima di intolleranza e di pregiudizio contro le diversità che, come cristiani e come cittadini, non possiamo accettare e di fronte al quale non possiamo tacere. Gli attentati contro gli omosessuali ed alcuni luoghi simbolo sono troppo frequenti per pensare a fatti ed atteggiamenti individuali, comunque deprecabili. Il rischio è che ci si abitui alla violenza omofoba, considerandola una delle tante forme di violenza difficile da reprimere e da prevenire. Non è così: la scuola ed i media possono fare molto, così come le chiese chiamate a testimoniare prima di tutto l’amore cristiano per l’altro, tanto più quando è perseguitato, offeso o emarginato”.

Oltre ad esprimere la propria vicinanza alla comunità omosessuale, la pastora si è impegnata a “sostenere campagne di sensibilizzazione l’affermazione dei pieni diritti di ogni persona”.

Parole e gesti concreti di una chiesa che è sempre stata particolarmente attenta alla realtà glbtqqi e che dimostra che il fondamentalismo, oltre ad essere deleterio in tutti i campi, è evitabile.

Via | Chiesa Evangelica Valdese

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La chiesa valdese, la benedizione delle coppie gay e l'omofobia

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Vaticanerie Famiglie

Maria Bonafede, moderatrice della tavola valdeseIn vista del prossimo sinodo delle chiese valdesi e metodiste italiane, il portale Gionata – Progetto su fede e omosessualità ha intervistato Maria Bonafede (in foto), la moderatrice della Tavola Valdese (vale a dire il capo dei valdesi), che ha risposto anche in merito all’omofobia e alla benedizione delle coppie di fatto.

La chiesa valdese si è espressa con determinazione sulle donne pastori e contro l’omofobia. Quali gli impegni per proseguire queste giuste battaglie in una società sempre più egocentrica e poco aperta alle diversità?
A mio avviso si tratta di mantenersi vigili e bene inseriti nella vita della società italiana nella quale esistono diversità a tutti i livelli ma vengono in qualche modo tacitate, nascoste, rese invisibili: penso alle molte diversità di religione e di spiritualità (la seconda religione in Italia è quella musulmana, ma sono molti i buddisti, gli induisti, i non religiosi). I media non li interpellano mai, si fa finta che “gli altri” non esistano e così accade nei confronti di ogni diversità. È cambiato profondamente il nostro paese, è cambiata completamente la famiglia italiana tanto che non si può più parlare di una famiglia, ma di famiglie al plurale e di unioni diversificate, eppure l’immagine che si tende a voler dare è di un paese cattolico in cui celebrare il “family day”. Questo è l’ assurdo che va costantemente smascherato, con vigilanza, senza stancarsi.

Un tema ancora in sospeso è quello della benedizione delle coppie omosessuali. A che punto è il dibattito?
È un po’ fermo nel senso che, a mio avviso, riprenderà forza nella misura in cui verrà posto il problema ufficialmente. Là dove un/a pastore/a o il consiglio di una chiesa riceverà la domanda di benedizione di una coppia omosessuale o lesbica interna alla chiesa, lì ripartirà la riflessione e si allargherà a tutta la chiesa. A mia conoscenza ciò non è ancora accaduto ufficialmente.

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