
In molti settimanali e riviste sono presenti rubriche in cu il personaggio famoso o lo psicologo di turno risponde a lettere mandate dai propri lettori. E se finora non era mai stata aperta una rubrica solo per gay, in maniera ufficiale, adesso le cose sono cambiate.
Una delle firme del Corriere della sera, Lina Sotis, sul suo portale, terrà uno spazio Lgbt in cui poter parlare e consigliare omosessuali con problemi, dubbi e sopratutto, con qualcuno con cui confrontarsi. Forse Alessandro Cecchi Paone non sarà visto da tutti come il “miglior confidente”, ma è proprio lui a seguirla e, fino ad ora, è una innovazione assoluta, per ora online.
Oltre ai problemi in prima persona, si potrà parlare anche del coraggio del coming out o di dubbi che attanagliano la famiglia di un eventuale ragazzo gay o di una lesbica.
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Oggi, Alessandro Cecchi Paone, a Domenica Cinque, è stato intervistato da Barbara D’Urso in merito alla sua vita. E ha parlato apertamente di tutto, dal suo divorzio con Cristina, donna con la quale ha sempre avuto una forte complicità e per quale prova ancora un bene immenso. Ma ha trovato anche spazio per parlare della situazione gay in Italia. E per rivolgersi direttamente a Renato Zero e Tiziano Ferro. Per primo cosa, affronta il suo passato e la scoperta di essere gay:
“Dopo anni di uscite in coppia con altri amici, una sera, io e il mio migliore amico mentre dormivano insieme, abbiamo fatto sesso. Per sei mesi abbiamo cercato di capire cosa fosse successo. Se era una cosa seria oppure noi. Poi ho capito quello che provavo per lui e ho raccontato tutto a mia moglie. Ance lui l’ha fatto, ma è successo un finimondo. Se io e Cristinia siamo riusciti a rimanere amici, lui ha trovato una situazione opposta. E per paura, per la sua cultura cattolica, è ‘tornato’ etero. Ora è fidanzato con una donna”
Racconta anche di una storia lunga, di circa tre anni, con un ragazzo che chiama Mattia ed è di Palermo:
Come vivono gli omosessuali italiani? Quali sono le loro aspirazioni, i loro sogni rivolti non solo al privato ma particolarmente verso la politica e le sue rappresentanze? Sogni, aspirazioni, desiderio di non essere più trattati da cittadini di serie B; uomini e donne che nella loro condizione sessuale si sentono sempre più spesso emarginati, impauriti da un clima ostile verso di loro, in famiglia come nel lavoro e nella società. La crisi economica va di pari passo con la crisi delle libertà individuali. Così Sette, il magazine del Corriere della Sera si è chiesto come è la vita degli omosessuali in questa Italia e ha dato voce ad alcuni protagonisti di queste esistenze difficili, con un interessante reportage che verrà pubblicato domani.
Il servizio racconta gli amori, le paure, le battaglie ancora da vincere in questo Paese assetato di nuove legalità che riguardano le coppie di fatto e i singoli cittadini che amano altri cittadini dello stesso sesso. I problemi di visibilità e accettazioni, sono trasversali: toccano il mondo dello sport dove un’allenatrice viene diffidata dal dichiarare l’amore “proibito” per una sua compagna; un manager che può assistere il suo compagno malato grave grazie alla comprensione dei medici, ma potrebbe essere messo alla porta senza spiegazione alcuna. E ci sono coloro, tanti per fortuna, che spendono parecchio tempo della loro esistenza per dare dignità alla loro e altrui vita.
Sette, parla poi con alcuni protagonisti omosessuali come Alessandro Cecchi Paone, Angelo Pezzana storico fondatore del Fuori, e la deputata Pd Anna Paola Concia. Qualche tempo addietro Libero pubblicò un articolo mettendo il fila una serie di nomi importanti che farebbero il “Gay Power” italico. Ci finirono dentro anche chi delle battaglie glbt ne fa a meno, probabilmente, grazie ad una vita agiata tale da potersi concedere il disinteresse su tutta la linea. Il fantomatico “Potere Gay” o “lobbygay” venne anche gridato insensatamente quando Rocco Buttiglione fu bocciato come commissario europeo a causa di certe sue dichiarazioni che poco coincidevano con le idee liberali e libertarie dell’Europa che poco comprendeva forme di discriminazioni da parte di paesi membri. Ma ahinoi, in Italia non esiste una lobby gay. Magari!
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Riuscirà l’icona della scrittura a carattere omosessuale; l’eccentrico e picaresco Aldo Busi, l’ottimo e magnifico scrittore dei nostri tempi a trionfare nel reality più godurioso della stagione televisiva? Riuscirà l’Aldo della parola eccelsa e mai casta, delle provocazioni e dell’egocentrismo a superare se stesso e a farci dimenticare l’ottima vittoria di Luxuria della precedente edizione dell’Isola dei famosi? Una cosa è certa, Simona Ventura, deus ex machina del programma-trionfo della seconda rete Rai, anche quest’anno non ha voluto rinunciare ad una presenza che potesse creare interesse e audience anche da parte del pubblico glbtq. Così dopo Malgioglio, Cecchi Paone e Luxuria, catapulterà all’Isola, uno dei più prolissi scrittori, un letterato conosciuto ad un pubblico diverso da quello che segue costantemente i reality; un provocatore della parola: Aldo Busi, appunto.
Ora a Busi non resta che partire, insieme agli altri concorrenti e affrontare l’Isola della fame, dei disagi, delle contumelie, degli insetti che cercano di saziare la fame attaccando i “naufraghi”. Lo show è assicurato, il cachet firmato e anche la possibilità di non sapercela fare. Poco importa se, come dicono tanti, il reality è manovrato, guidato da chi deve assicurare e saziare l’incipienza degli sguardi voyeuristici di noi tutti. Da quel che trapelata alla vigilia della partenza, Busi sarà l’asso nella manica della “tosta” Simona Ventura e, credo, ne vedremo delle belle.
Intanto l’autore di Seminario sulla gioventù, ha dichiarato di aver fatto togliere una clausola contrattuale che gli vietava di parlare in maniera offensiva di politica e di religione. Da Busi ci potremo aspettare tutto e il contrario di tutto, ma sappiamo poi che la liceità non vorrà dire gratuità che potrebbe scatenare maremoti polemici. Probabilmente ci parlerà anche del suo ultimo libro stampato dalla Bompiani, Aaa!. Intanto si comincia a parlare di lui e di chi con lui, dal 18 febbraio, dovrà affrontare da protagonista la nuova edizione del programma della Ventura.
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Torna Alessandro Cecchi Paone e parla del suo coming out, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dei gay nascosti che ci sono in tutte le redazioni televisive. Ai microfoni di Klaus Davi afferma che Berlusconi non è affatto omofobo:
Berlusconi non è un omofobo, nella maniera più assoluta. Quando feci coming out, fu il primo a chiamarmi e a dirmi: “Hai fatto bene, grazie”, dopodiché provvide a far stampare ancora più manifesti e volantini in cui io ero ritratto con lui accanto.
Poi, dopo essersene uscito con una delle sue scientifiche affermazioni (Non ci dimentichiamo che Mediaset, già negli anni Ottanta, sdoganò i travestiti, facendo lavorare Amanda Lear) ha svelato il segreto di Pulcinella: RAI e Mediaset sono pieni di gay e bisex!
“Rai e Mediaset sono piene di conduttori gay e bisex, ma sono dei veri e propri vigliacchi perché non fanno coming out. Tutti ne parlano nei corridoi delle televisioni e non è un segreto per nessuno, ma poi, a telecamera accesa, diventano vigliacchi e codardi. Non è machismo, secondo me è vigliaccheria, hanno paura. Sono il contrario del machista, hanno una paura tremenda. So di conduttori gay e bisex che non lo rivelano. Ci sono delle persone che fanno finta di essere qualcosa che non sono. Ma nel mondo omosessuale è inutile negare, si viene a sapere subito, frequentano certi ambienti e la gente parla. Detto questo, non credo che in tv questi cripto gay o bisex facciano rete”.
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Nella puntata di oggi di “Domenica Cinque”, come riportano i colleghi di TvBlog, è nata una feroce rissa tra Alessandro Cecchi Paone e Maurizio Ruggiero, a stento sedata da Barbara d’Urso e Alba Parietti. Il motivo? Il solito salotto domenicale affronta temi importanti (vedi l’Omofobia di oggi) e ha l’ottima (?) idea di invitare persone dalla veduta completamente opposta e che, ovviamente, producono scintille se messi a confronto fra di loro.
Ruggiero, il rappresentante dei cattolici tradizionalisti, non ha fatto altro che aggredire verbalmente gli ospiti in studio, comprese le coppie gay, appellandoli come “Quei sodomiti lì“: il tutto poi è esploso quando due giovani hanno ammesso di amarsi e di essere fieri di poter sapere di essere amati dal proprio compagno. Di fronte a questa ammissione d’amore puro e sincero, la risposta (arrogante, miserrima e tutt’altro che cristiana) dell’uomo è stata “ Questo orgoglio da deretano“. A quel punto Cecchi Paone si è alzato ed è nata la bagarre in studio.
Ma la cosa più “preoccupante” e allarmante è stata la scelta di documentare, per le vie di Bergamo, la reazione dei passanti alla vista di una coppia di ragazzi che si abbracciavano e si baciavano in pubblico. Il risultato? Una serie di esclamazioni scioccate e di persone indignate, di sberleffi, insulti e testa scosse dal ‘disgusto’. Un segno di omofobia dilagante e preoccupante: da chi si dispera per non poterli far sparire tutti quanti in un buco al centro della terra fino al vecchio che ricorda quando i gay venivano presi e buttati nel recinto con i cani. Dopo il salto, dal minuto 1:54, il reportage in questione e alcuni video tratti dalla trasmissione:

Pare che molti media si siano svegliati dal torpore che li affligeva. Pare che ci sia audience intorno al tema dell’omofobia e i vari talk show ci si siano fiondati come miele alle api per far assaporare ai propri telespettatori idee di libertà, chissà, perché poi, onestamente, tutto resta come si è lasciato. E in mezzo a questo nuovo frastuono mediatico, trans e gay vengono ancora presi di mira da malintenzionati dalla subcultura omofoba.
Che fare? Beh, un’idea è venuta al docente dell’Università dell’Insubria e presentatore televisivo Alessandro Cecchi Paone, che l’ha spiegata in una intervista rilasciata a Varese News. Visto che si è tanto parlato e attuato in molti centri cittadini l’uso delle ronde per contrastare violenze e malaffare, perché non dare vita alle ronde arcobaleno?
«Prenderei spunto - dice Alessandro - dai movimenti difensivi storici, come l’organizzazione della comunità ebraica o di altre minoranze durante i loro eventi. Ci sono anche tanti bravissimi ragazzi omosessuali nelle forze dell’ordine o nei vigili del fuoco: sicuramente non potrebbero partecipare in prima persona, ma ci potrebbero dare consigli. Ovviamente stiamo parlando di movimenti difensivi, ma dobbiamo pur rispondere alla minaccia».
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Due mesi: ecco il tempo necessario perché la smentita di Marco Mazzanti giungesse. Alla fine di maggio postammo la notizia che a Cecchi Paone piaceva Marco Mazzanti e che quest’ultimo non disdegnava tali attenzioni. Ma come? Infangare il maschio italiano? Mai sia! Quindi, puntuale, la smentita: anzitutto Marco Mazzanti è etero e ha molti amici gay (pure lui!). Poi spiega come è nato il tutto con l’Orso Paone:
Durante una puntata di “Pomeriggio Cinque”, non mi veniva in mente un termine, che ora non ricordo. Ospite di quella puntata era anche Paone e io, non riuscendo a venire a capo del discorso, mi sono girato e ho chiesto a lui un consiglio. Dopo questo intervento, un settimanale [Novella 2000] ci ha chiesto di posare per un servizio realizzato nel Museo Archeologico a Milano. Il tema era “Alessandro, il tutor di Marco Mazzanti” e il tutto terminava con foto che ci ritraevano durante lo scambio dei libri: io gli consegno un manuale d’amore di “Lupo Alberto” e lui mi regala un libro di cultura generale.
Quale è la cosa peggiore di tutto questo? La smentita? Il manuale d’amore di Lupo Alberto? Che Cecchi Paone, pur essendo uno dei dieci gay più influenti d’Italia, ha preso un’altra sola? Che…? A voi l’ardua sentenza.
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Imma Battaglia e Alessio De Giorgi hanno compilato una Pink List per Novella 2000 indicando i dieci gay italiani più influenti per la comunità glbtq. La classifica è la seguente:
1. Alessandro Michetti alias Insy Loan
2. Fabio Canino
3. Gustav Hofer e Luca Ragazzi
4. Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti di Frankie Morello
5. Anna Paola Concia
6. Ferzan Ozpetek
7. Walter Siti
8. Franco Grillini
9. Alessandro Cecchi Paone
10. Vladimir Luxuria
Ammetto che non saprei stilare una classifica del genere, però alcuni nomi non mi sembrano così influenti. Voi che ne pensate?

Finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo e dormire sogni tranquilli: Alessandro Cecchi Paone ci fa sapere quale è il suo uomo ideale. O meglio: chi è. Sì, perché l’orso Paone ha identificato in Marco Mazzanti del Grande Fratello 9 il suo ideale di uomo. Così dalle pagine di Novella 2000 Cecchi Paone pontifica:
“Marco è il mio uomo ideale, bello, sensibile. È civile, colto, studia. Incarna in pieno l’ideale greco della bellezza esteriore cui corrisponde quella interiore”.
E il buon Marco Mazzanti di rimando, dopo aver sottolineato di essere stato sempre sereno, ci fa sapere che il suo lato femminile è molto sviluppato e non esclude nulla con Alessandro:
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