
Gli amici di Softoblog segnalano il Kapra Sutra: piccolo manuale illustrato per la liberazione sessuale delle capre. Come si può facilmente arguire si tratta di un gioco di parole tra kamasutra e capra. E non mancano capre gay e capre lesbiche. Le due capre gay – azzurre, che son maschie – fanno sesso nella posizione della pecorina (un po’ di confusione, insomma…) mentre le due capre lesbiche – rosa – si dedicano al sesso orale.
Ovviamente si tratta di un progetto scherzoso, ma che serve per finanziare l’attività di una suora – Tecla Forchini – che, in Bangladesh con pochi euro può acquistare una capra da latte e donarla da una delle numerose famiglie che segue.
Così se qualcuno vorrà ancora dire che l’omosessualità è contro natura, potremo portare l’esempio del Kapra Sutra in cui le caprette oltre a spassarsela sono anche di aiuto per le persone più bisognose.
Continua a leggere: Capre gay e capre lesbiche fanno sesso nel Kapra Sutra
Qualche tempo fa il nostro Desperate GayGuy ci ha segnalato la notizia che in America un libro sui pinguini gay è il libro più vietato del 2009. Non così in Italia (una volta tanto!): Il libro dell’amore di Gus & Waldo, infatti, pubblicato dalla Tea Edizioni, non solo è stato pubblicato ma ha anche avuto un buon successo di pubblico.
Di Gus e Waldo abbiamo parlato diverse volte su Queerblog. Ora, approfittando del fatto che l’autore, Massimo Fenati, si trova in Italia (lui è italiano ma vive in Inghilterra) per parlare del suo lavoro, lo abbiamo intervistato sia sulla storia del libro vietato sia per sapere cosa ne pensassero Gus e Waldo del tutto.
Prima di lasciare la parola a Massimo (che ringraziamo per averci inviato alcune immagini dei pinguini che accompagnano questo post) invitiamo i nostri lettori – soprattutto quelli di Bologna e dintorni – all’incontro con lui che si terrà al Cassero domani, martedì 27, alle ore 21,30, proprio per parlare di Gus e Waldo.




Tadeusz Pieronek è un settantacinquenne vescovo cattolico in pensione. Grande amico di Giovanni Paolo II è stato Segretario generale della Conferenza episcopale polacca (1993-1998) e rettore della Pontificia Accademia di Teologia a Cracovia. In un’intervista a Pontifex (era da un po’ che questo giornale online non affrontava temi glbt) definisce l’omosessualità “un grave disordine mentale, una condotta contro la natura dell’uomo e peccaminosa, proprio perché non naturale”. Prima di dire questo ha affermato che la chiesa cattolica non respinge gli omosessuali, ma bisogna pur valutare l’omosessualità da un punto di vista etico. Quindi specifica il concetto di non naturale:
“La sessualità è rivolta esclusivamente alla procreazione e quindi ogni forma che si allontani da essa è sbagliata e contraria al Magistero della Chiesa. Ammettendo condotte disordinate, avremmo una sessualità bollata di edonismo e francamente inaccettabile. Insomma, il sesso non è un giocattolo del quale disporre a proprio piacimento. La sessualità è un valore di per sé stesso che va vissuto secondo una etica cristiana”.
Mettiamoci l’anima in pace (è il caso di dirlo): la chiesa accoglie i gay a patto che non siano se stessi.
Continua a leggere: L'omosessualità è un grave disordine mentale e va contro la natura dell'uomo
Nel gran turbinio dei fatti omofobi di questi giorni mi è tornata in mente una celebre frase di Alfred Kinsey (in foto). Il famoso sessuologo nel 1948 scrisse Il comportamento sessuale nell’uomo nel quale troviamo questo prezioso passaggio:
“Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso”.
Eppure a distanza di sessant’anni dalla pubblicazione di questo testo (edito nel 1950 in Italia) c’è ancora chi non se ne fa una ragione e vuole ricondurre il tutto al bianco o nero.
Continua a leggere: Che piaccia o meno noi gay esistiamo in natura
Non è che ci sia molto da aggiungere a questo spezzone di intervista di Pasolini al poeta Ungaretti:
Ogni uomo è fatto in un modo diverso, nella sua struttura fisica, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale. Tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura. E questo sino dal primo momento: l’atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.
Continua a leggere: Domande sull'omosessualità: dialogo tra Pasolini e Ungaretti

Mentre un politico italiano (non possiamo fare nomi oggi, siamo in clima di silenzio elettorale e di questo silenzio della politica ne vogliamo godere almeno per un giorno!) sostiene che le coppie omosessuali non possono adottare, in Germania due pinguini – evidentemente ignari di andare contro natura… – adottano un pulcino. I due pinguini si chiamano Z-Punkt e Viel-Punk e si sono sempre rifiutati sia di separarsi che di accoppiarsi con femmine. E così quando hanno trovato un uovo abbandonato lo hanno adottato e l’hanno covato a turno. Il piccolo trovatello ha un mese di vita, non ha ancora un nome e il sesso è sconosciuto.
Ah, dimenticavo: l’uovo era stato abbandonato da una coppia di pinguini etero. Lo rivediamo o no questo benedetto concetto di contro natura?
Foto | Repubblica
Continua a leggere: Coppia di pinguini gay adotta un pulcino
La casa editrice Elèuthera, storica casa editrice libertaria, ha dato alle stampe un breve saggio dal titolo Contro Natura. Omosessualità, Chiesa e biopolitiche. Nel saggio l’autore – Filippo Trasatti, che insegna filosofia in un liceo milanese – analizza i rapporti tra chiesa cattolica e omosessualità mette in luce in che modo la sessualità gay mini alle fondamenta il potere della “santa” sede. Ecco alcune considerazioni di Trasatti per noi di Queerblog.
Ha senso oggi parlare di “contro natura”?
Ha senso parlarne, ma per mostrarne i presupposti impliciti (filosofici, teologici e politici) ed è appunto ciò che cerco di fare nel mio libro. Quando i moralisti utilizzano questa espressione fanno un gioco di prestigio, cercando di “naturalizzare” ciò che invece è frutto di una scelta di valori.
Nel suo libro lei mette in evidenza come la chiesa cattolica se da un lato accetta critica sul fronte dogmatico (tanto poi c’è l’infallibilità…) dall’altro è rigidissima in maniera di morale. Come mai?
La rigidità in campo morale è frutto, secondo me, di una ipocrisia che funziona disgiungendo pubblico e privato. Non mi pare che oggi l’emergenza, non dico nel mondo ma neppure in Italia, sia la questione dei matrimoni omosessuali. Eppure a sentir parlare alcuni alti prelati sembra che il riconoscimento giuridico di forme di unione alternative alla famiglia tradizionale sia la premessa a una catastrofe della vita associata. La rigidità è vista come un baluardo per la difesa dell’istituzione ecclesiastica quale tutore dell’ordine morale.
Continua a leggere: Contro natura. L'omosessualità che fa saltare i dogmi ecclesiastici