
“Si definisce icona gay un personaggio pubblico con ampio numero di ammiratori appartenenti alla comunità LGBT, un punto di riferimento per l’immaginario della cultura LGBT. Il fenomeno delle icone gay fa parte dello star system ed è anche oggetto di studi di marketing, in quanto la comunità LGBT è spesso riconosciuta come “trend setter” per i beni voluttuari e “opinion leader” per quelli culturali”.
Recita così la nostrana wikipedia, per raccontare uno o più personaggi che entrano tra i favori di un pubblico designato.
Sull’ultimo numero di Babilonia, Amanda Lear si schernisce quando le si chiede se si ritenga una icona gay, mentre altri fanno a gara per diventare un’icona al servizio degli utenti glbt. Forse ne va del loro successo e comunque di una buona visibilità che mai guasta. Sono tanti, uffici e riviste di marketing che ogni tanto interrogano i propri affiliati e la gente comune su chi per loro si può fregiare del titolo.
Le ultime notizie riguardanti Boy George indicavano il suo rilascio dal carcere, a cui era stato condannato per aver costretto un ragazzo a pagamento nel suo appartamento, contro la propria volontà.
Ma dopo questi 15 mesi di reclusione, sembra che l’ex cantante dei Culture Club voglia riprovare - in versione decisamente light- l’esperienza di essere recluso. Questa volta però non sarà una cella, bensì la ben più confortevole e famocasa casa del Grande Fratello.
Mentre infatti noi stiamo assistendo alla decima edizione del reality show, in Inghilterra da qualche anno mandano in onda una versione vip del programma, con personaggi conosciuti come concorrenti. Ovviamente spiati 24 ore su 24.
L’uomo dichiara di essere pronto per l’esperienza, di sentirsi felicissimo e di vedere quest’occasione come un nuovo inizio da cui ripartire.
Foto | WildGreta
Sembra un periodo complicato per le star e il loro “credo”: dopo John Travolta minacciato dalla setta di Scientology, oggi tuona la notizia di Boy George che sarebbe stato bloccato dal diventare un membro totale dal movimento Hare Krisnah perchè omosessuale. Pubblicamente seguace durante gli anni Ottanta, quando era a capo dei “Culture Club”, ma per diventare un membro a tutti gli effetti dovrebbe sposare una donna.
La star, che recentemente aveva combattuto per problemi di droga, alcol ed era stato arrestare per aver imprigionato un gigolò, ha ammesso di essere “parecchio sconvolto” dalla cosa. Marianne Elliot-Said, membro degli Hare Krishna ha dichiarato:
“George non è mai diventato un Hare Krishna praticante. Era interessato ma gli hanno detto che non avrebbe potuto perchè praticava l’omosessualità”
La Società Internazionale per la Consapevolezza Krishna dice di accettare i gay, ma loro devono sposare una donna e avere figli che saranno seguaci del movimento.
Continua a leggere: Boy George rifiutato dall'Hare Krishna perchè gay
Scarcerato per buona condotta. L’ex leader dei Culture Club, Boy George, grazie alla sua condotta esemplare potrà lasciare il carcere di Edmunds Hill a Suffolk. Boy George potrà così tornare a casa dopo una detenzione che durava dal 19 gennaio e che avrebbe dovuto scontare per 15 mesi complessivi, reo di aver sequestrato un ragazzo norvegese, il gigolò Audun Carlsen, che lo aveva accusato di violenze sessuali e maltrattamenti.
Libero, Boy George avrà solo l’obbligo di indossare il famigerato braccialetto elettronico e fare il bravo ragazzo, rincasando in determinate ore stabilite dal giudice.
Cronache rosa e con un pizzico di strisciante omofobia, raccontano inediti sulla carcerazione di Boy George. Pare che nello stesso carcere fosse ospite anche Jack Tweed, l’ex sposo di Jade Goody, la ragazza ribelle che salì agli onori delle cronache dopo la sua partecipazione a Celebrity Big Brother riuscendo a mettere in crisi i rapporti diplomatici tra il Regno di Elisabetta e l’India.
Non ci sono dubbi: Boy George è un icona gay fondamentale degli anni ‘80. Per molti è molto più di un punto di riferimento di stravaganza lontano dalla comune moralità, ma un vero simbolo culturale. Un carriera articolatissima che oggi prende forma in progetti paralleli che non portano il suo vero nome.
Il produttore 46enne oggi è in giro per l’Europa per un tour di dj set nei più importanti locali attenti alla scena alternativa. Il 14 marzo sarà ospite del Suono, l’ex Barrumba, a due passi dalla Mole, insieme ad una figura di spicco nei club torinesi e non solo, dj Turimegazeppa.
La sera successiva, come ci segnala Ticino News, sarà in svizzera al Vanilla di Riazzino. Due serate accessibili per chi abita nel nord Italia con la grandiosa voce arrivata al successo grazie ai Culture Club. Assolutamente da non perdere.
Vi ricordate quando, lo scorso aprile, un escort aveva accusato Boy George di averlo incatenato e minacciato nelle casa londinese dell’ex frontman dei Culture Club? Ebbene, ora Scotland Yard ha incriminato per sequestro di persona il cantante e dj inglese, che è stato rimesso in libertà su cauzione ma dovrà comparire davanti al magistrato il 22 novembre.
Boy George non è nuovo ai guai giudiziari. Negli anni ‘80 era stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e lo scorso anno la polizia, chiamata da lui stesso per un presunto furto nel suo appartamento newyorkese, trovò della cocaina. Lo sventurato fu accusato di falsa denuncia e costretto a spazzare i marciapiedi della Grande Mela per una settimana.
Fa sempre un certo effetto quando personaggi che hanno scritto canzoni emozionanti si scoprono “cattivi” nella vita quotidiana. Forse è meglio ricordarlo per i brividi che ci ha regalato, come nell’esibizione con Antony and the Johnsons qui postata. Boy George, da gran mondano, frequenta tuttora la club scene londinese e, a quanto dicono fonti informate, non ha la fama di essere un gran simpaticone.
Il 28enne Auden Carlsen, il malcapitato escort in questione, sostiene di essere stato ingaggiato per 400 sterline con il compito di posare per alcune fotografie. La vittima nega di aver offerto a George favori sessuali in cambio di denaro.
Continua a leggere: Boy George accusato di sequestro di escort