Nella puntata di oggi di “Domenica Cinque”, come riportano i colleghi di TvBlog, è nata una feroce rissa tra Alessandro Cecchi Paone e Maurizio Ruggiero, a stento sedata da Barbara d’Urso e Alba Parietti. Il motivo? Il solito salotto domenicale affronta temi importanti (vedi l’Omofobia di oggi) e ha l’ottima (?) idea di invitare persone dalla veduta completamente opposta e che, ovviamente, producono scintille se messi a confronto fra di loro.
Ruggiero, il rappresentante dei cattolici tradizionalisti, non ha fatto altro che aggredire verbalmente gli ospiti in studio, comprese le coppie gay, appellandoli come “Quei sodomiti lì“: il tutto poi è esploso quando due giovani hanno ammesso di amarsi e di essere fieri di poter sapere di essere amati dal proprio compagno. Di fronte a questa ammissione d’amore puro e sincero, la risposta (arrogante, miserrima e tutt’altro che cristiana) dell’uomo è stata “ Questo orgoglio da deretano“. A quel punto Cecchi Paone si è alzato ed è nata la bagarre in studio.
Ma la cosa più “preoccupante” e allarmante è stata la scelta di documentare, per le vie di Bergamo, la reazione dei passanti alla vista di una coppia di ragazzi che si abbracciavano e si baciavano in pubblico. Il risultato? Una serie di esclamazioni scioccate e di persone indignate, di sberleffi, insulti e testa scosse dal ‘disgusto’. Un segno di omofobia dilagante e preoccupante: da chi si dispera per non poterli far sparire tutti quanti in un buco al centro della terra fino al vecchio che ricorda quando i gay venivano presi e buttati nel recinto con i cani. Dopo il salto, dal minuto 1:54, il reportage in questione e alcuni video tratti dalla trasmissione:

Se Lucio Battisti cantava “Dieci ragazze per me”, ora Franco Grillini, ex deputato Ds e presidente onorario di Arcigay, può cantare “Dieci rosari per me”: il motivo è una notizia che potrebbe sembrare simpatica, quasi tenera, se non fosse espressione di un pregiudizio proponfo, radicale ed estremista che la maggior parte dei cattolici nutre nei confronti degli omosessuali.
Il numero 86 (settembre ottobre 2009) di Il Timone, mensile cattolico di informazione e formazione apologetica, dedica infatti a Grillini, omosessuale eccellente e impenitente, la rubrica “Il raccomandato del Timone”. Questa rubrica è una sorta di circo Barnum che mette alla gogna personaggi che vengono additati e stigmatizzati come infedeli, descrivendone biografia e peccati, salvo tentare di redimerli attraverso la preghiera. Questa è la descrizione della rubrica fornita dalla stessa rivista:
Chi è cattolico, sull’esempio di Gesù Cristo, deve amare ogni uomo, anche se non professa la vera fede. Ma non c’è amore più grande per il non credente che pregare il buon Dio perché gli conceda la luce della fede. È dunque per “amore cristiano” che crediamo sia doveroso “raccomandare” alla vostra preghiera i personaggi di questa rubrica.
Una decina di rosari al giorno per settembre e ottobre sono la cura collettiva proposta ai lettori per mondare l’immondo Grillini dal peccato del suo “omosessualismo”. Qui di seguito la citazione letterale e integrale (buona lettura e arrivate fino in fondo!):
Franco Grillini è presidente onorario dell’Arcigay, la maggiore organizzazione omosessualista Italiana. E’ stato lui a modificare l’immagine e il linguaggio del mondo gay italiano: ha infatti dato un contributo fondamentale por la trasformazione dell’omosessualità da fenomeno trasgressivo e marginale in una questione sociale e politica, in un diritto civile che cerca pubblico ed ufficiale riconoscimento. Se nelle aule parlamentari e sui media si parta ogni giorno di omosessualità, il merito (o il demerito) è di Franco Grillini.
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