
Dopo il post di Robo, sono andato a leggere l’intervista rilasciata dal maestro Franco Zeffirelli al Giornale dove le risposte del regista e scenografo lasciano sconcerto e smarrimento. Parla della sua splendida villa romana, di Veronica Lario: “E’ furbissima e arida”; delle sue due adozioni, Luciano e Pippo e parla, ahinoi, di quel che Robo riporta di quell’intervista: “Il movimento gay mi ha sempre fatto schifo”. Forse, i movimenti, conoscendo “l’ammirazione” di Zeffirelli per la sua e altrui sessualità, hanno lasciato perdere; o forse, e giustamente, hanno altro da fare e pensare che replicare alle sibilline esternazioni del maestro. Peccato però che un uomo di cultura e sapienza come Zeffirelli si lasci andare in così malo modo verso la comunità gay italiana. Ma credo sia un vezzo che riguarda tutti coloro - con qualche lodevole eccezione - che hanno avuto dalla vita fortuna e ingegno e che non sono dannati come altri, come noi, a dover difendere la propria dignità e la propria sessualità. Mi chiedo cosa ci sia di schifoso nel movimento gay, gentile maestro; in cosa ci sia di abominevole nell’omosessuale che sculetta e si trucca. Forse che il suo amar gli uomini sia più sacrale e sacro del nostro amar gli uomini?
Continua a leggere: Una risposta a Zeffirelli: "Maestro, i demoni sono altri, non il Movimento gay"

Questa settimana esce nelle sale italiane il film Il pugile e la ballerina
(guardatevi il trailer)“. La regia è firmata da Francesco Suriano, che ci propone 88 minuti di neorealismo italiano, interpretati da Marcello Mazzarella, Enzo Mazzarella, Fabio Mattei, Peppino Mazzotta, Lena Reichmuth, Francesca Benedetti, Arturo Cirillo, Carla Cassola, Massimo Proietti, Ivan Sabetti.
“Il film è ispirato a una storia vera - confessa Suriano -, la storia di un amore impossibile tra un pugile eterosessuale e un gallerista d’arte omosessuale che vivevano nella piazza Sforzo Cesarini che ovviamente è la principale location del film. Intorno a loro c’era tutto un ambiente anticonformista di galleristi, artisti, ragazzi che bivaccavano nella piazza: ho voluto ritrarre la loro vita attraverso la pellicola”. Io sono curiosa, e voi, andrete a vederlo?
Continua a leggere: Il pugile e la ballerina. Amori gay sul grande schermo

In rete c’è un nuovo sito per trovare l’amore. E’ www.gay-parship.it. E stavolta questo assicura di trovare l’anima gemella in base a principi scientifici! E’ diviso in sezioni, ce n’è per gay e per lesbiche, la veste grafica ricorda certi siti aziendali, e secondo me in effetti c’è parecchio business, ma tant’è.
Testuali parole, l’amore non lo troverete in base a caratteristiche fisiche o tratti superficiali, ma se farete il test sarete assistiti da esperti nel campo delle relazioni (psicologi e non Marte Flavie di turno). Il Dr. Hugo Schmales si dedicherà ai vostri desideri in campo amoroso, anche con consulenze personalizzate! Il sito è divertente, e garantisce di trovare la vostra metà anche se questa si dovesse trovare in Olanda o in Austria. Vi piace l’idea?
Continua a leggere: gay-parship. come trovare l'amore con un test scientifico
Dentro di me è l’opera prima di un giovane blogger, Anthony Will, che narra il sesso e l’amore – o l’amore e il sesso – gay attraverso una serie di racconti ben scritti e stuzzicanti. Sadomaso, coming out, amore tenero, affetto, crudezza… sono alcuni degli elementi che si possono trovare in questo testo. Ringraziamo l’autore per aver risposto ad alcune nostre domande.
Raccontaci qualcosa di curioso su di te
Mmm… vediamo… ok ecco una curiosità che riguarda me e il libro! La foto in copertina inizialmente scelta da una grafica l’ho trovata orrenda, raffigurava una piccola spina di un fiore. Giuro era davvero brutta e sono corso ai ripari (il tutto in un pomeriggio) fotografandomi la schiena con l’autoscatto una cinquantina di volte. Poi le dieci foto venute meglio le ho inviate subito a una mia amica che ha fatto il cuore e il contorno rosso e la stessa sera le ho girate all’editore. Per fortuna l’editore ha scelto la mia idea.
“Dentro di me” è il tuo primo libro: com’è nata l’idea?
L’idea è nata un po’ per caso: a 21 anni ho preso piena consapevolezza della mia omosessualità, ho iniziato a frequentare ambienti gay e ho fatto le mie prime esperienze. Era tutto desiderato da molto tempo e sapevo che stavo facendo un passo molto importante, così ho deciso di scrivere a riguardo per testimoniare le emozioni e gli stati d’animo. Scrivendo e scrivendo è nata questa raccolta e mi sono detto: perché non proporla a qualche editore?
Continua a leggere: Dentro di me: storie di amore e sesso gay

Debutta il 20 agosto e sarà in scena fino al 23, con due repliche a sera, “100% furioso”, il nuovo spettacolo del duo Ricci/Forte, ospitato nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Andria, in Puglia, nell’ambito della XII edizione del Festival Internazionale Castel dei Mondi, con la direzione artistica di Riccardo Carbutti. E, parafrasando il titolo, “100% queerness” è la cifra che caratterizza tutta la produzione teatrale del duo di drammaturghi, che si cimentano stavolta col tema della follia amorosa.
E’ l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto il punto di partenza delle storie che di dipanano nella forma dello spettacolo itinerante, affrescando “una raccolta di fiabe del desiderio per noialtri diseredati d’amore del XXI secolo”. Abbiamo chiesto a Stefano Ricci e Gianni Forte, che definiscono il loro un “sodalizio western”, le ragioni di questo nuovo lavoro. Dopo il salto, inoltre, trovate i nomi di tutti gli attori dello spettacolo.
Interrogare il tema della follia d’amore è un’operazione attuale?
Perdere la testa per i tentennamenti di Angelica non rende Orlando un caso originale. Il giorno in cui non bruceremo più d’amore, molti altri moriranno di freddo. Milioni di gesti inconsulti e fiumi di lacrime sono stati spesi intorno a un tradimento amoroso. La nostra sfida è quella di approfondire il senso di abbandono e il seme ossessivo che da questo viene generato.
Continua a leggere: "100% furioso": il nuovo spettacolo queer di Ricci/Forte
DaWikipedia:
Sabato 2 maggio 1987 Dalida chiama il fratello-manager Orlando che le annuncia di aver rinviato un previsto servizio fotografico a causa del freddo; la sera, la cantante dice alla cameriera che farà tardi perché ha intenzione di recarsi a teatro e le chiede di svegliarla verso le 17 del giorno successivo.
In realtà, con la macchina fa il giro dell’isolato, imbucherà una lettera per il fratello Orlando, per poi barricarsi nella sua villa della rue d’Orchamps ed ingerire un cocktail di barbiturici.È il 3 maggio 1987 che, a Montmartre, Dalida si toglie la vita, a vent’anni dal primo tentativo.
Da Tgcom:
In Francia si commemorano i 20 anni dalla scomparsa di Dalida. A partire da una grande mostra a lei dedicata all’Hotel de Ville, voluta direttamente da un suo caro amico, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoe, all’epoca giovane consigliere di quartiere.
Amori ai tempi del college. Tralasciando i motivi per cui leggo “Chi” (e vi assicuro che in queste ultime settimane ho una motivazione ben precisa), vi ho trovato in ben 2 numeri di seguito notizie curiose e assolutamente interessanti per noi. Ci mancherebbe che non le condivida con tutti voi.
La prima è uscita la scorsa settimana e la protagonista è Rita Rusic, già protagonista delle notti di Muccassassina proprio di recente e molto vicina alla comunità glbt romana. Ma la notizia stavolta riguarda una sorta di rubrica che la Rusic tiene sul settimanale di gossip, un racconto della sua vita sotto forma di diario. Praticamente la Rusic tiene un blog cartaceo su “Chi”. In questa puntata ha raccontato ai lettori di un amore saffico vissuto ai tempi del liceo con una compagna innamorata di lei. Ecco un abstract del racconto:
Un giorno mi hai chiesto d’insegnarti a baciare. Ti spiegavo ma non capivi e allora mi hai chiesto di farti vedere. Quel bacio non era innocente, baciavi meglio di me e dei maschi.
Se siete curiosi di leggere l’intervista completa il numero in questione è il 17. Che la direzione di Alfonso Signorini abbia influenzato un occhio attento alla comunità gay? Nei prossimi post le altre notizie.
Continua a leggere: La storia lesbo-collegiale di Rita Rusic

Ancora una volta dal mondo dei blogger nasce un’iniziativa che non possiamo trascurare, proprio in concomitanza con la prima grande manifestazione omofoba organizzata in Italia, il Family Day del 12 maggio.
La sera prima, alle 21:30 dell’11 maggio, tutti noi possiamo dare un segnale di accoglienza, vicinanza, sostegno a tutte le famiglie - non solo a quelle sposate-benedette-santificate dal sacro vincolo del matrimonio di santa romana chiesa. Basterà accendere a quell’ora una candela sul proprio davanzale, seguendo l’invito di Families Night, promossa da blogger uniti in difesa dei diritti delle minoranze e della laicità dello Stato”.
Noi crediamo che anche a queste altre famiglie vadano riconosciuti i diritti già acquisiti nella stragrande maggioranza dei paesi europei, nel rispetto soprattutto del sentimento che caratterizza più di tutti queste unioni: e cioè l’amore.
Per questo lanciamo, con la forza del dialogo e del “Possumus”, il “Families Night”.
Continua a leggere: Accendiamo una candela per tutte le famiglie

Una qualunque messa vespertina in una chiesa di Avezzano, in Abruzzo, si è conclusa con un aspettato e inedito coming out - non sapete quanto avremmo dato per essere lì in quel momento! Che è successo? Uno dei cerimonieri che affiancavano il sacerdote sull’altare ha conquistato il pulpito e ha rilasciato ai fedeli raccolti nella navata un’accorata dichiarazione pubblica d’amore per un suo collega cerimoniere, che a quindi baciato sulle labbra e lungamente abbracciato, suscitando tra i presenti un “ooooooh” di stupore. Come riporta repubblica.it, il ragazzo avrebbe detto:
Ringrazio il parroco per avermi dato questa possibilità, poter fare gli auguri al mio amico… Ti amo
Alcuni fedeli hanno lasciato il santuario della Madonna della Pietraguaria a metà della messa, scossi. I padri cappuccini che gestiscono la chiesa hanno invece tentato di minimizzare, non specificando se il bacio è stato dato sulla guancia o sulle labbra, e argomentando con fare caritatevole:
Non c’è nulla di strano a dire ti amo a una persona dello stesso sesso. Dio, infatti, è amore.
Mentre il pubblico italiano riconferma al botteghino i film di Ozpetek, nessun distributore (si scriveva proprio qui, qualche giorno fa) si era candidato per distribuire “Riparo – Anis tra noi”.
È con molto, personale, piacere che vi annuncio (grazie ad una news trovata sul sito cinemagay.it) che il lungometraggio di Marco Simon Puccioni verrà distribuito negli Stati Uniti con il titolo internazionale Shelter. Come riporta “Screen Daily”, l’accordo è stato siglato all’European Film Market dalla Wide Management di Loic Magneron, che ha venduto la pellicola alla società di distribuzione Wolfe Releasing.
P.S. Sono molto contento del successo di Ferzan, ma non sarebbe arrivato il momento (come cittadini) di sostenere anche i progetti più piccoli, indipendenti e coraggiosi?!
Possibile che la vera artefice del nostro destino sia solo un’aspirante astrologa cocainomane?!
[sopra il trailer del film]
“Riparo”, in breve_ Il film racconta la storia di due donne legate da un rapporto sentimentale che di ritorno da un viaggio in Tunisia, accolgono in casa Anis, un immigrato clandestino che si era nascosto nella loro automobile per superare la frontiera. Superata l’iniziale diffidenza reciproca, Anna (Maria De Medeiros), Mara (Antonia Liskova) e Anis (l’esordiente Mounir Ouadi) riescono a trovare un equilibrio, ma le differenze culturali che li dividono e l’improvviso innamoramento del ragazzo per Mara determineranno una rottura.
Fonte: Screen Daily