Cifre alla mano pare che iniziative di marketing rivolte alla comunità gay siano in espansione. Un trend in crescita grazie anche all’oculata esposizione di certi settori merceologi e di investimenti che partendo da una clientela omosessuale hanno attratto anche clienti eterosessuali, vuoi per l’offerta di qualità che per la fruizione di servizi di eccellenza. Le agenzie di marketing e comunicazione con competenze generaliste possono operare sporadicamente sul target gay. Rispetto a tali agenzie, una giovanissima società, la Com.ma si caratterizza per una conoscenza approfondita del target, un’esperienza decennale in materia, le sinergie con Gay.it, che è il più importante mezzo gay italiano, e un network di partnership con eventi e locali senza paragoni.
Nasce un nuovo modo di guardare il mercato e i suoi potenziali clienti. Ne è convinto Alessio De Giorgi, noto manager omosessuale, creatore del portale Gay.it, di Outtravel, del Mamamia, locale estivo frequentatissimo sulla riviera toscana e dell’invernale Hub; e ora di Com.ma, con uno slogan efficace e diretto: “Omosessualizzare un prodotto: più che un rischio un’opportunità”.
Nasce da queste sinergie un prodotto che farà gola a molte coppie omosessuali: una vacanza “in scatola” proposta da Outtravel, l’agenzia che da molti anni manda in vacanza frotte di gay, lesbiche e transessuali, in luoghi e strutture a loro dedicate. È un po’ l’esempio di ciò che oggi si trova nelle altre agenzia di viaggio, nelle importanti librerie e negli store: una vacanza relax da scegliere tra le tante destinazioni, con un pacchetto su misura, ma stavolta “in scatola”.
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Per la verità non è la prima volta che qualcuno, forte della sua prerogativa, prova ad eliminare porzioni di verità su quella che è la popolazione italiana, sulle nuove formazioni familiari, sulla comunità omosessuale e transessuale , sui gusti e sulla vita degli stessi. Chi dovrebbe ascoltare, registrare e pubblicare, lascia che quella porzione di società importante crolli nell’oblìo del nulla, della dimenticanza delle insolubili negazioni. Il bigottismo si annida spesso dove non dovrebbe esserci o dove non esiste ragione per alimentarlo. Stiamo parlando dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che nella precedente rilevazione del 2001 diede la possibilità alle coppie gay, lesbiche e transessuali che formavano famiglia, di contarsi. Poi, al momento di rendere pubblici i dati, non venne fuori nulla. Quelle informazioni sparirono.
A chiedere ora che quel brutto pasticcio non si abbia a ripetere, dopo un altro invito della Voce è il portale “Gay.it” che ha lanciato la campagna Contaci: un appello alla dirigenza Istat al quale hanno già dato la loro adesione numerose personalità della cultura e dello spettacolo e qualcuno della politica, come Maurizio Costanzo, Daniele Scalise, Enrico Oliari, Sergio Rovasio e tanti altri. Ma serve anche quella nostra e vostra. In questi mesi, l’Istat, sta preparando i questionari da sottoporre a tutti i cittadini presenti nel nostro territorio, in vista del nuovo censimento che si svolgerà il prossimo anno. Dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it
“Le coppie gay e lesbiche rappresentano un fenomeno sociale e il compito dell’Istat è proprio quello di prendere atto e di rilevare i fenomeni sociali. La statistica è una scienza e come tale deve essere imparziale e stare alla larga dalle valutazioni che delle coppie omosessuali danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere”.
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Riscoprirsi omosessuali dopo il matrimonio. Pare essere sempre più una tendenza che si afferma tra un uomo e una donna che decidono di coronare il loro innamoramento con il rito più antico dell’unione amorosa per poi accorgersi che nel loro cuore è entrato un nuovo amore dello stesso sesso. Ci si scopre gay e ci si scopre lesbiche, magari dopo una separazione. Pare che il cupido omosessuale colpisca più le donne che, forse stanche dell’intemperanza maschile e della sua voglia di assoggettare la donna, decidono di fare il grande salto saffico e tante di loro si ritrovano in una nuova unione più salda e paritaria.
Vero? Falso? Che siano invece gli uomini più che le donne a risvegliare tardivamente il loro lato omoerotico? Secondo Liana Maggiano, matrimonialista, vicepresidente Aiaf, l’Associazione italiana avvocati per la famiglia e per i minori, il numero delle donne che si scoprono lesbiche dopo il matrimonio sono in aumento. E succede quel che abbiamo raccontato parecchie volte: si costruiscono nuovi nuclei omoparentali dove i figli di precedenti matrimoni hanno due figure di madri e/o due padri.
Che la cosa non riguardi solamente le donne, lo testimonia Alessio De Giorgi, imprenditore gay che grazie alla nazionalità francese del suo compagno, celebrò il suo Pacs a Roma con una copertura mediatica straordinaria e che recentemente è stato anche il primo “divorziato” italiano.
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Chi tra voi, anche se non vi è ancora stato, non ha sentito parlare da mici e conoscenti del Tabasco o del Crisco, in quel di Firenze? Luoghi, o meglio, locali notturni forgiati per una clientela omo dove qualche puntatina amano farla anche gli eterosessuali perché è risaputo che lì ci si diverte di più e non si litiga perché qualcuno ha guardato la propria ragazza. E poi quell’atmosfera frizzante, nulla a che fare con le altre tristezze stroboscopiche che segnalano coppiette ai tavoli tutto smucinamento e noia.
Città che vai, locali gay che trovi, gli stessi che pare abbiano fatto la storia delle notti del divertimento a target gay e lesbico. Succedeva negli anni ‘70 a Milano col Primadonna di Cesare Zucca e la verve indimenticabile di Big Laura; succede oggi in molti luoghi della penisola, principalmente in Toscana.
Così, Il Tirreno ha scritto una bella sintesi di 35 anni del puro divertimento fiorentino glbt, passando dall’era dark alla house, alla commerciale per finire con le serate a tema. Qualcosa vorrà dire se la prima discogay è stata aperta a Firenze nell’antica cripta di Santa Cecilia, in pieno centro cittadino. Anno di grazia 1974. Parliamo del Tabasco.
Continua a leggere: Firenze caput mundi del divertimento gay

Dopo anni di pacifica convivenza e lavoro, pare si sia rotto l’incanto tra Pisa e Gay.it che nella città toscana ha sede. Stamane i dipendenti del portale hanno trovato l’ascensore e la porta di ingresso degli uffici imbrattati con scritte tipo Gay.it morirete oggi, I vostri uffici bruceranno, Abbasso i gay, Morirete froci. La Digos è intervenuta facendo degli accertamenti. Alessio De Giorgi, direttore del portale, ha dichiarato:
“In undici anni di attività e di convivenza con la città di Pisa non abbiamo mai avuto problemi né è mai accaduto nessun episodio omofobo come quello di stamani: in tanti anni, mai neppure uno scherzo, una minaccia, una scritta contro la nostra presenza storica in questa città che è sempre stata paladina dei diritti delle persone omosessuali”.
Il sindaco di Pisa e l’assessore regionale alle riforme istituzionali Agostino Fragai, come anche le varie realtà gay italiane, hanno espresso la loro solidarietà ad Alessio De Giorgi e a tutto lo staff di Gay.it. I deputati radicali hanno depositato un’interrogazione parlamentare per capire cosa ha intenzione di fare il governo per garantire la sicurezza della comunità omosessuale.
Agli amici di Gay.it va tutta la nostra solidarietà e amicizia.
Foto | Gay.it
Continua a leggere: L'omofobia non va in ferie: scritte omofobe negli uffici di Gay.it

Imma Battaglia e Alessio De Giorgi hanno compilato una Pink List per Novella 2000 indicando i dieci gay italiani più influenti per la comunità glbtq. La classifica è la seguente:
1. Alessandro Michetti alias Insy Loan
2. Fabio Canino
3. Gustav Hofer e Luca Ragazzi
4. Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti di Frankie Morello
5. Anna Paola Concia
6. Ferzan Ozpetek
7. Walter Siti
8. Franco Grillini
9. Alessandro Cecchi Paone
10. Vladimir Luxuria
Ammetto che non saprei stilare una classifica del genere, però alcuni nomi non mi sembrano così influenti. Voi che ne pensate?

Contiuiamo le nostre interviste con gli esponenti del movimento LGBT italiano scambiando oggi due chiacchiere con Alessio de Giorgi. Molti lo ricorderanno principalmente come il direttore di Gay.it ma per chi lo avesse conosciuto solo attraverso la recente inchiesta del portale su Arcigay e le sue recenti considerazioni sulla presidenza di Aurelio Mancuso, c’è da ricordare che De Giorgi, oltre ad essere un imprenditore ed uno dei pionieri in Italia del tentativo di utilizzare internet come mezzo di confronto all’interno del movimento, dall’inizio degli anni ‘90 ha militato in Arcigay prima a Genova, poi a Pisa, dove ha lavorato come presidente, fino a diventare tesoriere nella Segreteria Nazionale. Sotto i riflettori nel 2002 per esser stato il primo, col compagno, a pacsarsi in Italia, prima del suo recente impegno nel PD è stato fino al 2006 Presidente Regionale Arcigay in Toscana.
Certo è che, accusato di lavorare per dare una pesante spallata ai vertici di quella che lui stesso definisce la “sua” associazione alla vigilia del Pride nazionale, De Giorgi, con i suoi editoriali, ha comunque portato alla luce qualche importante questione mai discussa o forse da sempre lasciata da parte dal movimento italiano su cui cercheremo di conoscere il suo parere.
Continua a leggere: Alessio De Giorgi: "Il Movimento guardi oltre il suo steccato"
Alessio De Giorgi e Christian Pierre Panicucci si separano. Dopo un Pacs del 2004 fatto nell’ambasciata francese in Italia grazie alla doppia cittadinanza di Christian, la rottura. Ma andiamo nello specifico.
La loro attività commerciale, una joint venture al cui interno sono inglobate un’agenzia di viaggi, una di eventi e uno stabilimento balneare, rimarrà cogestita senza difficoltà. Niente drammi economici, solo quello emotivo determinato da un rapporto arrivato emotivamente al capolinea.
Se la stampa tra le righe ci tiene a sottolineare che alla fine sono due gay che (vedi, te lo avevo detto!) hanno dimostrato di aver voluto una cosa importante come il Pacs senza mantenerlo forte e duraturo, la dimostrazione della loro nobiltà viene da un rapporto d’amore durato più di 15 anni (a trovarlo un rapporto così) e dalla grande serenità con la quale mantengono vivo e forte il loro progetto economico, con un centinaio di dipendenti totali, tutti orgogliosamente omosessuali. Chapeau.
Continua a leggere: Coppia gay sposata in Italia si separa. Con civiltà
Il Gay Pride 2009 che si terrà a Genova è stato da poco annunciato e già sono scoppiate le polemiche. All’interno del mondo lgbtqqi Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it, contesta il metodo della scelta con un ragionamento che si snoda in tre punti:
Primo. Che senso ha che il momento principale di visibilità del movimento lgbt italiano sia annunciato da una sola delle sue componenti, per quanto questa sia la principale? […]
Secondo. Con una decisione così unilaterale, è chiaro quali saranno le conseguenze: come già l’anno scorso avremo un Gay Pride romano più antagonista e radicale che sarà in concorrenza, togliendo inevitabilmente visibilità mediatica, al Gay Pride di Arcigay – più riformista e moderato -, con le tristi conseguenze già viste a Bologna.
Continua a leggere: Genova Pride 2009: iniziano le polemiche