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Tutti gli articoli con tag certi diritti

CertiDiritti: appello all'Agcom su Rai e libertà sessuale

pubblicato da aelred

Com’è la rappresentazione di gay, lebiche e transessuali sulla televisione italiana? E nel servizio pubblico? Le minoranze hanno uno spazio adeguato nell’offerta informativa? Se vi siete già fatto queste domani e vi siete dati, probabilmente, una risposta, forse vi interessa l’iniziativa lanciata da Certi Diritti.

L’associazione radicale ha appena promosso una raccolta di firme per un appello all’Agcom sul pluralismo dell’informazione a proposito di libertà sessuali e discriminazioni di genere.

La RAI, oltre a censurare tutte le immagini di baci e matrimoni che non siano eterosessuali (come nel caso di “Brokeback Montain” e “Un ciclone in convento”), negli ultimi anni ha dedicato meno dello 0,02% dello spazio all’informazione sulle coppie di fatto, sulle famiglie non tradizionali e sulla riforma del diritto di famiglia, che è una necessità avvertita da milioni di cittadini. Che dire poi della prostituzione, un fenomeno sociale mai discusso se non in chiave moralistica o di ordine pubblico, e delle malattie sessualmente trasmissibili e dell’Aids, la cui informazione a trent’anni dall’inizio della pandemia, è relegata a spazi sporadici?

Basta andare sulla pagina della campagna e compilare il form per aderire alla protesta. Certo, se la Rai è assolutamente scorretta, non parliamo neppure di Mediaset e della sua politica di rappresentazione macchiettistica e offensiva di gay e lesbiche. O delle censure applicate anche a telefilm come Gossip girl e Dawson’s creek.

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L'Europa approva il mutuo riconoscimento dei documenti di stato civile, fondamentale per le unioni gay

pubblicato da Robo

L'Europa approva il mutuo riconoscimento dei documenti di stato civile, fondamentale per le unioni gay

Il Parlamento Europeo ha approvato nei giorni scorsi la relazione Berlinguer elaborata dalla commissione giuridica che chiede alle autorità dell’Unione Europea e agli Stati membri di attuare il reciproco riconoscimento degli effetti degli atti dei registri civili. Misura che, se raggiunta, rappresenterà un importante traguardo per le coppie dello stesso sesso e la loro libera circolazione negli Stati dell’Unione Europea. Il testo approvato – Aspetti relativi al diritto civile, al diritto commerciale, al diritto di famiglia e al diritto internazionale privato del Piano d’azione per l’attuazione del programma di Stoccolmadice al numero 40:

[Il Parlamento Europeo] sottolinea l’esigenza di garantire il riconoscimento reciproco dei documenti ufficiali delle pubbliche amministrazioni nazionali; accoglie con favore lo sforzo della Commissione di mettere in grado i cittadini di esercitare i loro diritti di libera circolazione e appoggia con vigore i piani volti a permettere il riconoscimento reciproco degli effetti degli atti di stato civile; chiede che vengano compiuti ulteriori sforzi per ridurre gli ostacoli incontrati dai cittadini che di fatto esercitano i propri diritti di libera circolazione, in particolare per quanto riguarda l’accesso alle prestazioni sociali a cui hanno diritto e il diritto di voto alle elezioni municipali.

La risoluzione intende accelerare lo sviluppo del programma di Stoccolma (Il programma di Stoccolma – Un’Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini) che stabilisce le priorità dell’Unione Europea per i prossimi anni in materi di libertà, sicurezza e giustizia e adotta come precedenti un’altra risoluzione dello stesso Parlamento Europeo del novembre 2009 (Risoluzione del Parlamento europeo del 25 novembre 2009 sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo “Uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia al servizio dei cittadini” – Programma di Stoccolma) che invita gli Stati membri

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Napolitano incontrerà le associazioni gay il 17 maggio, giornata contro l'Omofobia

pubblicato da Desperate Gay Guy

Napolitano incontrerà le associazioni gay il 17 maggio, giornata contro l'Omofobia

Il prossimo 17 maggio, in concomitanza con la IV Giornata internazionale contro l’omofobia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrerà le associazioni gay, al Quirinale. L’iniziativa è partita da Paola Concia, lo scorso 7 aprile. Gia durante la giornata internazionale contro la violenza alle donne, Napolitano aveva sottolineato l’importanza e la necessità di fermare la xenofobia, l’omofobia, in salvaguardia dei diritti umani che devono essere universali.

In precedenza, un incontro simile era accaduto solo con Francesco Cossiga. E, sempre nel corso di quella giornata, verrà ricordato anche il caso di Maria Luisa Mazzarella, la ragazza che aveva subito violenza da un gruppo di ragazzi, intenti a molestare e insultare un suo amico gay. In quell’occasione verrà conferita una medaglia alla giovane, ora simbolo e portavoce a tutti gli effetti del Gay Pride.

Fonte | Certidiritti
Foto | OltreLaColtre

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Motivazioni della Consulta sui matrimoni gay: intervenga il Parlamento o lo faremo noi. Ecco il testo integrale!

pubblicato da mario cirrito

Motivazioni della Consulta sui matrimoni gay: intervenga il Parlamento o lo faremo noi. Ecco il testo integrale!

Passati i commenti, è arrivata la motivazione della Corte Costituzionale. Pare avessero ragione avvocati e professori di diritto, quelli della Rete Lenford, del Comitato “Sì, lo voglio” e tutti gli altri; meno i saccenti politici che in queste ore hanno cantato vittoria senza saggezza e senza attendere le motivazioni della Consulta. Peggio per loro. Prendetevi un po’ di tempo; leggetela bene e vedrete che non tutto è andato perso; che ci sono speranze vive che somigliano a certezze. Probabilmente la Corte ci invita ad ulteriori passaggi; probabilmente siamo noi ora i veri protagonisti, sta a noi agire come ha suggerito ieri Sergio Rovasio e Paolo Patanè: si sveglino cento, mille coppie di fatto e agiscano. La Corte ha detto diversamente da un no definitivo, proprio come affermano Marilisa D’Amico, Ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Statale di Milano e l’Avvocato Massimo Clara: “Questa è una prima tappa in cui la Corte indica la strada costituzionale per il riconoscimento della piena uguaglianza fra coppie omosessuali ed eterosessuali e se il Parlamento non intervenisse sarebbe evidente il vulnus costituzionale per il riconoscimento delle unioni tra coppie gay”. Di seguito sintesi dei tre punti rilevanti favorevoli alle coppie gay, venute fuori dalla motivazione:

  • 1) riconoscimento che l’unione omosessuale, come stabile convivenza, è una formazione sociale degna di garanzia costituzionale perché espressione del diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia.
  • 2) neppure il concetto di matrimonio è cristallizzato dall’Art. 29 della Costituzione e quindi non è precluso alla legge disciplinare il matrimonio tra gay, anche se restano possibili per il legislatore soluzioni diverse.
  • 3) il legislatore deve intervenire e se non interviene la Corte potrà intervenire per ipotesi particolari, in cui sia necessario costituzionalmente un trattamento omogeneo tra la coppia coniugata e la coppia omosessuale.

Buona lettura e grazie a voi tutti per queste ore in cui ci avete seguito con affetto e discusso con noi, grazie ai vostri commenti.

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Matrimonio gay: la Corte Costituzionale ha ragione

pubblicato da giovanni molaschi



Per quanto sia sconveniente la decisione della Corte Costituzionale sull’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali deve ritenersi giusta. Rimandando al Parlamento l’organo giudiziario ha tentato di ristabilire un equilibrio tra chi fa le leggi e chi deve farle rispettare.

Non sempre questo avviene. Non sempre le leggi garantiscono ai cittadini la dignità che si meriterebbero come persone. Non sempre la giustizia è in un paese il fulcro del dibattito politico.

Peggio della negazione di un diritto c’è solo l’acquisizione postuma che lo rende uno dei tanti cioccolatini negati da una madre cattiva che preferisce un bambino senza carie. Poco importa se il bambino è sufficientemente responsabile e sa che un altro perugina non gli farà male. Anzi.

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Matrimoni gay: le motivazioni della Consulta. Le reazioni dei movimenti e della politica

pubblicato da mario cirrito

Matrimoni gay: le motivazioni della Consulta

La Corte costituzionale, decidendo sulle questioni poste con ordinanze del Tribunale di Venezia e della Corte d’appello di Trento, in relazione alle unioni omosessuali, ha dichiarato inammissibili le questioni stesse in riferimento agli artt. 2 e 117, I° comma, della Costituzione e infondate in relazione agli artt. 3 e 29 della Costituzione. dal Palazzo della Consulta, 14 aprile 2010.

Con queste scarne 3 righe e mezzo, nell’ora in cui a Roma si cerca ristoro e pausa dal lavoro nei bar e nei ristoranti, si conclude una delle battaglie di grande civiltà che ha visto in prima fila alcune associazioni lgbtq, coppie di fatto, militanti e simpatizzanti del movimento lgbt. Una nota che appare a molti stonata nelle speranze che si erano create attorno alla questione, si cercano motivazioni ancora da venire, si lenisce uno sconforto quasi epidermico. Dalle prime agenzie di stampa, i “soliti” clericali danzano una gioia scomposta, effimera, fanno notare che il matrimonio è tra sessi opposti e nulla di più. Alle 16.30 è indetta in fretta e furia una conferenza stampa alla sala stampa di Montecitorio.

Ci sono, per il Comitato “Sì, lo voglio”, Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay; Imma Battaglia di Di Gay Project; Sergio Rovasio, segretario nazionale di “Certi Diritti”, anima e cuore di un biennio di estrema battaglia. Si palesano anche Franco Grillini e la deputata Pd, Anna Paola Concia. L’aria è quasi rarefatta, i sorrisi di circostanza lasciati a metà, nel vuoto. Qualcuno mi avvisa che alla notizia da noi pubblicata, i commenti sono tantissimi - e ve ne ringrazio - e anche lì si vede una girandola di sentimenti che faticano a nascondere delusione e altre nuove speranze: chi pensa di andarsene via da questo “strano” paese europeo e chi, invece, tenta un ennesimo coraggio, una sfida ad una politica che poco vuole riconoscere la cittadinanza, in diritti, di altri suoi cittadini. Sì, perché se dovrà pensarci il Parlamento, lo scoramento è totale pensando alle battaglie sui DiCo, sui Cus e sull’oblio che su di essi è calato. Figurarsi parlare di matrimonio civile tra persone dello stesso sesso.

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La Consulta ha deciso in merito ai matrimoni gay: è competenza del Parlamento

pubblicato da mario cirrito

Una coppia di lesbiche appena sposate

La Consulta non ha accolto i ricorsi in merito ai matrimoni tra persone dello stesso sesso. Nelle motivazioni del rifiuto la Consulta fa riferimento alla discrezionalità del legislatore: i giudici, cioè, hanno ritenuto opportuno rinviare al Parlamento, quale organo competente, la delicata questione.

L’Avvocatura generale dello Stato ha ribadito la competenza in materia del legislatore e dunque del Parlamento, nonché la necessità dell’elemento della diversità di sesso per definire come “matrimonio” l’unione fra due individui.

Alle 16,30 di oggi è prevista una conferenza stampa alla Camera da parte di Certi Diritti e Rete Lenford per illustrare le motivazioni del rifiuto. Queerblog seguirà la conferenza per voi. Vi terremo aggiornati

Foto | Flickr

Sergio Rovasio, una voce di "Certi Diritti" per i cittadini lgbtq

pubblicato da mario cirrito

Di militanza per combattere l’omofobia, per affermare i diritti lgbtq, ne ha fatta tanta. Tutta sotto i vessilli del Partito Radicale. Torinese, Sergio Rovasio, a 16 anni è entrato nei Radicali per battersi contro il nucleare, per le libertà delle minoranze sessuali. È tra i fondatori della Lega Antiproibizionista e nel 2006 diventa segretario del gruppo Radicale alla Camera. Dal marzo 2008 diventa segretario dell’Associazione “Certi Diritti” aprendo importanti spiragli per i diritti delle coppie conviventi omosessuali. Sua, insieme a Rete Lenford, la battaglia aperta nei Tribunali e poi alla Consulta, per il matrimonio omosessuale. Ora, Sergio, intende estendere la sua battaglia in Regione Lazio, dove è candidato nella lista di Emma Bonino. Un militante gay diverso, Sergio Rovasio, per ostinazione e cultura. E per la concreta onestà di essere sempre e comunque al servizio delle rivendicazioni delle persone lgbtq. Mai ha detto no quando è stato sollecitato a intervenire sul Parlamento e altrove per proteggere le persone omosessuali e transessuali.

Sergio, la maturazione di “Certi Diritti” sta nelle grandi battaglie che siete riusciti a imporre non solo al Movimento lgbt ma anche alla società civile. Quali sono stati i maggiori impedimenti, le difficoltà, il dialogo con il Movimento lgbtq?
Difficoltà ce ne sono da quando siamo nati, credo dipenda per lo più da diffidenze e timori che abbiamo subito cercato di eliminare mettendoci al lavoro insieme ad altre realtà del movimento lgbt. Abbiamo costruito una credibilità forte perché tutti hanno capito che non ci interessano le polemiche ma il raggiungimento degli obiettivi che ci vedono impegnati sullo stesso fronte: superamento delle disuguaglianze e lotte per i diritti.

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Matrimoni gay. La sentenza il 12 aprile. La reazione del Movimento lgbtq

pubblicato da mario cirrito

Matrimoni gay. La sentenza il 12 aprile. La reazione del Movimento lgbtq

Nulla da fare. Se ne parlerà nella settimana del 12 aprile, così come aveva pronosticato qualcuno. La Corte Costituzionale, dicono fonti di agenzia, ha deciso che del ricorso delle coppie omosessuali che si son viste negare dal proprio Comune il diritto all’accesso al matrimonio, necessita di riflessione e quindi di tempo. Probabilmente hanno pesato elementi non detti e professati, ma per oggi come per i prossimi giorni non se ne fa nulla.

Su cosa posso fare la Consulta in quella data di aprile, lo hanno magnificamente scritto molti dei commenti al post di ieri. Altri ne verranno a illuminarci sulla delicata questione.

La cosa che più si evince è la probabilità che la Corte richieda un intervento del Parlamento in materia e/o indicando alcuni principi dove può agire il legislatore. Probabilmente, altra causa non peregrina, si vorrebbe accorpare a questa mancata decisione, il ricorso degli altri due tribunali in materia.

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Matrimoni gay. La Consulta rinvia a domani mattina. Cronaca di una giornata difficile

pubblicato da mario cirrito


Tutto ha inizio intorno alle 11.00 di questa mattina, quando la Corte Costituzionale ha aperto la seduta pubblica per discutere sull’ammissibilità costituzionale del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Passano pochi minuti e la Corte si ritira in camera di Consiglio; deve decidere sull’ammissibilità dell’intervento delle coppie richiedenti e dell’Associazione Radicale Certi Diritti: in pratica sulla costituzionalità del matrimonio tra persone dello stesso sesso in Italia. Non impiegano molto e dopo circa quindici minuti di camera di Consiglio, la Corte ritiene inammissibile l’intervento. Si inizia a trepidare e qualcuno comincia a temere il peggio. Viene dichiarato inammissibile l’intervento in aula degli avvocati di Certi Diritti e di una coppia di fatto omosessuale.

Nel ricorso all’esame dei giudici si afferma che il divieto viola il principio costituzionale di uguaglianza tra cittadini ed è in contrasto con le norme europee in materia. Ne deriverebbe inoltre una “irragionevole disparità di trattamento” tra omosessuali e transessuali dal momento che a questi ultimi - dopo il cambiamento di sesso - è consentito il matrimonio tra persone del loro stesso sesso originario.

A costituirsi in giudizio per parte della Presidenza del Consiglio, è presente l’avvocatura di Stato che si batte per l’inammissibilità su tutti i fronti. Secondo quanto affermano davanti al giudizio della Consulta: si produrrebbe una “operazione di manipolatura del tessuto normativo” che compete al legislatore.

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