
Marcello Lippi, commissario tecnico della Nazionale di calcio, torna sull’argomento gay e calcio. Prima di tutto bolla come “spazzatura” dei pettegolezzi di qualche anno fa che dicevano che alcuni calciatori sarebbero stati sorpresi in atteggiamenti ambigui nelle docce. Poi, parla della nazionale di calcio:
“Due membri della selezione azzurra al momento non potrebbero mai avere una relazione alla luce del sole. Non si tratta di una questione culturale, ma di un meccanismo di interessi con cui una relazione di questo genere entrerebbe in conflitto. Noi siamo l’unica nazione al mondo che ha quattro quotidiani sportivi, per non parlare poi dello spazio che danno quelli politici al calcio: mentre altrove c’è un pezzettino in ultima pagina, in Italia il lunedì ci sono ben tre o quattro pagine intere. E allora, per riempirle tutte e per parlare di calcio nelle trasmissioni televisive che si fanno in tutte le regioni a tutte le ore e a tutti i livelli, è chiaro ed evidente che gli argomenti vengono affrontati con un interesse superiore, maggiore. Figurarsi come verrebbe affrontato un argomento del tipo di una coppia di omosessuali che giocano a calcio. Anche se dal punto di vista culturale ci fosse buona parte della gente favorevole, in grado di capire e accettare una situazione del genere quest’ultima verrebbe comunque strumentalizzata tanto da assumere, alla fine, una connotazione negativa”.
Dunque: Lippi non esclude più la presenza di gay nel calcio, dice che una eventuale relazione dovrebbe rimanere oscura per non danneggiare gli interessi del calcio stesso. E comunque bisogna fare attenzione alle critiche della gente. Quanta saggezza popolare in queste frasi…
Via | AGI News On + KlausCondicio
E’ iniziato il campionato di calcio e per mesi inizierà la solita processione alle squadra con schedine, risultati, formazioni ed espulsioni. Insomma, l’estate sta finendo (grazie Righeira) e ahimè fra poche settimane tutto tornerà al solito tram tram.
Per chi mastica il calcio ci sono novità importanti, come ci ricordano gli amici di calcioblog, con l’addio di Kaka e il ritorno di Cannavaro alla Juventus. Per altri, invece, tutte queste informazioni hanno interessi pari a zero. Mi sbilancio: anche io il calcio non lo seguo e non mi interessa, poichè l’unico programma che guardo è “Quelli che…” e solo perchè c’è la Ventura.
Perciò mi sembra quasi “obbligatorio” porre anche a voi la stessa domanda cruciale: che rapporto c’è tra i gay e lo sport del calcio? Diteci la vostra!
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Già ne avevano parlato i colleghi di GossipBlog, ma non potevamo escluderci dalla dichiarazione a sorpresa di Francesco Venditti, figlio del famoso Antonello, e membro del clan degli Izzo. Durante un’intervista in cui parlava di argomenti generali, quali il matrimonio di Myriam Catania con Luca Argentero, il giovane attore ha anche toccato il tema dell’omosessualità.
Nella sua ultima piace teatrale in cui ha lavorato, Ultima stagione in serie A, si parlava anche del mondo del calcio e dei gay. Un argomento che spesso è stato al centro di dibattiti e presunti scandali. Lui sembra invece avere un’idea chiara e del calcio ha detto:
“Quel mondo lo conosco, penso proprio sia un mondo gay. Non sono leggende, lo dico perché ho sentito calciatori e allenatori parlare dell’omosessualità con schifo e ribrezzo. Una tale cattiveria, un tale accanimento, non sarebbero concepibili se non fosse qualcosa che li riguarda. Capisco che il calciatore, considerato ormai un’inarrivabile icona, possa avere un problema a dirsi omosessuale, allo stadio chissà cosa succederebbe!”
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Che il calcio nostrano sia portentosamente macho, è cosa risaputa. A qualcuno, forse per stare all’altezza (o alla bassezza) della sua maschia virilità, è scappato in passato qualche frase “deliziosamente omofoba”; altri, più monocordi, hanno gridato che gay nel calcio non ne esistono o, quanto meno, a loro non risulta. In qualche maniera forse, viste tifoserie spesso grondanti di razzismo a più livelli, qualcuno difende se stesso e gli altri perché, comunque, il nostro calcio più che vincere deve essere virile, apparire come uno sport dove le diversità vagano inconsolate fuori dagli stadi.
Poco male, anche se una cosa come lo sport nasce più per avvicinare che non per allontanare; più per un senso corale di sfida tra gruppi di persone che non l’anticamera di certe, abbondanti odi0 e disprezzi tra tifoserie. Oggi, il giro vertiginoso di affari e soldi, di ingaggi e sponsor, hanno lasciato poco spazio alla competizione che per fortuna qualcuno riesce ancora a difendere seppur a fatica.
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In maniera del tutto rispettosa del calciatore maschio, Il Messaggero riporta la notizia della mega-festa privata che il calciatore Adriano avrebbe organizzato nella propria casa di Barra de Tijuca, a Rio de Janeiro alla quale avrebbero partecipato modelle, ex fiamme e una trans. Adriano sostiene che non si è trattato di un party ma di una festicciola con familiari e amici.
Ma pare che le cose siano andate un po’ diversamente. Patricia Araujo, una transessuale fidanzata con un giocatore della nazionale brasiliana, ha detto di aver partecipato alla festa e di essere stata “minacciata” per non rivelare i dettagli più piccanti. Patricia ha affermato, inoltre, che alla festa c’erano “molti più uomini che donne” e la stampa brasiliana ha evidenziato che sono state chiamate diverse prostitute della casa d’appuntamenti Centauras e svariati “travestiti”.
Stando a quanto ha dichiarato uno degli invitati, è stata una “festicciola” con molto sesso e orge.
Ancora sull’omosessualità nel calcio. Nelle scorse settimane Pelé aveva affermato che Maradona è un cattivo esempio per i giovani. E Diego Armando non si scompone mica, ma risponde con una domanda retorica:
“Cosa volete che vi dica: lui ha perso la verginità con un uomo”.
Maradona si riferisce ad una notizia diffusa in Inghilterra già nel 2000 nella quale si raccontava che la prima esperienza sessuale di Pelé fosse avvenuta quando aveva quattordici anni e con un uomo più vecchio di lui. Ennesimo caso di machismo, dunque: è andato con un uomo, quindi cosa potrà mai capire? Del resto stiamo parlando di uomini che si eccitano nel vedere altri uomini in calzoncini che corrono dietro una palla… cosa ci possiamo aspettare?
In una conferenza stampa sulla sua autobiografia, Nicola Legrottaglie dice di non aver mai attaccato i gay ma sostiene di seguire la Bibbia che afferma che Dio ama il peccatore ma non il peccato. Ecco la trascrizione del passo, mentre qui il video:
Sul fatto dei gay ci hanno un po’ giocato intorno. Ho detto una cosa semplicissima e continuerò a dirla: Dio ama il peccatore ma non ama il peccato. Dio ama tutti, la bibbia è chiara. Dio ama gay, etero, tutti gli esseri, fino all’ultima cosa che ha creato e anche noi dobbiamo amare il nostro prossimo. Questo è il messaggio del Vangelo. Ma, nello stesso tempo, se la Bibbia parla di certe cose e io sono un cristiano, credo in tutto quello che Cristo dice. Io non devo dire delle cose od ometterne delle altre scritte nella Bibbia solo per piacere agli uomini o per piacere al mondo o al movimento che magari oggi c’è nel mondo.
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È in uscita, per i tipi della Piemme, la biografia del calciatore della Juventus Nicola Legrottaglie, a cura di Matteo Orsucci e dal titolo Ho fatto una promessa perché la fede ha cambiato la mia vita.
Nicola Legrottaglie ha dichiarato di vivere seguendo la parola di Dio e gli insegnamenti della Bibbia anche se, come afferma nel libro, è accusato di avere una fede estremistica solo per via della sua visione diversa su certi argomenti che oggi sono dati per scontati, assodati e digeriti (per inciso, è di fede evangelica). Ovviamente ognuno è libero di vivere la propria fede. Il fatto è che, come molti uomini di fede, dispensa giudizi/consigli a destra e a manca. E così, a proposito dell’omosessualità, afferma:
“Oggi viene vista come una moda, una maniera come tante per essere contro. Nella Bibbia c’è scritto chiaro e tondo che l’omosessualità, sia maschile che femminile, è peccato. [I gay] fanno parte del mio prossimo e quindi li amo. Da etero e cristiano consiglio loro di leggere la Bibbia”
Alzi la mano chi di voi è gay per moda o per essere contro.
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Torna il Lippi nazionale e parla di gay. Nel corso della puntata di Che tempo che fa che andrà in onda stasera su Rai Tre il ct della Nazionale ha detto:
“Non ho mai conosciuto omosessuali nel mondo del calcio ma se un giocatore venisse da me a dirmelo, gli direi di vivere la sua vita come vuole, senza però dirlo ai compagni. È difficile confessare di essere gay in una squadra di calcio”
In merito alle precedenti dichiarazioni ha spiegato:
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Continuano le affermazioni sulla presenza dei gay o meno nel mondo del calcio. Questa volta è l’allenatore del Valencia, Unai Emery (in foto), che in una intervista al quotidiano Levante ha dichiarato che affinché i calciatori gay escano allo scoperto deve cadere il machismo predominante del mondo del pallone.
“Il mondo del calcio è complicato da aprire. Sicuramente ci sono dei gay in questo mondo ma bisogna superare alcune barriere. Credo ci sia ancora molta strada da fare affinché questo mondo si apra completamente. Credo di aver avuto colleghi gay e non me lo hanno mai detto. Saperlo genera un’attenzione quasi morbosa. Se un giocatore me lo dicesse ne sarei felice. Credo comunque di riuscire a capire chi è gay attraverso dei piccoli indizi o altro, ad esempio alcuni che vantano numerose conquiste lo fanno per proteggersi”.
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