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Ferzan Ozpetek per il lancio di Mine Vaganti: "Mai mollare!"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cinemalandia Omofobia

Ferzan Ozpetek per il lancio di Mine Vaganti: "Mai mollare!"

Accompagnato dal cast di “Mine vaganti“, Ferzan Okpetek ha parlato della situazione omosessuale in Italia, ma spiegando che il suo film amplia lo sguardo anche al semplice rapporto tra un padre e il proprio figlio:

“Non bisogna mollare, non si deve dare per scontato quel che ci pare di aver conquistato. Noi viviamo in un mondo ovattato, dove tutto è carino e piacevole e tutto è tollerato. Ma fuori non è così. Fuori ci sono figlie lesbiche rifiutate dalle madri, figli gay osteggiati dai padri, se non uccisi, come è capitato qualche anno fa a Siracusa. Un fatto di cronaca che mi impressionò fortemente. Ci sono violenza, intolleranza, ci sono le ronde, i picchiatori, ci sono i bulli che tormentano i ragazzini. Ma il mio non è un film sui gay, è un film sul rapporto tra un genitore e un figlio”

Ferzan confessa anche che in molti, quando lo incontrano, gli chiedono quando farà un film slegato dai temi Lgbt:

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Vite da gay: Uomini faccia a faccia con se stessi (Puntata 5)

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Storia gay

Vite da gay: Uomini faccia a faccia con se stessi (Puntata 5)

Dopo un incontro inaspettato con un ragazzo, Andrea, in una serata particolarmente brilla, qualche giorno dopo lui mi chiama e mi propone di vederci, in maniera sobria. Stefano, il mio amico, osteggiato dalla sua famiglia che non accetta la sua omosessualità, si reca a casa di un vecchio amico….

Stefano non si sentiva un fallito, nè un drogato. Nuovamente da solo, nella sua stanza, osservava la bustina contenente la polvere bianca. La cocaina, per darle il suo nome preciso. Una parte di sè la odiava, un’altra la amava infinitamente. Non ne faceva uso per dimenticare qualcosa o per rimuovere una parte di sè che non accettava. Lui era felice di essere gay, non gliene importava nulla di cosa la gente potesse pensare o di come conduceva la sua vita. Stefano, certe volte, era solo stanco di tutto quello che lo circondava. Era stanco di sua madre che ignorava la sua omosessualità, di una sorella che lo guardava con compassione, con l’aria di qualcuno che stava osservando un ragazzo buttare la sua vita nel cesso. Era stanco di dover mentire, era stanco di non sentirsi apprezzato. Stefano era stanco. Ogni sua avventura, ogni suo flirt era fine a se stesso. E non perchè fosse arido d’animo o non provasse niente per nessuno. Era semplicemente disinteressato a costruire qualcosa che, era certo, gli altri avrebbero demolito sul nascere. Non avrebbe mai avuto una famiglia che accoglieva il suo eventuale, futuro, ragazzo. Lui avrebbe sempre graffiato un muro di marmo. A mani nude. E avrebbe perso. A Stefano importava, solo per qualche secondo della sua vita, mettere in “Pause” tutto il vociare intorno a lui, e viaggiare altrove. Dimenticare. Ed isolarsi.

Quella sera, quando sto per uscire di casa, mi guardo allo specchio e cerco di darmi un giudizio finale. L’idea della lampada poche ore prima di uscire non è stato geniale: mi ha provocato quel colorito da “quattro schiaffoni ben dati” e sembra vagamente posticcio. In compenso, la camicia mi calza a pennello e i jeans mi donano quell’aria poco impegnativa che cercavo. Prima di uscire, mi rendo conto che manca qualcosa e rientro in casa, aprendo i cassetti per cercare qualcosa, un ciondolo, da mettere al collo. Rovisto tra i fogli, finalmente lo trovo e in quel momento scorso un foglio, nell’angolo, dal quale intravedo le parole “...la paura di perderti per sempre…“.

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Vite da gay: Il regalo più grande (Puntata 2)

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Storia gay

Vite da gay: Il regalo più grande (Puntata 2)

Continua la storia a puntate, romanzata, a volte ironica, a volte malinconica e triste, di un gruppo di amici. Nella prima parte, Riccardo è a disagio nella sua prima serata in un locale gay, dopo molto tempo. Con lui, l’amico Stefano, non ha di questi problemi. E dopo essersi messo in gioco per l’ennesima volta, inizia a bere, cercando così di trovare un modo per ‘reagire’. E, cocktail in mano, si butta nella mischia…

“I want your love and I want your revenge, You and me could write a bad romance, oh oh oh ohhhh” mi grida Lady Gaga, mentre, con gli occhi ancora chiusi (e la testa che pulsa come ci fossero le ballerine del video che vi danzano dentro), allungo il braccio meccanicamente, e rispondo al mio cellulare. Mi schiarisco la voce, faticosamente, mentre sento la voce di Stefano che, con tono da complice, mi domanda: “Come vaaaaa…?“. “Bene, ma che ora è?” domando, stropicciandomi gli occhi. “Le dieci di mattina.. Dove sei? Come è andata ieri sera?” Quella domanda, mi lascia un po’ impacciato. Come era andata effettivamente la sera prima? Ma, mentre rifletto, mi torna alla mente la parte iniziale della frase: Dove sei. “A casa mia, dove vuoi che sia…”. Apro gli occhi e vedo davanti a me, su una poltrona, un gatto grigio che mi fissa, con la stessa espressione che avrei io se vedessi uscire un cammello dall’ascensore del mio palazzo. E sopratutto, io non ho mai avuto un gatto… “Ti richiamo” concludo, chiudendo il telefono e guardandomi intorno, lentamente.

La stanza è una camera da letto ben arredata, con al muro qualche quadro appeso e un armadio con le ante socchiuse. Volto la testa di lato e vedo che l’altra metà del materasso è libera. Ma le coperte sono disfatte. Il cuore inizia ad accelerare vertiginosamente. Mi volto verso il gatto di prima, come potesse improvvisamente parlare e spiegarmi la situazione, ma ovviamente non lo fa e mi fissa con gli occhi socchiusi. E sono certo che sta pensando di me che io sia una sgualdrina. Mi mordo le labbra e sento dei passi avvicinarsi alla porta: lentamente si apre ed appare un ragazzo (nemmeno male, lo ammetto) che mi sorride, e nota che ho gli occhi aperti. “Buongiorno, ti sei svegliato…“. Annuisco, avvolgendomi col lenzuolo come una vergine illibata. “Vuoi un caffè?” mi chiede, passandosi una mano tra i capelli spettinati. Indossa una tuta scura. “Sì, grazie…ma prima, posso… chiederti il nome?”. Lui sorride: “Andrea“. Mi sento un cretino. Mi alzo, lentamente, mi tolgo un pigiama (non mio) e infilo jeans e maglia.

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Sciopero della fame di Manuel e Francesco. Marino: "Bisogna accelerare i tempi nel riconoscere i diritti"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Citizen Gay

Sciopero della fame di Manuel e Francesco. Marino: "Bisogna accelerare i tempi nel riconoscere i diritti"

Dopo il flop ottenuto l’altra sera per la manifestazione a sostegno della coppia gay Manuel e Francesco, in sciopero della fame per ottenere risposte sulla regolarizzazione delle coppie gay, questa volta ad entrare in campo è Ignazio Marino. In merito alla protesta dei due uomini, ha infatti ammesso la necessità di dover lavorare celermente affinché i diritti possano essere riconosciuti. E non solo promessi.

“Non possiamo permettere che si arrivi a decisioni estreme quali lo sciopero della fame e far finta di nulla. Come al solito su questi temi siamo il fanalino di coda in Europa. Chiedo da tempo che si riparta alla Camera dal disegno di legge Concia sulle unioni civili che ormai sembra essere stato completamente dimenticato. L’esistenza di famiglie omosessuali in Italia e la nostra arretratezza sull’affermazione dei loro diritti - ha proseguito Marino - sono purtroppo un dato di fatto. Dobbiamo lavorare per accelerare i tempi nel riconoscere i loro diritti. È il momento che il Partito Democratico assuma una leadership forte e riconoscibile in tema di diritti civili: dobbiamo impegnarci con maggiore incisività e determinazione anche per dimostrare la capacità di comprendere i cambiamenti sociali e rispondere tempestivamente ai bisogno dei cittadini, che è la ragione stessa dell’esistenza del Pd”

Le parole di Marino sono stato ben accolte anche da Imma Battaglia che, però, non si vuole accontentare della dichiarazione pubblica del senatore del Pd e intende andare ben oltre:

“Faccio appello allo stesso Ignazio Marino perché si faccia promotore con le associazioni lgbt e altri parlamentari di un incontro istituzionale tra i due giovani in digiuno e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Un incontro che potrebbe rappresentare un primo e autorevole riconoscimento verso un’iniziativa che tutti noi ci auguriamo possa trovare una risposta adeguata”

Foto | Setino

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Germania. Coppia gay vuole fare sesso ma il partner non si eccita: lui lo evira

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cronaca Mondo Hot but soft

Germania. Coppia gay vuole fare sesso ma il partner non si eccita: lui lo evira Può capitare che a volte, forse per troppo entusiasmo, forse per la cosiddetta ansia da prestazione, l’uomo faccia cilecca. Sì, insomma, il pirulo potrebbe essere più comodamente usato come segnalibro o orologio da muro fermo alle 6.30. Ed è quello che è successo in Germania, ad una coppia gay, conosciutasi da poco in un pub. Hanno bevuto parecchie birre (troppo birre…) e i due hanno così deciso di continuare la serata insieme, a casa di uno di loro.

Ma purtroppo, l’alcol a volte crea qualche scherzetto improvviso e infatti ad uno dei due il pirulo non funzionava. Inutile insistere, inutile provocare, non dava segni di vita. E l’altro non ha reagito bene alla cilecca: ubriaco pure lui, alla vista dell’amante occasionale che si era addormentato ha reagito in maniera a dir poco folle: Hans O., 45 anni, ha afferrato i testicoli del partner, girandoli più volte, fino a provocare una lacerazione dello scroto. Ha poi afferrato il tutto e lo ha lanciato fuori dalla finestra.

Accecato dal dolore, la vittima è riuscita comunque ad alzarsi dal letto e si è diretto a casa dalla madre, che ha chiamato immediatamente l’ambulanza. La polizia nel frattempo era riuscita a recuperare i testicoli, finiti su una grondaia, vicina al luogo della violenza (e per fortuna nessun gatto affamato vagava per i tetti…). Ora, si aprirà il processo il prossimo 13 gennaio.

Foto | Adnkronos

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Resta in carcere la coppia gay arrestata in Malawi per essersi sposata. E uno dei due nega il tutto: "Ero ubriaco..."

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Omofobia Mondo

In carcere la coppia gay arrestata in Malawi per essersi sposata. E uno dei due si difende: "Ero ubriaco..." Forse ricorderete la coppia gay arrestata in Malawi per essersi sposati con una cerimonia: Tiwonge Chimalanga e Steven Monjeza hanno celebrato la loro unione in Sud Africa, sabato 26 dicembre. Ma lo Stato condanna l’omosessualità fino a 14 anni di prigione e così, la coppia è stata incriminita e fermata. Rimangono tuttora in custodia e non è stata concessa una cauzione.

Monjeza, che ha solamente 22 anni, ha raccontato alla stampa di considerarsi fuori e di essere estraneo al fidanzamento, dicendo di aver bevuto nel momento della celebrazione e ha già promesso ed assicurato che sposerà una donna. Quando ha messo piede nel tribunale la scorsa settimana, ha dichiarato di non voler fare ritorno in carcere e che l’unione sancita non ha più alcun valore per lui.

Chimbalanga, invece, 20enne, identifica se stesso come una donna ed è stato fotografato con vestiti femminili e si faceva chiamare ‘Zia Tiwonge” durante la cerimonia. Monjeza ha detto al The Times:

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Malawi: due uomini gay si sposano e vengono arrestati

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Omofobia Mondo

Malawi: due uomini gay si sposano e vengono arrestati

In Malawi l’omosessualità viene ancora considerata illegale e pochi giorni fa, due uomini residenti in quel Paese, sono stati arrestati dopo essersi sposati. I due, sabato scorso, hanno scelto una cerimonia tradizionale per la loro unione, ma quello che poteva sembrare un’azione coraggiosa per cambiare le cose, si è risolta purtroppo in una storia senza lieto fine:

“Li abbiamo arrestati la scorsa notte a casa loro e li abbiamo accusati di atti osceni in luogo pubblico perché il loro comportamento vìola la legge”

Le parole del portavoce della polizia, Dave Chingwalu non lasciano spazio a dubbi sul destino che attende la coppia gay: saranno trattenuti fino al concludersi delle indagini e rischiano, oltre ad un massimo di 14 anni di condanna per omosessualità, anche altre accuse ancora non ufficializzate.

Foto | WhoIsMrsIkes

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Coppie gay: come passerete le feste di Natale 2009?

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Orpelli Famiglie Mondo

Coppie gay: come passerete le feste di Natale 2009? Il Natale, personalmente, mi ha sempre messo quell’atmosfera malinconica e romantica: sarà poi che quest’anno si è anche aggiunta la neve, ma passarlo in famiglia, in casa, è sempre stata una tradizione per me.

E anche quest’anno sono tornato nella verde valle per festeggiare, facendomi dare un passaggio dal mio ragazzo, in auto, che poi è tornato a casa dopo un’oretta, dato che il coming out non l’ho ancora fatto… E quindi mi sono chiesto, tra voi lettori, quanti sono quelli che passeranno il Natale con la persona che amano, che scalda il loro cuore (o volendo, perché no, il loro letto).

Passerete il Natale con il vostro ragazzo (o la vostra ragazza) dopo aver confessato le vostre preferenze sessuali ai vostri genitori? O lo passerete lontani da tutti, solo con lui/lei? Oppure vi saluterete per darvi appuntamento alla fine delle vacanza natalizie? Fateci sapere, mentre il sottoscritto vi augura un Natale sereno, pieno di sorrisi ed echi di risate e di abbracci, da ripetere il più possibile anche nei giorni successivi… Buon Natale!

Foto | Zazzle

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Milano: "Necessario riconoscere i danni ai conviventi gay"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Citizen Gay Cronaca Storia gay

Milano: "Necessario riconoscere i danni ai conviventi gay" La corte della Nona sezione, a Milano, ha accolto l’istanza di un uomo che ha perso il proprio compagno, con cui conviveva, in un incidente stradale, a causa di un altro automobilista sotto processo. In caso di condanna dovrà essergli riconosciuto un “danno non patrimoniale”.

Annamaria Gatto ha presieduto la corte e ha ammesso che, nonostante non vi sia in Italia un riconoscimento giuridico, riconosce le ragioni della parte civile. In Europa invece sono presenti tutele per chiedere un risarcimento in caso di morte, in una coppia gay. Per la donna infatti non ha importanza che il legame fosse di natura eterosessuale od omosessuale in caso di lesioni ad interessi inerenti alla persona:

“Non vi è dubbio che in capo al convivente, qualsiasi convivente, debba essere riconosciuto un interesse inerente la persona che giustifica la risarcibilità del danno non patrimoniale cagionato dal reato”

La storia in questione riguarda due uomini, che si erano conosciuti per la passione della musica: uno era un maestro di canto, l’altro il suo allievo. Il primo, purtroppo, ha perso la vita in un terribile incidente stradale mentre il secondo è sopravvissuto all’incidente. In udienza preliminare, i legali dell’uomo si erano visti respingere l’istanza. Ora invece bisognerà attendere la fine del processo per capire se all’uomo verrà riconosciuto un risarcimento e la sua entità.

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Il 57% dei francesi è favorevole alle adozioni per i gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Citizen Gay Famiglie Mondo

Il 57% dei francesi è favorevole alle nozze gay

Pochi giorni fa abbiamo parlato di adozioni per coppie omosessuali in Francia e oggi arriva il risultato - non scontato - sulla reazione che questa notizia ha suscitato in Francia.

Ebbene, secondo un sondaggio per Canal+, una maggioranza dei cittadini (il 57%) si è detta favorevole alle adozioni per le coppie gay; il 41% si dice contrario, mentre il restante 2% non si esprime in merito.

Alla stessa domanda, due anni fa, i francesi rispondevano in maniera opposta: solo il 48% era favorevole. Inoltre, sempre nello stesso sondaggio è emerso che ben il 64% approva le nozze omosessuali (soprattutto, il 77%, nella fascia tra 15 e 24 anni). Infine, i ‘gayfriendly’ erano il 71% di persone che hanno votato sinistra, 37 di destra (nelle adozioni). Per le nozze, 75% sempre a sinistra e 42% a destra.

Foto | DarsenaTravel

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