Steven Vanackere (in foto), ministro belga della funzione pubblica, ha siglato un accordo con i sindacati per garantire alle lavoratrici lesbiche la cui compagna è incinta un permesso di paternità. Il decreto entrerà in vigore all’inizio del 2010 e riguarderà prima le dipendenti statali e poi sarà esteso anche alle lavoratrici private. Yves Dario, del Centro per le pari opportunità e la lotta contro il razzismo, ha così commentato:
“L’accordo riguarda le impiegate dell’amministrazione pubblica federale. Le funzionarie della comunità fiamminga hanno già diritto a questo congedo, ma non quelle della comunità francese. È senza dubbio un progresso. Ma quello che vogliamo è che tutte le donne lesbiche impegnate in un progetto genitoriale comune si vedano riconosciuto questo diritto, comprese le lavoratrici private. I sindacati sono favorevoli e i padroni non si sono opposti: alcuni hanno già accordato autonomamente i tre giorni di congedo che le imprese si assumono per i dipendenti”
Pura fantascienza per noi italiani.
Foto | Steven Vanackere
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Non si placano le polemiche sulle frasi di Benedetto XVI a proposito dei preservativi. Se da un lato abbiamo Bagnasco che difende strenuamente il papa, dall’altro abbiamo un italiano, monsignor Giuseppe Casale, arcivescovo emerito di Foggia-Bovino, che ha dichiarato:
Mi domando, nel caso in cui sia in atto una grave epidemia che attenta alla salute e quindi alla vita stessa, bisogna scegliere il male minore. In questo senso, se per esempio uno dei coniugi è portatore di una malattia pericolosa, credo che l’altro abbia il diritto e forse anche il dovere di pretendere delle tutele. Mi limito a dire, che proprio per il principio del rispetto della vita, quando vi sono pericoli gravi ed imminenti alla salute, sotto il profilo di una epidemia, si può valutare questa apertura scegliendo il principio del male minore. La valuto come una specie di legittima difesa.
All’opposto abbiamo le opinioni di monsignor André Fort, vescovo di Orleans che, evidentemente illuminato, sostiene che il virus dell’HIV passi attraverso il preservativo:
Continua a leggere: Ratzinger e i preservativi: The Lancet scomunica il papa
Famiglie omogenitoriali non solo in Francia (con tanto di episcopal polemica) ma anche in Belgio. Anzi qui l’adozione da parte di coppie dello stesso sesso è consentita dal maggio 2006 ed è sufficiente una dichiarazione che certifichi almeno tre anni di convivenza della coppia.
Nel corso del 2008 sono state cinquantatré le coppie gay belghe che hanno adottato un bimbo, più del doppio rispetto al 2007. Una nota del ministero della Giustizia spiega che tale aumento riguarda le adozioni intrafamiliari, cioè casi in cui una persona all’interno della coppia omosessuale adotta il figlio dell’altra.
Via | ANSA
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Sotto il cielo notturno di Roma avvengono tante cose, tanti incontri, tanti scontri. Tra i molti eventi, anche, ovviamente, storie di amore e di sesso gay. Il giornalista e fotografo Andrea Ambrogetti nel suo romanzo – Sotto il cielo notturno di Roma, appunto – narra le storie estive di tre ragazzi della Capitale. Un libro che, se si vuole, è una guida alla vita di Roma. Lettura consigliata a chi a Roma c’è, c’è stato o pensa di starci. Anche solo per poco.
Abbiamo rivolto alcune domande all’autore in merito al suo romanzo.
Come definiresti il tuo libro: “racconti di gay romani” oppure “Roma, città dei gay”? È un andirivieni, infatti, di racconti e di scorci di Roma…
Lo definirei come la storia di un’iniziazione omosessuale, che come tale avviene per vie che la società ancora non riconosce del tutto, ma a cui la grandezza di Roma riesce ancora una volta a fare da sfondo e da spinta. C’è una complicità che alla fine lega la città ai giovani protagonisti: apparentemente non è previsto nessun percorso per un giovane gay che vuole fare il “debutto” nella società. Di notte, invece, il discorso cambia. La metafora della faccia e del retro della medaglia è sempre valida.
Continua a leggere: Amori gay sotto il cielo notturno di Roma

Erano stati arrestati al loro ritorno in Africa dopo essersi sposati in Belgio,. Richard e Moustapha, coppia belga-senegalese di 63 e 61 anni, sono stati liberati alla fine dello scorso mese ed hanno fatto momentaneo ritorno a Bruxelles dove hanno cercato di riprendersi dai quasi quattro mesi di dura prigionia.
I due, additati come criminali, dopo un processo sommario, erano stati condannati a due anni di carcere con l’accusa di omosessualità. In condizioni precarie e lasciati a lungo senza cibo avevano ottenuto, tramite gli avvocati, prima un trasferimento in una struttura che potesse garantire delle migliori condizioni di detenzione e, più tardi, l’intervento di diverse organizzazioni umanitarie e dell’ambasciata belga che ne hanno facilitato la liberazione il 24 novembre, prima della visita, prevista per il 6 dicembre, di Matilde, la moglie dell’erede al trono dl paese nord europeo.
“Appena liberi abbiamo chiamato amici e parenti e abbiamo finalmente mangiato un pasto decente. L’ambasciata ci aveva prenotato anche due stanze in un albergo, ma io l’ho fatta cambiare in una sola. Io e Tapha avevamo molte cose da discutere”
è quanto dichiarato da Richard, attualmente ancora a Bruxelles ma pronto a tornare in Senegal dove, dopo una parteza anticipata, lo aspetta il suo compagno e, stavolta ci auguriamo, un’accoglienza un po’ più calorosa.
I nostri vicini francesi hanno fatto un altro passo avanti nel campo dei diritti civili. Il ministero delle finanze, infatti, ha riconosciuto come valido il matrimonio di due uomini olandesi, celebrato in patria, consentendo loro di presentare una dichiarazione dei redditi congiunta.
Peter Jan e Aad – questi i nomi dei due uomini – si erano sposati in Olanda ma sono residenti in Francia dove gestiscono un agriturismo. Ricordiamo che in Europa solo in Olanda, Belgio e Spagna si può parlare di matrimoni omosessuali.
Alain Leclerc, avvocato della coppia, ha dichiarato:
Continua a leggere: Coppia gay olandese vede riconosciuto il proprio matrimonio dal fisco francese

Richard e Moustapha – il primo, belga, conta 61 anni, il secondo, senegalese, 63 - si sono conosciuti nel 2006, si sono piaciuti, è partito l’amore e, in Belgio, si sono sposati e hanno fatto ritorno in Senegal. E lì sono stati arrestati con l’accusa di “matrimonio omosessuale” e “atti contro natura” e condannati a due anni di carcere. La decisione del tribunale regione di Dakar è del 21 agosto scorso.
In Senegal l’omosessualità è un reato che viene punito con una condanna fino a cinque anni di carcere. Da tempo in Senegal è in atto una caccia all’omosessuale e l’omofobia è incoraggiata e scatenata dai religiosi locali, appoggiati da larghi strati della popolazione. Lo scorso febbraio, per fare un esempio, due uomini “sorpresi” a baciarsi sono stati lapidati dalla folla inferocita.
Via | Sabato Sera online
Foto | Gay.tv
Buone notizie, per una volta, anche dall’Italia. La giunta regionale del Friuli-Venezia-Giulia, guidata dal presidente (non proprio gay friendly) Riccardo Illy, ha riconosciuto a un proprio funzionario a Bruxelles il diritto al congedo matrimoniale, dopo la celebrazione delle nozze. Che c’è di strano? Che il dipendente (maschio) si è sposato con un uomo belga a Bruxelles: in Belgio infatti il matrimonio è aperto anche alle coppie dello stesso sesso.
Il matrimonio risale al primo luglio 2006, ma fino ad oggi il dipendente non ha potuto usufruire dei 15 giorni di permesso matrimoniale che, per legge, sono riconosciuti a chi si sposa. Alla fine la giunta ha deciso di accettare la sua richiesta, senza chiedere pareri ai tribunali italiani. Anzi: se la Corte dei conti obbiettasse qualcosa sui 15 giorni di ferie pagate, il presidente Illy è pronto a metterli di tasca propria. Ma andiamo a vedere la storia.
Continua a leggere: Friuli: congedo matrimoniale per nozze omosex
Solidarietà. Prima di scrivere questo post ho recuperato il significato su wikipedia (che di seguito vi riporto).
Solidarietà è un sostantivo che deriva dalla parola francese solidaire.
Sta ad indicare un atteggiamento di benevolenza e comprensione, ma soprattutto di sforzo attivo e gratuito, atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto.
Si parla di “solidarietà sociale” in riferimento ad attività svolte dalle istituzioni (e/o dall’apposito ministero) per sollevare persone costrette ai margini della società a causa di problemi economici (disoccupati, sottostipendiati, pensionati etc.) o di altro genere (malati, invalidi, stranieri etc.)
La solidarietà, quando viene esercitata durante il tempo libero dai singoli cittadini o da cittadini riuniti in associazioni no-profit, assume il carattere di volontariato.
Dopo questa doverosa premessa, vi scrivo dell’ennesimo progetto internazionale che ben sposa il concetto di solidarietà (nei giorni scorsi, a tal proposito, ci siamo occupati del pride belga e della manifestazione per la laicità dello stato turca).
Lo scorso 6 maggio, si sono riunite in Argentina alcuni delle principali associazioni GLBTQ dell’America del Sud.
Continua a leggere: America del Sud: associazioni si uniscono

In questo post, almeno, evito di disquisire su quanto è successo a Roma lo scorso sabato. Mi concentrerei su quanto sta avvenendo nel resto del mondo. Decisamente più interessante.
Dopo avervi segnalato la manifestazione per tutelare la laicità dello stato, tenutasi lo scorso 29 aprile ad Instabul, oggi ci occupiamo del Pride belga.
I gay, le lesbiche, i bisex e i transgender riuniti a Bruxelles lo scorso 12 maggio hanno deciso di sfilare ricordandosi anche delle persone (non eterosessuali) che ancora oggi non possono far riconoscere la propria unione a livello giuridico. Come l’Italia, ad esempio.
Il tema della solidarietà internazionale è stato scelto dopo aver raggiunto lo scorso anno un importante traguardo: l’adozione anche per le coppie omosessuali (regolarmente sposate, grazie ad una legge entrata in vigore nel 2003).
Fonte: Ansa
Continua a leggere: In Belgio si sfila per tutte le persone senza diritti