Tutti gli articoli con tag censura

Perché è scandaloso che Busi parli di omofobia in un reality. E la Rai: "Mai più in video sulla tv pubblica"!

pubblicato da mario cirrito in: Popular Arte e cultura Omofobia Tv


Ho dovuto rimettere mano a questo post, che rimane integro - e ancor più necessario e importante - nella riflessione che intendevo dargli, dopo la notizia che è piombata come un fulmine. Anche se c’era da aspettarselo. Spronata dai soliti papisti e dall’Udc, la Rai ha deciso di bandire dal video Aldo Busi. La durissima reprimenda è dovuta ai suoi interventi sul papa e sul governo.

“Quello che è accaduto ieri sera durante la puntata de L’isola dei famosi è inaccettabile - ha detto l’onorevole Lupi, Pdl- Aldo Busi ha insultato, davanti ad una platea di milioni di telespettatori, il Papa. Episodi come quello di ieri sera poco hanno a che fare con la mission del servizio pubblico”.

Gli fa eco, più duramente Francesco Storace:

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Men's Vogue boccia una pubblicità di Jacobs. Noi bocciamo Men's Vogue

pubblicato da mario cirrito in: Arte e cultura Omofobia Edicola Fashion World


Mentre si prepara la nuova stagione delle sfilate di moda, si attrezzano le passerelle, si indicano le location per le serate mondane, la fiumana di gay che lavora per e con gli stilisti, deve essere rimasta basita di fronte alla notizia che un prestigioso magazine della catena Conde Nast, si sia preoccupato di far tornare un po’ di sano machismo anche nella moda. Pare (ma vien da ridere) che i responsabili di Men’s Vogue abbiano temuto per i loro lettori tutto calcio, birra e shopping nel fine settimana, che tra le patinatissime pagine avrebbero trovato una pubblicità palesemente gay. Maschi veraci e di successo, mica gay o gayfriendly, i tipi che acquistano il magazine di moda, design, arte, cultura, sport e tecnologia.

Da George Clooney che ha inaugurato il primo numero, a Denzel Washington e ultimamente a Barack Obama, la rivista si è imposta sul mercato del lusso, imponendo gli stili che uomini di successo dettavano come un catechismo sulle pagine del magazine.

Così, davanti ad una pubblicità che lo stilista Marc Jacobs intendeva divulgare proprio su Men’s Vogue, i dirigenti della rivista hanno opposto un netto rifiuto: i gay non passano in quel macho-magazine! E allora uno pensa magari si tratti di scatti sconci o “estremi” alla Toscani.

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Tennessee: due scuole querelate per aver bloccato l'accesso a siti gay

pubblicato da andrew in: Mondo Internet

L’American Civil Liberies Union ha denunciato, su segnalazione del bibliotecario e di alcuni studenti, due scuole dello stato del Tennessee per aver bloccato l’accesso a siti internet a tematica LGBT. L’associazione ha dato alle due scuole trenta giorni per risolvere l’inconveniente ed ha poi proceduto con la denuncia.

Queste scuole usano un filtro che blocca il contenuto di siti potenzialmente inappropriati come quelli a contenuto sessuale. Fin qui niente di strano se non fosse che chi ha impostato il filtro ha ritenuto di dover bloccare tutti i siti che contenegnono nell’URL la parola “gay” bloccando così anche portali di informazione, di intrattenimento, siti di associazioni e persino blog!

La ACLU ha però commentato con ironia il fatto che stranamente il filtro permette tranquillamente l’accesso ai siti “ex-gay” che parlano delle cosidette terapie riparative ed è proprio a questa differenza di trattamento che l’associazione si è potuta appigliare per denunciare una violazione del Primo Emendamento che, nella costituzione USA, garantisce a tutti pari libertà d’espressione. Certo è che il fatto che diversi siti di area LGBT vengano identificati come porno anche se con la pornografia non hanno assolutamente nulla a che fare non è un problema solo americano e succede spesso, al di là del loro reale contenuto, anche dalle nostre parti. A voi è mai capitato di non poter accedere ad un sito dal contenuto palesemente softcore ma che aveva l’unica pecca di contenere qualche parola che non era propriamente simpatica al vostro datore di lavoro?

Foto | Notionscapital

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Australia: la censura corre sul web?

pubblicato da andrew in: Internet

Secondo una proposta di legge del governo australiano nel più grande paese del nuovissimo continente potrebbero essere presto oscurati numerosi siti internet giudicati inappropriati.

L’iniziativa, che mirerebbe ad evitare l’uso e abuso della rete da parte di pedofili e terroristi, sarebbe da giudicare lodevole se non fosse che nel mirino di questo repulisti starebbero per finire numerosi siti che nulla hanno a che fare con le due categorie sopra citate. Secondo Wikileaks, sito che pubblica documenti ed informazioni riservate grazie a soffiate e contributi anonimi che aveva già previsto quali indirizzi sarebbero stati oscurati in Danimarca, Norvegia e Tailandia , i siti a rischio sarebbero 2395 ed includerebbero anche pagine gay, soprattutto siti per adulti, ma addirittura anche link a video di Youtube e a voci di Wikipedia giudicate pericolose.

Mentre a Sidney infuria la polemica sulla pubblicazione della lista degli Url a rischio e l’Australian Communications and Media Authority minaccia azioni legali nei confronti dei responsabili di Wikileaks, da questa parte del mondo viene naturale chiedersi, se è vero che tutti i siti in oggetto non sono legati ai gravissimi reati sopra citati, quanto facile sarà limitare attraverso leggi di questo tipo, con la scusa dell’oscenità e della pericolosità, la libertà di parola e di espressione di molte categorie, come ad esempio quella delle persone omo e transessuali, che ad oggi hanno ormai solo internet come canale privilegiato di visibilità e di informazione senza filtri.

Insomma: cosa fareste se per assurdo un giorno anche qui da noi, dopo il vostro sito porno preferito, iniziassero sparire i blog, i video e le pagine legate al mondo LGBT che abitualmente leggevate?

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In Australia si chiude la Rete

pubblicato da aldissimo in: Citizen Gay POLITICA Cronaca Mondo

Livello di attenzione massimo in Australia.

Una notizia sta correndo silenziosa tra la stampa di settore: la grande censura della rete. In breve: presto (la data non è ancora stata definita ma dovrebbe essere in queste settimane) se scrivi una email ad un ufficio governativo australiano in cui scrivi parole tipo gay o lesbian la stessa potrebbe non essere consegnata al destinatario. La scusa ufficiale: e chi la conosce!

Inoltre, se inserisci in qualsiasi motore di ricerca parole come “sesso anale, sesso orale, eiaculazione, rimming” e altre che definiscono una pratica sessuale e che permettono di accedere anche a siti web dove si discute di queste pratiche in termini di “prevenzione dei rischi” , potresti non visualizzare niente. Il governo Australiano sta iniziando una censura internet senza precedenti. La scusa ufficiale: proteggere i minori dalla pornografia.

Le associazione di volontariato che si impegnano quotidianamente per aiutare, supportare, informare e discutere su queste tematiche sessuali sono in allerta e hanno iniziato a chiedere maggiori spiegazioni e sicuramente una strada diversa per difendere i minori.

Tutti sono in pieno accordo che i minori vanno tutelati, ma la censura, fa paura e molto.

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Pubblicità antigay: censura a Belfast

pubblicato da andrew in: Omofobia Mondo

L’Authority per la pubblicità ha vietato a Belfast la pubblicazione di una pagina a pagamento dal titolo “La parola di Dio contro la Sodomia”.

Lo spot, pensato dalla Chiesa Libera Presbiteriana di Sandown , è apparso sulla “Belfast Newsletter”. Nella pagina definiva l’omosessualità “abominio” e “sessualità pervertita” e diceva che la Chiesa sarebbe “obbligata da Dio a sfidare i vizi di questa generazione“. Diverse sono state le proteste giunte all’ Authority dopo la pubblicazione.

Nonostante la Chiesa si difenda facendo notare di non aver fatto altro che riportare parole della Bibbia e che non può essere responsabile dell’effetto che frasi semplicemente citate hanno sui lettori, le lamentele giunte al giornale e alle autorità raccontano di uno spot atto ad alimentare l’omofobia, transfobia e violenza contro le persone lesbiche, gay e transessuali.

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La censura su scene gay del telefilm Summer Dreams

pubblicato da Robo in: Popular Omofobia Tv

Summer Dreams - Coeur océan

Gli amici di Blogapuntate segnalano la censura operata da Italia 1 in merito ad alcune scene gay della serie Summer Dreams. Sono ben due le scene tagliate. Blogapuntate giustamente si domanda:

Il punto è che la tormentata relazione tra Alex e Nils si avvia e durerà altri cinque episodi in cui in almeno due si vedranno tre baci omosex: due tra Alex e Nils e uno tra un’altra coppia omo: quanto e cosa la censura ha tagliato ancora? Perché Summer Dream-Coeur océan, affronta e affronterà tematiche di questo tipo per tutta la prima serie.

Ma Italia 1 non trasmette anche Will & Grace? E allora che gli ha preso ora?

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Facciamo Breccia occupa piazza San Pietro durante il gay pride

pubblicato da Robo in: Movimento Camp Attack Homosexual Intifada In Pride we trust Vaticanerie

Nel corso del Roma Pride di sabato scorso un gruppo di membri del coordinamento Facciamo Breccia - No Vat ha occupato simbolicamente piazza San Pietro. Abbiamo dato la notizia in diretta e, forse, siamo stati gli unici ad averlo fatto.

Senza entrare nel merito dell’opportunità o meno di un tale gesto, crediamo che sia doveroso ed onesto riportare la notizia. Non tutti la pensano così, però. È di poco fa un comunicato stampa del coordinamento che racconta quanto accaduto:

La polizia italiana è intervenuta fermando e identificando 13 attivisti di Facciamo Breccia-NO VAT, nonché dei fotografi professionisti a cui sono state cancellate le foto, ed addirittura dei turisti che avevano le macchine fotografiche. Contemporaneamente, l’azione veniva rivendicata dal palco del Pride in piazza Navona. Immediatamente alcune agenzie di stampa avevano pubblicato la notizia, che però è stata poco dopo oscurata, con una logica di censura da regime.

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Gay Village 2008: una censura con il gusto di marchetta

pubblicato da nalk in: Arte e cultura Party & Clubbing

oliviero toscani gay village 2008

Oliviero Toscani il Gay Village lo vede così: una sigla dell’antico potere romano, S.P.Q.R, scritta su un profilattico rosso, simbolo inevitabilmente fallico che racconta il mondo gay in una maniera molto strana. Sessuale forse, ponendo la misura protettiva ad elemento principe del mondo gay e personalizzandolo con colori romani e una sigla che è simbolo di potere partecipativo.

E così il rifiuto da parte dell’organizzazione, che a questo punto viene da chiedesi se controlla e monitora il processo di realizzazione degli spot prima che vengano resi definitivi.

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Francia: troppo sesso, censurato lo spot gay sull'Aids

pubblicato da aelred in: Aids/Mts Omofobia Mondo

Una volta si diceva “Troppo sesso, siamo inglesi”, adesso dovremo aggiornare il titolo di questa vecchia commedia con “troppo sesso, siamo francesi”. Almeno quando il sesso riguarda due uomini gay.

L’ufficio di autodisciplina della pubblicità (Bvp), infatti, ha censurato una campagna prodotta dall’Ines, l’Istituto nazionale per l’educazione alla salute, in cui finalmente si trattavano allo stesso medo etero e omosessuali. L’immagine vietata è quella che vedete in questo post, con lo slogan “L’Hiv è sempre qui, proteggetevi”.

Il Bvp ha difeso la propria decisione sostenendo che l’immagine era “iper-sessualizzata” e poteva colpire negativamente il pubblico dei minori. Eppure la campagna parla proprio di sesso e prevenzione e comunque non c’è neppure l’ombra di una parte intima del corpo e molto meno di ciò che si vede in qualunque telefilm o soap opera che vada in onda in fascia protetta.

Omofobia è l’accusa che lancia l’associazione Act Up Paris, impegnata da anni nella lotta all’Hiv/Aids. Tanto più che il Bvp ha già una discreta collezione di censure ai danni di campagna lgbt.

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