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Barbara Walters teme di aver rovinato la carriera di Ricky Martin quando gli ha chiesto se era gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Coming Out Music & Live Tv

Barbara Walters teme di aver rovinato la carriera di Ricky Martin quando gli ha chiesto se era gay

Nel 2000, all’apice della sua carriera da cantante, Ricky Martin è stato intervistato anche da Barbara Walters, nota scrittrice e giornalista statunitense. Le voci sull’omosessualità del ragazzo, allora, erano molto forti e così la donna decise di affrontare l’argomento, direttamente con lui:

“Sai che potresti fermare per sempre questi pettegolezzi. Potresti fare come molti altri artisti e dire “Sì, sono gay” oppure “No, non lo sono”, oppure, ancora, lasciare perdere e giocare con questa ambiguità. Non voglio metterti alle strette e costringerti a rispondere, voglio che sia in tuo potere decidere di farlo”

La risposta non vi fu e ora, a distanza di 10 anni, la Walters ha qualche scrupolo di coscienza e si sente responsabile del declino della carriera di Ricky Martin:

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Ora si potrà fare coming out anche sulla Xbox Live

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Orpelli Popular Coming Out

Ora si potrà fare coming out anche sulla Xbox Live

Vento di novità in arrivo dal Manager generale della X Box Live, Marc Whitten:

“In base a precedenti decisioni, certe parole di autoidentificazione, non erano permesse nei profili o nei tags dei giocatori, poichè spesso potevano essere utilizzate, negativamente, in termine di insulti. Tuttavia, abbiamo sentito diverse polemiche e critiche da parte dei nostri utenti, che ritenevano che il nostro spirito ‘genuino’ e protettivo, in realtà avesse escluso dalla community alcune persone”

Di conseguenza, è stato deciso che parole come “gay“, “lesbica“, ed “etero”, “transgender” e “bisex” potranno essere utilizzate:

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Arriva la prima posta del cuore gay, curata da Alessandro Cecchi Paone

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Arte e cultura Coming Out

Arriva la prima posta del cuore gay, curata da Alessandro Cecchi Paone

In molti settimanali e riviste sono presenti rubriche in cu il personaggio famoso o lo psicologo di turno risponde a lettere mandate dai propri lettori. E se finora non era mai stata aperta una rubrica solo per gay, in maniera ufficiale, adesso le cose sono cambiate.

Una delle firme del Corriere della sera, Lina Sotis, sul suo portale, terrà uno spazio Lgbt in cui poter parlare e consigliare omosessuali con problemi, dubbi e sopratutto, con qualcuno con cui confrontarsi. Forse Alessandro Cecchi Paone non sarà visto da tutti come il “miglior confidente”, ma è proprio lui a seguirla e, fino ad ora, è una innovazione assoluta, per ora online.

Oltre ai problemi in prima persona, si potrà parlare anche del coraggio del coming out o di dubbi che attanagliano la famiglia di un eventuale ragazzo gay o di una lesbica.

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Gareth Thomas minacciato d'outing durante il World Cup 2007

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Sport Coming Out Storia gay

Gareth Thomas minacciato d'outing durante il World Cup 2007

Gareth Thomas ha partecipato al campionato mondiale di rugby nel 2007 temendo di subire un outing pubblico nei suoi confronti. Ha subito pressioni quasi quotidianamente, in quel periodo. Il rugbista del Galles, che ha fatto uno spontaneo coming out a dicembre, ha ammesso che in quel tempo riceveva telefonate in cui lo spaventavano dicendo che i media avrebbero fatto outing e che sapevano di lui.

Ancora oggi, l’uomo ricorda la tensione e la difficoltà di quelle settimane. Ha infatti detto ad un radio della BBC:

“Ero in stretto contatto con un avvocato per tutto quanto il tempo, proprio perché continuavano ad arrivarmi queste telefonate sulla storia che ero gay e che stava per essere scritto sui giornali. Ero là per rappresentare al meglio il mio paese e per gestire al meglio la mia abilità e il mio lavoro. Tuttavia, certa gente mi minacciava di far scrivere che io ero gay. Non volevo nemmeno farmi vedere pensieroso o preoccupato dalla mia squadra”

Ecco come, ancora ai giorni nostri, l’omosessualità viene usata ancora da certa gente come un’arma, come qualcosa di cui poter essere terrorizzati. Rivelare che qualcuno “è gay” e ricattarlo per telefono, sembra quasi spaventare come se avessi nascosto un cadavere nel Ticino…

Foto | ScrumoftheEarth

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Robert De Niro confessa: "Mio padre era gay e mi abbandonò"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Bigodinerie Popular Arte e cultura Mondo

Robert De Niro confessa: "Mio padre era gay e mi abbandonò"

Robert De Niro, impegnato nel remake di “Stanno tutti bene” di Giuseppe Tornatore, nella sua recente biografia curata da John Baxter, confessa un lato della sua vita privata che gli ha arrecato molta sofferenza. Suo padre, pittore, si era dichiarato gay, negli anni Quaranta, lasciando la moglie Virginia Admiral (e madre di Robert), anche lei artista e poetessa.

Morto nel 1993, l’uomo aveva avuto storie conclamate con il poeta Robert Duncan, lo scrittore Tennessee Williams e il pittore Jackson Pollock. Così, venne educato e cresciuto esclusivamente dalla madre e si ritrovò, a 18 anni, ad essere quasi padre stesso di suo padre, che aveva abbandonato tutti e tutto per assecondare la sua vera natura.

Una confessione che Robert ha fatto con fatica, essendo di solito sempre molto riservato, sottolineando la mancanza di una figura paterna che non ha mai avuto accanto, da ragazzo. E, facendo pace con se stesso e con il suo passato.

Fonte | IlGiornale

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Vite da gay: Il coraggio di mettersi in gioco (Puntata 4)

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Storia gay

ite da gay: Il coraggio di mettersi in gioco (Puntata 4)

Quando finisce il mio turno, tiro un sospiro di sollievo. La mia responsabile oggi è particolarmente insofferente e cerca di interrompere chiunque da quello che sta facendo per spedirlo a qualche nuova mansione. Nell’arco delle mie quattro ore di turno, ho servito i tavoli, gestito la cassa, preparato i caffè e pulito i tavoli (compreso quello in cui 4 Emo discutevano animatamente sulla migliore canzone dei 3 seconds to Mars, urtando le proprie tazzine di caffè e di the). Rebecca invece l’ha presa bene: per 3 volte ho pensato di vederla scagliarsi contro Lavinia, armata di strofinaccio umido. Poi ha resistito. Quando saluto per uscire dal locale, lei mi viene incontro “Lo sai che sarai responsabile delle mie azioni per le prossime 4 ore, vero? “. Le sorrido e, senza farmi vedere dalla responsabile, le strizzo l’occhio: “Se superi questa giornata, le altre non potranno che migliorare… credimi“. Lei sbuffa e annuisce. “Che fai adesso?” mi domanda, arrossendo leggermente. “Vado a casa a studiare… Fra qualche settimana ho un esame molto complicato“. Lei sorride. “Una di queste sere potremmo vederci per bere qualcosa, se ti va. Ovviamente lontano da questo posto…“. Le sue parole mi sorprendono e allo stesso tempo mi lusingano (anche se nei mie sogni migliori, è un tipo moro occhi verdi a chiedermelo…). “Più che volentieri… Ora scappo o rischiamo tutti e due di essere ripresi. A domani…” Ed esco dal locale, lasciando che la porta si chiuda alle mie spalle. Poi mi dirigo verso casa.

Quando Stefano si alzò, era quasi mezzogiorno e casa sua era, come sempre, deserta. Si diresse in cucina, aprendo il frigorifero e bevendo una lunga sorsata di aranciata. E si guardò intorno, rendendosi conto che non aveva programmi per la giornata. Gli esami erano lontani, lui non lavorava e non aveva fissato alcun incontro per il pomeriggio. Fuori, il cielo era grigio, e le insinuava una malinconia opprimente. Guardò all’esterno e poi prese il cellulare che aveva in tasca. Scorse la rubrica e poi chiamò. “Ciao… sono io… Che fai oggi? Hai tempo per vederci?“.

Andrea non si sarebbe definito un tipo particolarmente socievole. Nemmeno avrebbe usato la parola “solitario” per descriversi. Eppure, quel giorno, non aveva voglia di pranzare con i colleghi che aveva appena conosciuto. Aveva imparato sulla propria pelle che spesso esporsi troppo in prima persona era solo segno di futuri guai. Rimase nel suo ufficio, inventando un mal di testa inesistente e scambiando qualche battuta per rifiutare gli inviti di aggregazione che gli erano arrivati. Tamburellò qualche minuto con la penna sulla scrivania, chiedendosi se avesse fatto la scelta giusta nel trasferirsi a Milano. Poi ricordò… e tutto svanì, decidendo di agire. Compose un numero di telefono e attese la risposta dall’altro capo del cellulare…

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Alessandro Cecchi Paone a Domenica Cinque parla della sua vita gay e punta il dito su Renato Zero e Tiziano Ferro (video)

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Coming Out Tv

Alessandro Cecchi Paone a Domenica Cinque parla della sua vita gay e punta il dito su Renato Zero e Tiziano Ferro

Oggi, Alessandro Cecchi Paone, a Domenica Cinque, è stato intervistato da Barbara D’Urso in merito alla sua vita. E ha parlato apertamente di tutto, dal suo divorzio con Cristina, donna con la quale ha sempre avuto una forte complicità e per quale prova ancora un bene immenso. Ma ha trovato anche spazio per parlare della situazione gay in Italia. E per rivolgersi direttamente a Renato Zero e Tiziano Ferro. Per primo cosa, affronta il suo passato e la scoperta di essere gay:

“Dopo anni di uscite in coppia con altri amici, una sera, io e il mio migliore amico mentre dormivano insieme, abbiamo fatto sesso. Per sei mesi abbiamo cercato di capire cosa fosse successo. Se era una cosa seria oppure noi. Poi ho capito quello che provavo per lui e ho raccontato tutto a mia moglie. Ance lui l’ha fatto, ma è successo un finimondo. Se io e Cristinia siamo riusciti a rimanere amici, lui ha trovato una situazione opposta. E per paura, per la sua cultura cattolica, è ‘tornato’ etero. Ora è fidanzato con una donna”

Racconta anche di una storia lunga, di circa tre anni, con un ragazzo che chiama Mattia ed è di Palermo:

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Intervista gay: la storia di Stefano e il delicato equilibrio del coming out nelle relazioni gay

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Coming Out Mondo

Intervista gay: la storia di Stefano e il delicato equilibrio del coming out nelle relazioni gay

Ognuno di noi ha una vita e una storia differente, ma sono proprio queste piccole realtà ciò che ci completa e ciò che ci caratterizza. Racconti di vita comuni, a volte straordinari e spesso frammenti di vita nei quali poterci rispecchiare. Oggi vi raccontiamo la difficoltà di fare un coming out e l’incubo di dover rivivere il proprio segreto negli occhi di chi si ama. Ecco la storia di Stefano:

Parlami di te… raccontami qualcosa della tua vita che ti va di dirmi/ci
Mi chiamo Stefano, ho 28 anni e da circa cinque anni vivo a Roma. Mi sono trasferito da Pisa per seguire la mia passione: l’arte. Sto frequentando un’Accademia a Roma, dove ho deciso di trasferirmi, seguendo il mio ragazzo di allora. L’avevo conosciuto intorno ai 24 anni… A 22/23 ho fatto il mio coming out per dare la possibilità ai miei genitori di conoscermi, di sapere il motivo per cui ero triste o felice. Mio fratello allora era fidanzato e la sua ragazza spesso stava con noi nelle occasioni di famiglia e io mi sentivo un po’ “tagliato fuori” dalla cosa.

Come hanno preso il coming out?
Mio padre all’inizio non bene, credo si possa immaginare… non sarò sicuramente un caso unico. Per un po’ sono andato via da casa, mi ha ospitato una mia amica. Col tempo lentamente ha accettato la cosa. Pensa che ha conosciuto persino alcuni ragazzi che ho frequentato. Anche il nostro rapporto è cresciuto, si è fortificato. Ora sono davvero felice di aver fatto quella scelta.

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Nuova Zelanda: per un giornalista lo sport è il covo dell'omofobia ed è solo per gli etero

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Sport Omofobia Mondo

Nuova Zelanda: Per un giornalista, lo sport è il covo dell'omofobia, è solo fatto per gli etero Richard Boock è una famosa ed autorevole penna giornalistica del Sunday Star Times e in uno dei suoi ultimi articoli ha affrontato la questione dell’omosessualità legata allo sport. La sua opinione non comprende certamente mezze misure.

Broock infatti sottolinea come lo sport sia il luogo meno adatto ad accogliere: non esisterebbe infatti nulla di peggio per un gay. L’ambiente sportivo rappresenterebbe quanto di più intollerante ci possa essere e proprio nelle discipline agonistiche si coverebbe maggiormente la discriminazione e l’esclusione più accesa per il mondo Lgbt.

Il giornalista, che chiosa con un volutamente provocatorio “Lo sport è fatto per gli etero“, parte dall’esempio più emblematico: lo scandalo e l’eco che ha creato il coming out di Gareth Thomas, giocatore di rugby in una squadra del Galles. E sicuramente, le parole dell’uomo non possono non ricordare il consiglio di pochi giorni fa di John Amaechi, che, apertamente, aveva consigliato ai giovani sportivi di non fare coming out, perché tutto quello che era riuscito a costruire nel tempo, non sarebbe mai stato possibile.

Via | SundayStarTimes

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Coppie gay: come passerete le feste di Natale 2009?

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Orpelli Famiglie Mondo

Coppie gay: come passerete le feste di Natale 2009? Il Natale, personalmente, mi ha sempre messo quell’atmosfera malinconica e romantica: sarà poi che quest’anno si è anche aggiunta la neve, ma passarlo in famiglia, in casa, è sempre stata una tradizione per me.

E anche quest’anno sono tornato nella verde valle per festeggiare, facendomi dare un passaggio dal mio ragazzo, in auto, che poi è tornato a casa dopo un’oretta, dato che il coming out non l’ho ancora fatto… E quindi mi sono chiesto, tra voi lettori, quanti sono quelli che passeranno il Natale con la persona che amano, che scalda il loro cuore (o volendo, perché no, il loro letto).

Passerete il Natale con il vostro ragazzo (o la vostra ragazza) dopo aver confessato le vostre preferenze sessuali ai vostri genitori? O lo passerete lontani da tutti, solo con lui/lei? Oppure vi saluterete per darvi appuntamento alla fine delle vacanza natalizie? Fateci sapere, mentre il sottoscritto vi augura un Natale sereno, pieno di sorrisi ed echi di risate e di abbracci, da ripetere il più possibile anche nei giorni successivi… Buon Natale!

Foto | Zazzle

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