
Yahya Jammeh, presidente del Gambia, ha intenzione di estromettere tutti i gay e le lesbiche impegnati in azioni militari per lo Stato.
L’uomo, infatti, avrebbe attuato questa decisione per non incoraggiare comportamenti omosessuali all’interno dell’esercito: è ancora un tabù e la tolleranza non è un aspetto che vogliono considerare. Del resto, in Africa, l’essere gay non è affatto sopportato e viene anzi duramente condannato, persino con condanne a morte e carcere.
E ora, più che mai è forte l’intenzione di conservare quelle “tradizioni” fondamentali per il popolo e l’esercito non deve poter rappresentare un luogo dove gay e lesbiche possano esistere. E proprio qualche fonte ufficiale all’interno dello Stato, parla di questa decisione come un gesto assolutamente folle e insano, segno forse di un delirio ben più grave. Proprio Jammeh infatti avrebbe minacciato la sua intenzione di dare fuoco a gay e lesbiche impegnati nel servizio militare.
Foto | TheGambiaecho

Sinodo dei Vescovi sull’Africa e non smette la crociata contro i gay. Due sono stati gli interventi che riguardano il mondo glbtq in questi giorni: uno del cardinal Ennio Antonelli, italiano, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, e l’altro di mons. Robert Sarah, Arcivescovo emerito di Conakry, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
Il cardinal Antonelli (al centro nella foto in apertura di post) sulla scorta di Ratzinger, ha definito la teoria del genere come un tossico rifiuto spirituale:
Agenti di varie istituzioni e organizzazioni internazionali partono da problemi reali, ai quali è necessario e doveroso porre rimedio, come le ingiustizie e le violenze subite dalle donne, la mortalità infantile, la malnutrizione e la fame, i problemi dell’abitazione e del lavoro. Suggeriscono prospettive di soluzione basate sui valori dell’uguaglianza, della salute, della libertà: parole sacrosante, ma rese ambigue dai nuovi significati antropologici di cui vengono caricate. Ad esempio uguaglianza delle persone non significa solo pari dignità e titolarità dei diritti fondamentali dell’uomo; ma anche irrilevanza della differenza naturale tra uomini e donne, uniformità di tutti gli individui, come se fossero sessualmente indifferenziati, e quindi equivalenza di tutti gli orientamenti e comportamenti sessuali: eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, polimorfo. Ogni individuo ha diritto a fare liberamente (ed eventualmente anche a mutare) le sue scelte, secondo le pulsioni, i desideri e le preferenze.
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In Senagal, il caso di un 17enne omosessuale denunciato in attesa di un processo lancia l’allarme sulla situazione nello stato africano. Lì, l’omosessualità è punibile con il carcere da due a cinque anni. E non è nemmeno necessario essere “colti in flagrante” o avere prove inoppugnabili di questi “atti contro natura” (è l’accusa principale): è semplice essere denunciati dai vicini di casa o da conoscenti. In quel caso vengono fermati e trattenuti per “presunte relazioni con persone dello stesso sesso“.
La Commissione Internazionale per i Diritti Umani di Gay e Lesbiche (IGLHRC) ha posto l’attenzione su alcuni uomini, che sempre in Senegal, sono stati condannati a scontare da 2 a 5 anni di carcere, per la medesima accusa, a partire da agosto di quest’anno. Il direttore Cary Alan Johnson dichiara:
“Si tratta dell’ennesima conferma che gli omosessuali e coloro che sono ritenuti tali si trovano in una situazione di grande pericolo in Senegal. Gli arresti violano sia le leggi africane dei diritti umani sia quelle internazionali: l’impopolarità non può mai essere una giustificazione per un abuso”
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Si sa, con l’avvento della bella stagione e le uscite più frequenti, si ha modo di incontrare più persone e se scatta una delle tante scintille dei desideri, si fa più sesso con sconosciuti. Tanti, troppi gay nostrani si sono dimenticati che dietro ogni incontro, ogni libido sessuale c’è il feroce pericolo di essere contagiati da molte malattie veneree e dall’aids. Ci vuole davvero poco a proteggersi e rendere la vita bella e gli incontri soddisfacenti; lasciamo stare il livello del piacere che non è certo sminuito dalla sana protezione nell’usare i preservativi.
Il dramma di chi viene colpito dall’aids riguarda moltissimo l’Africa, per la povertà e miseria in cui versano moltissime popolazioni, ma anche per un certo menefreghismo politico e delle case farmaceutiche che non ci trovano profitti e quindi non investono in cure adeguate. Lancet, ultimamente polemizzò molto in occasione della visita del Papa in Africa, quando il vescovo di Roma si mise di traverso sull’uso dei preservativi: “Ha distorto la scienza” scrisse la prestigiosa rivista medica britannica.
Secondo la rivista medica Lancet, è allarme per gli omosessuali africani maschi, colpiti dal terribile morbo. Secondo Lancet, la situazione già critica potrebbe portare a nuove discriminazioni proprio a causa dell’aids.
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James Nsaba Buturo (in foto) è il ministro per l’Etica dell’Uganda. In questa veste ha accusato alcuni Paesi dell’ONU di voler diffondere l’omosessualità nel mondo. Il ministro ha dichiarato:
“Alle Nazioni Unite, sono in corso tentativi da parte di alcuni paesi di imporre l’omosessualità agli altri come noi. Abbiamo saputo che vogliono far passare sottobanco delle disposizioni sull’omosessualità. Abbiamo appreso delle nostre fonti che alcuni vogliono utilizzare questa conferenza per proteggere gli omosessuali”.
Giusto per fare chiarezza, Buturo ha affermato che l’omosessualità è “contro-natura, anormale, illegale, pericolosa e sudicia”. James Nsaba Buturo non è nuovo a queste affermazioni. Qualche tempo fa, nel proporre una legge che riconoscesse come criminali chi si definiva gay o lesbica, aveva dichiarato:
“Il nostro benessere morale è messo alla prova e noi siamo preoccupati per il proliferare di lesbiche e omosessuali. Dieci anni fa, questo fenomeno non esisteva, ma la malattia si è infiltrata ovunque”.
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Non per parlare sempre delle stesse cose, ma dobbiamo segnalare l’ultima di Benedetto XVI. Dall’alto del suo magistero (inteso fisicamente: infatti le dichiarazioni di cui ci occupiamo le ha fatte in volo verso l’Africa) ha detto che distribuire i preservativi non è la soluzione per combattere l’AIDS:
“una tragedia che non può essere risolta solo con il denaro né attraverso la distribuzione di preservativi che persino aggravano il problema”.
Di grazia, in che senso la distribuzione gratuita di profilattici aggrava il problema dell’AIDS? Forse perché sono gratis?
Continua la campagna dell’Uganda nel promulgare leggi contro i gay. Il ministro per l’Etica e l’Integrità – James Nsaba Buturo – ha dichiarato in una conferenza stampa:
“Il nostro benessere morale è messo alla prova e noi siamo preoccupati per il proliferare di lesbiche e omosessuali. Dieci anni fa, questo fenomeno non esisteva, ma la malattia si è infiltrata ovunque”.
Cioè dieci anni fa in Uganda non c’erano gay e lesbiche? Sarà… Il ministro ha poi aggiunto una frase agghiacciante:
“Vogliamo adottare una legge per cui se qualcuno è omosessuale o confessa di essere omosessuale o lesbica, allora è un criminale”
Via | Notizie Alice
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Due cittadini spagnoli, di 54 e 56 anni, sono stati incarcerati in Gambia, nella località costiera di Kotu, con l’accusa di omosessualità. Lo riporta il quotidiano spagnolo El Pais, secondo cui ad accusare i turisti sono due tassisti che sostengono di aver ricevuto proposte sessuali.
Nel paese africano l’omosessualità è un reato e un paio di settimane fa, il 15 maggio, il presidente Yahya Jammeh (nella foto) aveva lanciato un ultimatum: tutti i gay avrebbero dovuto lasciare lo stato entro 24 ore, altrimenti avrebbero subito le punizioni previste dalla legge. La minaccia arrivava al punto di evocare il taglio della testa per chi commettese un simile abominio. Jammeh, inoltre, aveva annunciato che la legislazione sarebbe diventata ancora più repressiva di quella iraniana.
Adesso occorrerà vedere che succede a livello diplomatico e se l’Unione Europea sosterrà la Spagna nella difesa dei diritti di questi due cittadini comunitari. Aspettiamo anche l’intervento del presidente Berlusconi e del ministro Mara Carfagna, pronta a intervenire per combattere le discriminazioni. Questo sarà il caso?
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Nell’immaginario collettivo, gli uomini neri ce l’hanno grosso. Antico retaggio culturale dovuto anche ai reportage dei primi avventurieri bianchi nel continente africano. Nel 1623, per esempio, Richard Jobson in un libro di memorie scrisse della tribù dei Mandingo: “Qui i neri, signori di questa terra, sono forniti di un membro virile, così grande da dar loro grande impiccio”. Dietro affermazioni come queste c’è tutto il (razzista) tentativo di dimostrare la superiorità della razza bianca, visto che un membro grande era più confacente ad un animale che ad un essere umano.
Mi son ricordato di queste citazioni del libro Storia del pene di Friedman (di cui ho parlato anche qui) leggendo un articolo sul Corriere dal titolo Ladri di pene: panico in Congo. I fatti sono i seguenti: a Kinshasa ben tredici persone sono state arrestate dalla polizia con l’accusa di aver usato la magia nera per «far sparire» o «far rimpicciolire» il pene di diverse persone. L’accusa è quella di stregoneria.
La motivazione, pare, che vada cercata altrove, però. Sfruttando il diffuso timore per le pratiche di stregoneria, alcuni appartenenti ad una setta separatista avrebbero montato ad arte il caso per creare disordine e mettere in difficoltà il Governo.
Foto | Tratteggi

Ha 20 mesi e si chiama Mercy, stando alle prime indiscrezioni, la nuova figlia della popstar Madonna, la seconda adottata tra i poverissimi bambini del Malawi.
La compagna di Guy Ritchie, che aveva già manifestato mesi fa l’intenzione di prendere con sè anche una figlia, avrebbe già avviato le pratiche per l’adozione e la bimba potrebbe lasciare, già nell’aprile prossimo, l’orfanotrofio che la ospita, per raggiungere la nuova, ricchissima mamma.
Il governo del Malawi smentisce la notizia. Sarà polemica anche questa volta? Ricordiamo che anche l’adozione di David, connazionale di Mercy, la notizia fu data e subito smentita, giustificando la visita della cantante nello stato africano con uno scopo di beneficenza. Ricordiamo le accuse rivolte a Madonna da alcune organizzazioni umanitarie internazionali in merito al mancato rispetto della normativa sulle adozioni. Madonna parla di sè in termini di ’salvatrice’, ma che sia un po’ megalomane l’abbiamo sempre saputo. Sapremo mai la verità?
Via | corriere.it