
L’istinto paterno di Elton John non si è arreso di fronte ai problemi burocratici per l’adozione del bimbo ucraino e si è probabilmente riversato sul “bambinone” Eminem, il rapper che non ha mai nascosto il suo carattere spesso turbolento e ribelle. Il cantante, famoso anche per i suoi testi omofobici (che non canterà pur di poter suonare ad un concerto inglese molto importante), era dipendente da potenti tranquillanti, dei quali si imbottiva da circa 18 mesi.
Così. Elton ha deciso di prendere sotto la sua ala protettiva il ragazzaccio 38enne che aveva già avuto nella sua infanzia una madre irresponsabile che abusava si ansiolitici. E come ringraziamento per l’aiuto arrivatogli proprio da un artista dichiaratamente gay come Elton John, Eminem pare che abbia deciso di eliminare dalle sue canzoni ogni verso o riferimento alla comunità Lgbt.
Ma non solo per un occasione, bensì anche nei suoi brani futuri. Eminem e l’omofobia pare ormai siano due rette parallele, destinate a non incrociarsi mai (più). La rivelazione dell’appoggio dato da Elton ad Eminem è stato proprio rivelato dal cantante inglese durante un’intervista alla Bcc Radio.
Foto | Spedders
Approfittando dell’opportunità di parlare di omofobia, Lady Gaga, in collegamento con Fuse Tv ha discusso del tema delle uscite contro i gay in alcuni personaggi o canzoni hip hop e sopratutto dell’industria musicale:
“Quando sento uno dei più famosi rapper nel mondo dire qualcosa di omofobico nelle radio, voglio che le persone gli urlino contro”
Rifiuta di dire a chi si riferisca (“Non vedo perché devo dire il nome, dato che loro sanno chi sono”) ma continua a sostenere come l’omofobia sia ovunque nella musica e non solo nell’hip hop.
“Voglio solo generalizzare consapevolezza… è sempre sbagliato odiare, mai sbagliato amare qualcuno”
Dopo il salto, il video in questione:

Kate Bush nel suo secondo album Lionheart – siamo nel 1978 – dedica una canzone all’amore tra uomini. La canzone è Kashka from Baghdad:
Kashka da Bagdad
vive nel peccato, dicono,
con un altro uomo.
Siamo nel momento di massima esplosione del fenomeno Kate Bush che nel giro di pochi mesi scala le classifiche di tutto il mondo con due lp. Di seguito il player per ascoltare la canzone, mentre dopo il salto il testo.
Continua a leggere: Kate Bush canta l'amore tra uomini: Kashka from Baghdad
Siamo tutti omosessuali è una canzone dei Radici nel cemento – gruppo romano di specialisti della musica reggae in attività dal 1993 – che, pur nella sua semplicità, presenta una visione del mondo che supera ogni bigottismo e superficialità.
Siamo tutti omosessuali
siamo tutti diversi siamo tutti uguali
siamo tutti uguali anche nella diversità
e poi si può guarire anche dalla normalità!
Continua a leggere: Dalla normalità si può guarire: siamo tutti omosessuali
Tanto tuonò che piovve. Il premio Mogol è stato vinto da, udite udite, Luca era gay di Giuseppe Povia. Se volete saperne di più sugli aspetti musicali del premio, seguite i nostri amici di Soundsblog. Noi ci allontaniamo un po’ dalla questione musicale. È lo stesso Mogol a darci le motivazioni della vittoria:
Racconta un fatto di vita, usando la prima persona. È un testo sincero, senza retorica: una poesia che non nasce dall’ispirazione talentuosa ma dall’esposizione di una verità quotidiana. Povia ha intinto la penna in un inchiostro molto simile al sangue.
E se gli si fa notare che l’omosessualità non è proprio una disgrazia dalla quale si può uscire, Mogol candidamente afferma che
Da qualche anno è stato indetto il Premio Mogol che, cito testualmente, è “nato per affermare e valorizzare l’importanza dei testi nelle canzoni della cultura popolare italiana e stimolare gli Autori ad una crescita qualitativa”. Tra i vincitori c’è stato Jovanotti per il brano “Fango”, mentre quest’anno, in lizza per ricevere l’ambito riconoscimento, ci sono: Franco Battiato, Vinicio Caposella, Arisa, Jovanotti, Simona Molinari e… ( rullo di tamburi, please)… Povia!
Ebbene sì, il tartassato, ascoltato, odiato, ossessionante testo di “Luca era gay” è in nomination, dopo il secondo posto al Festival di Sanremo. Oh, bene, ci voleva giusto un altro premio come questo per rispolverare un po’ una canzone che rischiava lentamente di essere dimenticata. Per cui, scribacchini dilettanti, armiamoci di penna e prendiamo ispirazione/spunto da quest’autore che, come la notizia dimostra, ha molto da insegnarci.
Del resto nel testo ci sono tutti gli elementi chiave: madre assente, padre violento e dispotico, vecchio bavoso che ci prova con Luca puro come un giglio, tipa provolona ad una festa, guarigione, casettina con figli e brioches appena sfornate. Tutti ingredienti sufficienti per assicurargli la candidatura al premio Mogol? Forse se fosse stato indetto qualche anni prima avremmo trovato anche Valeria Rossi nella rosa dei finalisti? Non ho mai dato “guerra” alla canzone di Povia perchè, come diceva lui, era solo un caso isolato; però da qua a premiare un testo in cui molti hanno ritrovato banalità e luoghi comuni troppo facili, mi sembra eccessivo. Voi che ne pensate?
Foto | Raffaele Fiorillo