Tutti gli articoli con tag bagnasco

Ratzinger e i preservativi: The Lancet scomunica il papa

pubblicato da Robo in: Aids/Mts Vaticanerie Salute

Il papa in rosa trema per i preservativiNon si placano le polemiche sulle frasi di Benedetto XVI a proposito dei preservativi. Se da un lato abbiamo Bagnasco che difende strenuamente il papa, dall’altro abbiamo un italiano, monsignor Giuseppe Casale, arcivescovo emerito di Foggia-Bovino, che ha dichiarato:

Mi domando, nel caso in cui sia in atto una grave epidemia che attenta alla salute e quindi alla vita stessa, bisogna scegliere il male minore. In questo senso, se per esempio uno dei coniugi è portatore di una malattia pericolosa, credo che l’altro abbia il diritto e forse anche il dovere di pretendere delle tutele. Mi limito a dire, che proprio per il principio del rispetto della vita, quando vi sono pericoli gravi ed imminenti alla salute, sotto il profilo di una epidemia, si può valutare questa apertura scegliendo il principio del male minore. La valuto come una specie di legittima difesa.

All’opposto abbiamo le opinioni di monsignor André Fort, vescovo di Orleans che, evidentemente illuminato, sostiene che il virus dell’HIV passi attraverso il preservativo:

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In parrocchia per capire il gay pride

pubblicato da Robo in: In Pride we trust Vaticanerie

Parrocchia San Giovanni Bosco e San Gaetano di GenovaQuando si dice che la chiesa gerarchica è una cosa e i fedeli con i loro pastori (quelli veri) sono un’altra. Don Piero Borelli, salesiano, parroco della parrocchia S. Giovanni Bosco e S. Gaetano di Genova (la diocesi di Bagnasco!) oragnizza Quattro chiacchierate in famiglia per i venerdì di Quaresima (giornata tradizionalmente dedicata alla Via Crucis). E venerdì 13 marzo si parlerà di omosessualità. Dice don Piero:

“La quaresima è anche questo: andare a cercare la verità all’interno del deserto della nostra vita. Il nostro è un tentativo di avvicinamento, di capire una realtà che riguarda moltissime persone, anche credenti. Il Gay Pride può essere una manifestazione discutibile, ma è necessario capire. E questa Chiesa, dobbiamo ammetterlo, finora da questa realtà è rimasta lontana; mentre l’esclusione resta una sorta di conflitto”.

Quindi, parlando dei lebbrosi del Vangelo, don Piero continua:

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A margine del calendario Princesa 2008: proposta cattolica di prendere a manganellate don Gallo

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Attraversamenti di genere Omofobia

don Andrea GalloDel calendario trans sostenuto da don Gallo (in foto) di Genova ne abbiamo già parlato qui. Strano che non ci fossero ancora reazioni ecclesiastiche. Invece ci sono. Dal blog di Paolo Rodari, vaticanista de Il Riformista, ecco alcuni passi:

C’è chi nella curia genovese diretta dal cardinale Angelo Bagnasco - la curia che fu dell’indimenticato cardinale Giuseppe Siri, ritenuto tra i più conservatori dei porporati del secolo scorso, animo nobile, fierezza liturgica, senso della Chiesa e del cosiddetto popolo di Dio - ritiene che questa volta sia troppo. Che il limite sia stato superato. Che è ora di dire a don Andrea Gallo e alle sue derive stile liberal, che la deve finire. Basta, insomma. Ma, c’è da scommetterci, don Gallo non la finirà e continuerà per la sua strada.

Ecco l’esposizione dei fatti:

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Bagnasco sulla linea di Ratzinger: non chiamare famiglia altri tipi di unioni

pubblicato da Robo in: Nozze e dintorni Vaticanerie Famiglie

Il cardinal BagnascoGli incontri del consiglio permanente della CEI sono stabiliti con largo anticipo. Eppure capita spesso che coincidano con eventi, situazioni, proposte di legge che riguardano il mondo gay. Come questa volta: il consiglio è riunito dal 22 al 25 settembre a Roma e, fra le altre cose si parla di famiglia. La “musica” è sempre la stessa, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che i nostri politici sono particolarmente sensibili a quanto che dicono i vescovi e usano questa o quella frase a seconda dell’aria che tira. È per questo che si ritiene opportuno riportare il passo della Prolusione del cardinal Bagnasco che si riferisce alla famiglia. Volenti o nolenti avrà influsso sulle scelte politiche di questo Paese. Il testo dell’intera Prolusione si può scaricare qui.

Sul finire del punto 9 Bagnasco dice:

Più in generale, a proposito della famiglia, noi siamo profondamente persuasi con il Papa che, nonostante le “burrasche” che sono oggi da affrontare, essa è la “cellula primordiale (…), lo zoccolo solido sul quale poggia l’intera società”. Per questo sarà bene non dare per scontata la preparazione indispensabile per “difendere l’unità del nucleo familiare a costo anche di grandi sacrifici (…) perché l’amore vero non si improvvisa”, specie in una stagione in cui “viene usato il termine famiglia per unioni che, in realtà, famiglia non sono”. È sullo sfondo peraltro di queste sfide, ossia della capacità “di evangelizzare il mondo del lavoro, dell’economia, della politica” che il Papa ha sollecitato il sorgere “di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile”, e che siano per ciò stesso ragione di vita e di speranza per l’intera società.

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Genova Pride 2009: il cardinal Bagnasco non ha mai dato via libera

pubblicato da Robo in: In Pride we trust Vaticanerie

Il cardinal Bagnasco in pulpitoDietro front della Curia di Genova in merito al Gay Pride 2009. In un primo momento era parso che il cardinal Bagnasco avesse dato una sorta di via libera. Sia ben chiaro: non è che serva il beneplacito di un cardinale per fare una manifestazione. Ma sia ben chiaro pure che siamo in Italia… e ho detto tutto (come chioserebbe Peppino de Filippo). Comunque, una nota del direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali e Stampa dell’Arcidiocesi di Genova, Carlo Arcolao sottolinea che Bagnasco non ha dato alcun via libera al Gay Pride annunciato per il 13 giugno 2009 nel capoluogo ligure. Tale nota precia:

“Raggiunto lunedì dalle domande di alcuni giornalisti mentre era fuori sede, in pellegrinaggio in Terra Santa con i suoi diocesani il Cardinale ha semplicemente richiamato le regole della buona educazione che valgono sempre, in ogni caso, da parte di qualsiasi interlocutore”.

Via | Papanews

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Genova Pride 2009: iniziano le polemiche

pubblicato da Robo in: In Pride we trust

GenovaIl Gay Pride 2009 che si terrà a Genova è stato da poco annunciato e già sono scoppiate le polemiche. All’interno del mondo lgbtqqi Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, contesta il metodo della scelta con un ragionamento che si snoda in tre punti:

Primo. Che senso ha che il momento principale di visibilità del movimento lgbt italiano sia annunciato da una sola delle sue componenti, per quanto questa sia la principale? […]

Secondo. Con una decisione così unilaterale, è chiaro quali saranno le conseguenze: come già l’anno scorso avremo un Gay Pride romano più antagonista e radicale che sarà in concorrenza, togliendo inevitabilmente visibilità mediatica, al Gay Pride di Arcigay – più riformista e moderato -, con le tristi conseguenze già viste a Bologna.

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Il Pride nazionale del 2009 si terrà a Genova

pubblicato da Robo in: In Pride we trust

Genova Pride 2009Il gay pride nazionale 2009 si terrà a Genova il prossimo 13 giugno. Lo comunica Arcigay, che spiega:

“Arcigay, Agedo, Azione Trans, Famiglie Arcobaleno, ribadiscono la loro volontà di promuovere con forza i valori di dignità, parità e laicità che costituiscono i fondamenti della loro azione sociale. In questo contesto il Pride nazionale è la migliore occasione per sollecitare ed aiutare l’emersione della visibilità lgbt in tutto il paese. In questi anni il Pride ha percorso migliaia di chilometri toccando diverse città del nord, del centro e del sud Italia. Intendiamo mantenere questa felice intuizione sociale e politica, che tra l’altro ha determinato un’impetuosa diffusione delle reti lgbt in tutta Italia.”

Le motivazioni della scelta di Genova risiedono nel fatto che la Superba è medaglia d’oro alla Resistenza, già capitale europea della cultura, storicamente laica e abituata all’incontro fra popoli, culture, individualità differenti. E, aggiungiamo noi, pure sede di Bagnasco che diventerà più rosso del suo vestito quando apprenderà la notizia…

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Il cardinale e la nipotina

pubblicato da Robo in: Vaticanerie Famiglie Hot but soft

Il cardinal Antonio M. Rouco Varela e la nipote Magdalena

Sembra il titolo di un film porno, ma non lo è. È, invece, una constatazione sulla strenua difesa della famiglia operata dalla chiesa cattolica spagnola. Che, a quanto pare, esorta a difenderla (contro le coppie omosessuali) ma poi razzola male. Ma andiamo con ordine.

La rivista spagnola Interviù ha pubblicato delle foto di Magdalena Rouco mezza nuda. Ora Magdalena è la nipote del cardinale Antonio María Rouco Varela (perché è inserito in una enciclopedia online dedicata ai santi e ai beati?), arcivescovo di Madrid e presidente della conferenza episcopale spagnola. Il Bagnasco spagnolo, insomma. Il fatto è che la nipote si è spogliata per denunciare la doppia morale dello zio (e magari anche per farsi un po’ di pubblicità, su…)

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Bagnasco torna a parlare (male) delle coppie di fatto

pubblicato da Robo in: Vaticanerie

coppia di fattoSapere di quel che si parla è sempre ottima cosa. Per questo cerco di andare alla fonte e non mi fermo mai a leggere i titoli dei giornali o le news delle agenzie. E così, mentre quasi tutte le testate giornalistiche parlano della prolusione in apertura del direttivo invernale della conferenza episcopale italiana, Bagnasco, presidente della CEI, ha “affrontato” la questione delle coppie di fatto, dichiarando:

«La Chiesa non ha paura di amare. E questo fa: si realizza cioè come la Chiesa del sì, anche quando si vede costretta a dire – senza arroganze e con parresìa – dei leali no».

E continua:

“La Chiesa, ad esempio, dice sì alla famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. Per questo si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile. Non la muove il moralismo, o peggio il desiderio di infliggere pesi inutili o di frapporre ostacoli gratuiti.”

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Russia: probabili gay aggrediscono un gruppo omofobo

pubblicato da Martin Millar in: #%§ Movimento Omofobia

Partiamo da un punto fondamentale (banale per qualcuno, imprescindibile per altri): la violenza è sbagliata sempre. Sempre; anche la vendetta non può e deve essere giustificata.

A pochi mesi dalle minacce a Mons. Bagnasco, di cui ci siamo occupati in più momenti, devo registrare un episodio simile accaduto i giorni scorsi a Mosca.

Come vi avevo già raccontato la scorsa settimana, un gruppo di persone hanno deciso di riunirsi affinché gay e lesbiche adottino nuovi luoghi di ritrovo. Convinti, forse, che tutti gli omosessuali sono pericolosi come un soffio di cipria nessuno aveva preventivato un’aggressione da parte delle stesse checche che quotidianamente perseguitano.

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