
Anderson Cooper è uno dei presentatori più importanti della CNN. Da tempo si rumoreggia sulla sua chiacchierata omosessualità ma lui non ha mai negato nè confermato. Fino ad oggi, con una lunga lettera al collega Andrew Sullivan, gay e sieropositivo, che l’ha pubblicata sul suo blog, The Daily Dish.
Non è stata una missiva privata resa pubblica, nè un outing forzato. Ecco la premessa di Sullivan:
Conosco Anderson da vent’anni. Gli ho chiesto un’opinione sui diritti degli omosessuali e questa è stata la sua e-mail di risposta, che mi ha dato il permesso di pubblicare qua
Continua a leggere: Anderson Cooper, giornalista della CNN: "Sono gay, amo e sono amato"

Chissà quando mai assisteremo ad una copertina del genere in Italia.
Stiamo parlando dell’Entertainment Weekly che ha dedicato la copertina a otto famosi personaggi apertamente gay. Un coming out dichiarato, difeso, applaudito e che non ha sconvolto nè è stato al centro di critiche.
E noi? Riusciremmo a creare una copertina di un settimanale con otto vip italiani disposti a mostrarsi orgogliosi di essere omosessuali? Perchè persino un numero risibile come quello per noi è una conquista.
Elenchiamo insieme almeno dieci personaggi gay italiani nel mondo del cinema, della tv o della musica che sono apertamente gay e lavorano nel mondo dello spettacolo? I commenti sono vostri, magari sono anche di più!
Magari…
Il Rapporto Popolazione omosessuale ha rilasciato i dati del suo studio, intervistando 7725 famiglie italiane distribuite in 600 comuni italiani.
Un approfondimento rispetto all’indagine presentata negli scorsi giorni che dimostra come, al Sud, l’omosessualità pare essere vista meno favorevolmente. Se nel centro Italia il 67% delle persone ritiene accettabile una relazione gay, questa percentuale scende addirittura al 49% nel Sud e nelle Isole. Nel meridione, il 32,3% ritiene immorale essere gay, per il 28,3% è una malattia e il 29,7% pensa che siano addirittura una minaccia alla famiglia (contro il 19,9 del centro)
Se il 43,6% delle persone intervistate in Italia bocciano senza scrupoli il matrimonio gay, al sud questo dato sale fino al 66%.
Via | Corriere

Quel coming out che ti mostra come possa essere semplice e intelligente saper parlare della propria vita privata in maniera assolutamente “normale”. È da parte di Licia Nunez, in questo periodo in tv nella soap fiction Le tre rose di Eva. Quando le chiedono della sua situazione sentimentale lei risponde senza timore, parlando del suo passato.
A proposito di Imma Battaglia:
“Mi scusi se sono un po’ in imbarazzo: è la prima volta che parlo di lei”.
Continua a leggere: Licia Nunez su Vanity Fair: "Stavo con Imma Battaglia"
È uscito venerdì scorso 30 marzo e mette in scena le storie di sette anziani, uomini e donne, che lasciano la Gra Bretagna per un viaggio in India: la loro vita potrebbe cambiare. Il film si intitola Marigold Hotel e a leggere la recensione di Cinemagay vale la pena di andarlo a vedere, innanzitutto per il cast di altissimo livello, da Judy Dench a Maggie Smith e Tom Wilkinson.
C’è spazio anche per una storia gay e un coming out tardivo. Qualcuno di voi lo ha già visto?

Le parole di Riccardo e i timori sul suo coming out sono state condivise anche da Antonio, un nostro lettore di soli 17 anni che si chiede come sia possibile ammettere la propria omosessualità e non perdere le persone che ha accanto. Ve le riportiamo:
“Ciao, mi chiamo Antonio e sono gay. Insomma penso di esserlo, ho solamente 17 anni, sono confuso, cambio idea spesso, ma certe cose le sai e basta. Scrivo perché ho bisogno di sentir qualcuno, mi sento particolarmente solo, non conosco nessuno nella mia situazione e neanche ne sento parlare tra i miei amici, esistono i gay a Cuneo? Perché ad essere sincero non ne conosco neanche uno… Ho smesso per un attimo di scrivere perché una ragazza mi ha scritto e devo fingere di farmela piacere… È una cosa triste ma non ho molta scelta, alla mia età penso sia presto fare un coming out, ho paura della mia classe, dei miei amici. Eppure non resisto più, ho una voglia assurda di urlarlo al mondo, ma non lo farò. La paura è comunque più forte. Come avete fatto voi a sconfiggerla? Avevate qualcuno a fianco, come l’avete conosciuto? C’è stato qualcuno che ha cambiato il modo di comportarsi con voi? Sono curioso ma ho anche paura di cosa potreste rispondere, per favore rispondete ne ho bisogno!Comunque ad essere sincero sono riuscito nell’ultimo mese a dirlo a due mie amiche, le prime due persone che l’hanno saputo ed è stato difficile ma liberatorio, loro l’hanno presa bene, ma la mia preoccupazione maggiore e come la prenderanno i miei amici maschi… Per ora comunque mi fermo qua… Ciao a tutti!”
A voi lettori la parola. Quante volte siamo stati “Antonio” anche noi?

Martedì vi abbiamo raccontato della lettera che ci ha mandato Riccardo a info@queerblog.it (voi non l’avete ancora fatto? Cosa aspettate?). Potete parlarci della vostra situazione, di una vostra esperienza, delle felicità di un momento, di dubbi, di qualsiasi cosa vogliate.
Le parole del ragazzo che abbiamo ospitato hanno colpito anche un altro lettore che ci ha scritto, rispondendo alle parole di Riccardo. E noi ve le riportiamo (sperando che anche il diretto interessato le possa leggere):
“Caro Riccardo. Io NON fingevo di essere etero, lo credevo davvero.. e come te, fino a 24 anni credevo fossero delle fantasie passeggere, quindi ho frequentato tantissime ragazze, senza mai arrivare al sodo perchè proprio non ce la facevo. Quindi ad una festa connobbi un ragazzo che era inequivocabilmente gay, e rimorchiai la sua amica solo per aver modo di avvicinarlo. Fatto sta che me ne innamorai, e passai 2 anni bellissimi. I primi mesi mi nascondevo molto, ma subito dopo presi il coraggio a 2 mani e mi rivelai alle persone per me importanti, del resto da innamorato mi sentivo invincibile. Mia sorella, i miei cugini, la mia zia (ho perso i genitori qualche anno prima) e i miei amici lo seppero dopo 3 mesetti, perchè non riesco a fingere con chi voglio bene. il risultato è stato questo: i miei cugini e mia sorella nonostante l’incredulità hanno accettato subito, i miei amici tutti subito ma molti li ho persi dopo.. del resto era ovvio, però ti posso dire una cosa.. Se tu sei sicuro di te stesso, dichiarandoti (non con pubbliche scenate perchè la tua vita privata è solo tua) non sei tu sul banco di prova, ma chi ti vuole bene.. Perchè capirai chi veramente è degno di stare al tuo fianco, mentre le foglie secche.. lascia che se le porti il vento. Ora ho 29 anni, ho perso il 70% di quegli amici.. ma nel frattempo se ne sono aggiunti altri, però quel 30%.. quello per me è tutto, sono persone straordinarie, a cui metterei nelle mani pure la mia vita. Mia zia infine.. lei, da buona cattolica l’ha presa male all’inizio, ma pian piano si è ammorbidita e ora mi vuole ancora più bene.. Pensa che ieri le ho detto con la coda tra le gambe che non volevo mangiare mai più carne, pensavo mi bastonasse.. Invece oggi mi son trovato la casa piena di frutte, verdure, e cibarie varie.. E mi ha detto che vuole unirsi a me!! Detto questo, valuta tu se ne può valer la pena…”
Vi aspettiamo ragazzi. Ricordate, non metteremo il vostro nome, nè mail o città. Privacy assicurata: info@queerblog.it

Qualcuno di voi forse ha sentito, nel corso degli anni, il pettegolezzo che vedeva Paolo Meneguzzi essere gay? Sì? No? Bene, in ogni caso, è proprio lo stesso cantante a prendere la parola su Facebook e ribadire per tutto il tempo di non essere gay in questo status:
“DICHIARAZIONE: A me interessa poco quello che è il gossip, pubblicare il mio privato e quello che sono. Condivido questo articolo per denunciare un’altra volta l’ignoranza di certe persone che si permettono di dire che sono GAY. Non ho niente contro i gay ma io difendo la mia vita e la mia carriera. Ho pubblicato più di 100 canzoni e praticamente tutte dedicate alle mie ex o alle ragazze. Quindi mi sembra giusto difendermi e dichiarare che io non prendo in giro i miei fan da 15 anni ma che tutto quello che ho vissuto l’ho cantato ed è tutto vero. Quindi non sono gay e io la considero una cattiveria perchè è come dirmi che per 15 anni io ho preso per i fondelli i miei fan scrivendo canzoni di crisi d’amore con ragazze e non è così.. Perciò dico all’autrice di questo articolo, che è sicuramente una pessima giornalista perchè una giornalista dovrebbe informare i fatti certi. Spero che quel “ma lui non era gay” sia inteso come .. DA QUI SI CAPISCE CHE NON LO È… altrimenti deve cambiare lavoro o la invito a farsi un giro a casa mia, precisamente in camera. E mi rivolgo anche a tutti quelli che ne sono certi: State tranquilli perchè non avrete mai la possibilità di vedermi dichiarare “sono gay” attraverso qualche autobiografia e mai potrete dire “IO L’HO SEMPRE DETTO” oppure “ERA CHIARO”.. state tranquilli non succederà mai… anzi casomai…. fate attenzione a presentarmi vostra sorella…. ahahaha finisco con il ridere e spero che queste voci piano piano possano finire perchè mi danno fastidio in quanto ETERO AL 2000 per 100… Ciao a tutti Pablo”
Il motivo di questo foto è stato la frase che leggete nell’articolo “Ma lui non era gay?”. Comunque, sdrammatizzando, vedo che “le sorelle di” vanno molto di moda…
“Questa è stata una delle cose più difficili e più coraggiose che abbia mai fatto. Era agitato al pensiero di fare coming out con mio padre, un italiano all’antica. Quindi ha deciso di tatuarsi sul polso ‘Born This Way’ con la grafia di Lady Gaga dopo averla incontrata. Mio padre ieri prima che Dylan, tornasse a casa per le vacanze di primavera, si è fatto tatuare ‘nato in questo modo’ in italiano sul suo polso, per dimostrargli la sua accettazione e il suo amore profondo per il suo unico figlio maschio di cui è orgoglioso ogni giorno. Amo la mia famiglia”
Questa scena è stata ripresa direttamente dalla sorella del ragazzo bisessuale, a conoscenza del tatuaggio fatto dal padre. E ha voluto immortalare il momento in cui l’uomo avrebbe mostrato la scritta al figlio. “Nato in questo modo”, il segno di sostegno totale e di amore verso un figlio che scoppia a piangere, visibilmente emozionato, abbracciando suo padre.
Toccante.

Oggi ci scrive Riccardo (nome fittizio), un nostro lettore che ha voluto parlare e raccontarsi brevemente qui, nello spazio “Parla con Queerblog”. Vi ricordo che anche voi potete farlo, scrivendo a info@queerblog.it. Ecco le sue parole, in cui molti possono riconoscersi:
“Sono Riccardo,ho 25 anni ed è da un po’ di tempo che seguo il vostro blog e dopo aver visto il video del ragazzo di Catania che è stato aggredito dal padre ho deciso di scrivervi. Credo di essere omosessuale e finora ho vissuto questa cosa con estremo disagio. È una cosa che sento dentro da diversi anni e mi sono sempre detto che magari era una cosa passeggera, che poteva capitare in un periodo delicato come l’adolescenza. E quindi ho sempre finto davanti a tutti di essere etero, ho avuto anche qualche storia, ma di breve durata perché alla fine i dubbi rimanevano. In questo momento sto accettando la cosa e non voglio più fingere di essere quello che non sono. Ma ho il terrore di fare coming out. Ho paura di perdere l’affetto di alcuni amici e della famiglia e di come potrei trovarmi socialmente perché purtroppo l’Italia non è un paese per gay. Se potete darmi un po’ di supporto ve ne sarei immensamente grato. Grazie per il lavoro che svolgete ogni giorno.bAnche se a piccolissimi passi ce la faremo a ottenere importanti conquiste di civiltà”
Riccardo, nella banalità delle mie parole, sappi che ci davvero ti vuole bene, non smetterà di volertene solo perchè invece di essere attratto dalle donne lo sei dagli uomini. Le persone intelligenti e disposte ad ascoltare e comprendere capiranno che stai aprendo a loro il cuore in maniera gratuita, senza volere, in cambio, nulla di più di quello che ti stanno dando: l’affetto. Ti mandiamo un abbraccio virtuale e lasciamo la parole agli altri lettori che vogliono dare un consiglio a Riccardo. A chi ci è passato, a chi vuole essergli vicino.