
A Barcellona è avvenuta la prima operazione di cambio sesso nella penisola iberica con un sedicenne come soggetto paziente , e tra le prime, invece, nel mondo intero. L’operazione però è stata permessa in seguito all’autorizzazione di un giudice che, dopo aver analizzato attentamente il caso presentatogli, ha acconsentito alla scelta del giovane.
Il ragazzo era nato con organi sessuali maschili ma si sentiva totalmente una ragazza e già da più di un anno e mezzo era sotto cura ormonale. Ma era necessario, come prevede infatti la legge spagnola, anche il consenso da parte di un giudice. E ciò è avvenuto.
L’operazione è avvenuta a Barcellona, in una clinica privata, ed eseguita dal medico chirurgo Ivan Manero (foto). Ovviamente la legge parla chiaro anche sul divieto di operazioni a persone non maggiorenne ma anche in questo caos, un team di psichiatri ha dato il nulla osta. E il ragazzo ha potuto realizzare il suo desiderio più grande, trovando la propria serenità in un corpo che sente suo.
Foto | Carlantonelli
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Sta per partire Revuelta, la prima crociera gay (di cui abbiamo parlato qui). Gli amici di Travelblog ci informano dei last minute: da 279 euro in doppia e 249 euro in quadrupla, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al tutto esaurito. La crociera partirà il 19 settembre e si concluderà il 22 e farà Civitavecchia - Barcellona - Civitavecchia.
Oltre seicento i partecipanti per questa crociera che prevede discoteca, spettacoli drag, giochi di gruppo et similia.
Pensate di partecipare? E, più in generale, che ne pensate di questa iniziativa?
Tempo di vacanze, di viaggi e di divertimento: in gruppo, da soli o in coppia. Il portale di viaggi e vacanze HolidayCheck ha stilato uno studio sulle mete preferite dai gay, in base ai loro 400.000 utenti registrati. E i risultati non hanno sorpreso più di tanto…
La gayfriendly Spagna si conferma come regina delle scelte, con Gran Canaria ( per Playa del Ingles, Maspalomas), Barcellona ( con eventi, attività e nel quartiere ‘Eixamle’ con caffè, pub, discoteche e night), Ibiza ( le spiagge a sud di Platja d’Cavallet e i locali nella parte antica della città). Al quarto posto Mikonos ( con le spiagge di Super Paradise ed Elias) e, infine, le Maldive (sebbene le persone non siano molto tolleranti verso la comunità gay alcuni alberghi hanno anche offerte speciali per coppie omosessuali).
Ma oltre al sondaggio generale, credo che molti italiani abbiano anche scelto come metà estiva la famosa Torre del Lago, con i suoi locali, discoteche, feste e atmosfere friendly. Io non ci sono mai andato ma leggo e sento spesso gente che ne parla. E voi, lettori fedeli, dove siete andati in vacanza (se ci siete andati o lo avete in programma)? E avete mai visitato una di queste città durante le estati scorse? Fatecelo sapere
Foto | Geocities
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Si svuotano le grandi città; la gente parte verso mete vacanziere con l’idea e un po’ la speranza del riposo, dei divertimenti, del refrigerio dalle città arse dal sole. Vane speranze, perché passata la barriera delle grandi metropoli, eccolo lì il popolo delle vacanze: disordinato, auto cariche di ogni inutile futilità, bambini-contestatori urlanti, autogrill zeppi dove l’abbigliamento già indica che son stati lasciati altrove buongusto e regole, ragazetti schiamazzanti decisi a divertirsi la dove il divertimento è ancora utopia. Ma soprattutto, nascosto ma più che presente, il delirio, la strombazzatura impertinente contro chi se la prende comoda (era vacanza, no?), e i propositi di relax che si vanno a far benedire al chilometro 5 della Cisa; alla prima coda sulla A1.
Popolo delle vacanze, ignari che la minoranza rimasta in città, se sapesse, non invidierebbe per nulla loro e le loro esaltanti vacanze, diventate un inferno un quarto d’ora dopo l’ingresso in autostrada.
Tra il pubblico del rito solenne delle vacanze, non ancora spigliato, non ancora rivelato come converrebbe, esiste la fiumana gaya, quelli che “non so dove vado, ma qualcosa succederà. Vuoi che non troviamo, in Toscana o ai lidi romani, o a Napoli e Sicilia, quel qualcosa di diverso per cui ci siamo messi in marcia?”.
Nel frattempo ci sono le piazzole, dove qualcuno si diletta a far “amicizia” con i conduttori dei bestioni costretti ad arrestarsi prima per via dell’esodo estivo. Forse è lì che si assapora la prima estate vacanziera. Forse sono proprio le gaye vacanze a fare la differenza nel rito oramai esausto e ripetitivo di queste insane partenze.
Uno degli ultime volte che vi avevamo parlato di turismo gay era per raccontarvi, qualche mese fa, di una crociera francese dedicata esclusivamente omosessuale. Pare però che quella che altrove è ormai tutt’altro che una novità, approderà ben presto anche nei porti italiani.
Al contrario di quel che si potrebbe pensare, ad inaugurare le crociere con un target dichiaratamente LGBT nel nostro paese non è una compagnia estera ma l’italianissima Grimaldi che, grazie ad un accordo fra Gay.it e Gorgeous, il 19 settembre farà salpare la prima nave da Civitavecchia alla volta di Barcellona. Secondo quanto anticipato, durante la tre giorni catalana gli ospiti della nave saranno intrattenuti da discoteca, spettacoli drag e da do-do boys vestiti, in tema, da marinai. Un centinaio le prenotazioni già arrivate per “Revuelta“, così è stata battezzata la crociera, forse attirati dal miraggio spagnolo. Sembra infatti che tramite l’organizzazione alcuni dei partecipanti abbiano preso contatto con il comune di Barcellona per potersi sposare nel capoluogo catalano.
Certamente un debutto coi fiocchi quello programmato, ma che creerà, come si può ben immaginare, dibattiti e scontri, a partire da quelli facilmente immaginabili all’interno della comunità LGBT fra chi storicamente sostiene che i servizi dedicati ad un pubblico esclusivamente gay e lesbico ci chiudano in degli inutili recinti e chi invece li invoca e li ritiene necessari, fra chi attribuisce anche a spazi e momenti di divertimento degli strumenti di militanza e di rivendicazione dei diritti e chi invece li ritiene delle abili mosse imprenditoriali di società che negli anni hanno affilato le loro armi riuscendo a proporre inediti appetibili servizi ad un pubblico, quello omosessuale italiano, che a causa della condizione retrograda del nostro paese è ancora molto in ritardo. E voi da che parte state? Partireste mai col vostro compagno o la vostra compagna per un viaggio di questo tipo?
Fonte | Unione Sarda
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La nuova trovata della Spagna di Zapatero, che viene attuata per la prima volta in quel calderone di idee e di sperimentazioni che è la Catalogna, si chiama Camera di commercio LGBT.
Il governo socialista spagnolo ha infatti creato una camera formata da un gruppo di imprenditrici ed imprenditori lesbiche, gay, bisessuali e trans con finalità promozionale, di rafforzamento e sostegno di quelle aziende “con valori di diversità e inclusione“. Fra gli obiettivi pricipali quello di migliorare la vita dei dipendenti omo e transessuali all’interno delle aziende e quello di educare le altre società ad assumere con naturalezza l’orientamento sessuale dell’imprenditore con cui vengono in contatto.
Il presidente della neonata camera José Vila ha espresso ottimismo sull’iniziativa, dichiarando di aver fino ad ora incontratonel prossimo interesse e disposizione al confronto. La camera ha inoltre espresso già le sue stime: la popolazione LGBT del paese iberico corrisponderebbe al 6,5% circa della popolazione del paese e sarebbe in grado, da sola, di spostare una cifra molto prossima a 72 miliardi di euro, quanto le Baleari e la regioni di Valencia messe insieme. Solo a Barcellona, una delle più ambite mete per i gay e le lesbiche europei, vivrebbero 100.000 cittadini arcobaleno.
Crudi ed apparentemente noiosi e ridondanti, i dati statistici, demografici ed economici, dovrebbero però forse far riflettere tutti, ed in particolare le menti del movimento, sulle reali e forti capacità di contrattazione che il popolo LGBT avrebbe se mettesse anche dalle nostre parti sul tavolo delle trattative per i propri diritti le proprie capacità di muovere una fetta importante dell’economia del paese.
Continua a leggere: Barcellona: nasce la prima camera di commercio LGBT

Tra i club ufficiali di tifosi della F.C. Barcelona ce n’è anche uno gay: Penya Blaugrana de Gais i Lesbianes (PBGL). Scopo del club – oltre ad essere tifosi del Barcellona – è quello di rendere visibili i gay e le lesbiche tifosi del F. C. Barcelona come anche lavorare per l’eliminazione della discriminazione a causa dell’orientamento sessuale sia nel calcio che nello sport in generale. Leggiamo sul loro blog:
“Gay e lesbiche sono presenti nella società ed esistono. Non ci sono anche sportivi professionisti omosessuali? Da ora, anche per mezzo del nostro club, i gay e le lesbiche non saranno tanto invisibili”
Pep Ribes, presidente del PBGL ha dichiarato:
“Non siamo un club normale, piuttosto un’organizzazione interessata a temi di omofobia e che vigila perché nel nostro club non ci sia alcun tipo di discriminazione. Vogliamo che il Barça, club pionieristico in tema di solidarietà, sia un mezzo per lottare per la normalità e contro la discriminazione. Mi sento male quando i tifosi urlano Guti maricon, per loro e per me. È un’offesa insopportabile, e come s’impediscono cori razzisti o fascisti così si dovrebbero impedire atteggiamenti omofobi. In questo senso abbiamo tanto da imparare dai tedeschi”.
Manca solo un giorno all’inaugurazione degli Eurogames 2008, la prima edizione dei campionati europei lgbt che si celebri in un paese dell’Europa meridionale. Quattro giorni di sport, conferenze, incontri, momenti ricreativi con al centro l’idea di accoglienza e di partecipazione.
Non sono “giochi gay”, nel senso che per partecipare non bisogna essere gay, lesbiche, bisex o trans. Il cocncetto e’ quello della diversita’ come elemento che accomuna tutti. E qui, a parte le associazioni lgbt a partire dalle Panteres grogues, tutte le istituzioni hanno sostenuto l’evento, dando anche il loro benvenuto ai partecipanti e al pubblico. Da qui cercheremo di raccontarvi i momenti migliori degli Eurogames 2008.
Esistono gay e lesbiche nei corpi di polizia? Possono esprimere liberamente il proprio orientamento o devono nascondersi? E come si comporta la polizia nel trattare le questioni della diversità sessuale?
Di questo e di altro hanno discusso a Barcellona le associazioni di poliziotti gay e lesbiche riunite nella IV Conferenza europea di polizia gay. Si sono scambiate esperienze, testimonianze e buone pratiche. Proprio mentre in Francia la polizia si prepara a schedare i gay e in Italia le forse dell’ordine partecipano alla “caccia alla trans”. Non c’erano italiani alla conferenza.
Continua a leggere: Gay e lesbiche in polizia riuniti a Barcellona
Da anni sentiamo parlare di “pink dollar” o di “pink pound”, in pratica dei soldi rosa, cioè la disponibilità economica delle persone omosessuali, in particolare delle coppie gay che nella stragrande maggioranza sono Dinkies: hanno due stipendi (Dual Incomes) e niente figli (No Kids).
Adesso a Barcellona si discute - potremmo azzardare - di “euro gay”, cioè del potere d’acquisto e dell’impatto economico della comunità lgbt in Europa e in particolare in Spagna, dove è nata la Camera di commercio Gay, Xarxagay con 500 aderenti.
Nel vertice di Barcellona, che andrà in scena lunedì, di torna a parlare della disponibilità economica delle persone omosessuale e della loro propensione all’acquisto che sarebbe più elevata rispetto al resto della popolazione. Ovviamente in queste rappresentazioni (e auto-rappresentazioni) del mondo gay c’è da operare alcuni distinguo. I gay non sono tutti stilisti, designer e manager; e anche se lo sono non sempre hanno un lavoro di alto livello. Esistono gay operai, impiegati, insegnanti, camerieri e la loro disponibilità economica non è così elevata.
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