Durante la Messa di Natale anticipata rispetto a quella di Mezzanotte, c’è stata la famigerata “aggressione” al Papa, durante la quale Ratzinger non si è fatto nulla, mentre il cardinale Roger Etchegaray poco distante si è rotto il femore. E la donna, Susanna Maiolo, è ora al vaglio di specialisti per una terapia psicologica, dopo la quale il Vaticano deciderà come agire in merito all’accaduto.
E dopo quella serata, i servizi al telegiornale, hanno mostrato un’altra realtà inquietante poco distante da dove stava avvenendo il misfatto. Gira infatti su Facebook, un gruppo denominato “fan club della seminarista sfranta durante la caduta del Papa”. Ironico e divertente, è diventato anche un “Parla con”, mediante la quale si possono ricevere frasi cult da parte del prete inquadrato nei servizi giornalistici e armato di macchina fotografica come fosse al concerto di Beyonce.
Ed effettivamente, la cosa divertente è la sua aria di sbigottimento, una mano accanto alla bocca spalancata e il sollievo di capire che non è successo nulla di grave, con l’altra mano appoggiata al petto ansimante. In tutto ciò, non può che tornare alla mente il “divieto” per gli omosessuali, di diventare ministri di Dio. Ma, l’occhio della telecamera, ha forse inquadrato un elemento sfuggito alla durissima selezione per intraprendere la carriera religiosa. Dopo il salto, il video incriminato e qualche frase cult del “Parla con… la sfranta”:
Giusto a circa una settimana di distanza dall’arrivo del Natale, ecco gli “auguri personalizzati” di Papa Ratzinger che, direttamente dalla Città del Vaticano, lancia un ammonimento sull’eutanasia, l’aborto, le ricerche genetiche e il matrimonio tra persone dello stesso stesso. Li associa nella stessa critica, ricordando la sacralità della vita. Benedetto XVI ricorda quindi una corretta laicità dello Stato che comporta la salvaguardia della libertà religiosa.
L’unica verità oggettiva è quella di Dio, al quale le leggi umane e le autorità politiche e religiose devono trarre ispirazione per promuovere il bene di tutti:
“Sono conformi all’equità solo quelle leggi che tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell’aborto, dell’eutanasia e delle disinvolte sperimentazioni genetiche, quelle leggi che rispettano la dignità del matrimonio tra l’uomo e la donna”.
Foto | LaDestra

Sinodo dei Vescovi sull’Africa e non smette la crociata contro i gay. Due sono stati gli interventi che riguardano il mondo glbtq in questi giorni: uno del cardinal Ennio Antonelli, italiano, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, e l’altro di mons. Robert Sarah, Arcivescovo emerito di Conakry, Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.
Il cardinal Antonelli (al centro nella foto in apertura di post) sulla scorta di Ratzinger, ha definito la teoria del genere come un tossico rifiuto spirituale:
Agenti di varie istituzioni e organizzazioni internazionali partono da problemi reali, ai quali è necessario e doveroso porre rimedio, come le ingiustizie e le violenze subite dalle donne, la mortalità infantile, la malnutrizione e la fame, i problemi dell’abitazione e del lavoro. Suggeriscono prospettive di soluzione basate sui valori dell’uguaglianza, della salute, della libertà: parole sacrosante, ma rese ambigue dai nuovi significati antropologici di cui vengono caricate. Ad esempio uguaglianza delle persone non significa solo pari dignità e titolarità dei diritti fondamentali dell’uomo; ma anche irrilevanza della differenza naturale tra uomini e donne, uniformità di tutti gli individui, come se fossero sessualmente indifferenziati, e quindi equivalenza di tutti gli orientamenti e comportamenti sessuali: eterosessuale, omosessuale, bisessuale, transessuale, polimorfo. Ogni individuo ha diritto a fare liberamente (ed eventualmente anche a mutare) le sue scelte, secondo le pulsioni, i desideri e le preferenze.
Continua a leggere: Per il Vaticano la teoria del genere è bizzarra ed un rifiuto tossico

Benedetto XVI non si è lasciato sfuggire l’occasione di dare una bacchettata all’Olanda. Ricevendo nei giorni scorsi le credenziali della nuova ambasciatrice olandese presso la Santa Sede, la baronessa Henriette Johanna Cornelia Maria van Lynden-Leijten, Ratzinger le ha spiegato che la famiglia è basata sul matrimonio fra uomo e donna. Ha detto il papa:
[…] ancor più importanti delle scuole sono le famiglie costruite sul fondamento di un matrimonio stabile e fecondo tra un uomo e una donna. Nulla può uguagliare o sostituire il valore formativo del crescere in un ambiente familiare sicuro, imparando a rispettare e a promuovere la dignità personale degli altri, diventando capaci di “accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata, servizio generoso, solidarietà profonda”, in pratica imparando ad amare.
È dal 2001 che il governo olandese non concepisce più in questo modo la famiglia: in quell’anno, infatti, in Olanda è stata definita come famiglia l’unione tra due persone, indipendentemente dal sesso ed è stata aperta, così, anche la via alle adozioni da parte di coppie gay. E questo il papa lo sa bene, tanto che ha continuato il suo discorso:
è probabile che una società che incoraggia modelli alternativi di vita domestica per amore di una presunta diversità accumuli conseguenze sociali che non conducono allo sviluppo integrale dell’uomo.
Da un po’ assente da questo blog, Platinette vi fa ritorno con una intervista rilasciata al giornale online Pontifex nel quale, oltre a dichiarare di avere un direttore spirituale, definisce rivoluzionarie e geniali le affermazioni di Benedetto XVI sui preservativi e, al contempo, confessa di essere un gran peccatore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista.
Si sente peccatore?
Certo, affogo nel peccato e lo ammetto. Da questo punto di vista sono una contraddizione vivente. Il peccato è la mia condizione naturale, ma lo riconosco, e qualche volta mi tormenta. Ma sono un terribile peccatore, senza rimedio, salvo che alla fine della vita non mi arrivi la vocazioneChe pensa di Papa Benedetto XVI?
Un uomo colto, serio e raffinato. In lui apprezzo, pur non essendo credente, l’uomo di cultura e l’intellettuale. Fa poco per piacere, eppure piace, un controsenso che dimostra la sua grandezza. Generalmente diffido dei papi detti buoni o popolari, la fede non ha bisogno di zuccherini o incentivi, ma di rigore.Continua a leggere: Platinette è incantato da Ratzinger e sprofonda nel peccato
Non si placano le polemiche sulle frasi di Benedetto XVI a proposito dei preservativi. Se da un lato abbiamo Bagnasco che difende strenuamente il papa, dall’altro abbiamo un italiano, monsignor Giuseppe Casale, arcivescovo emerito di Foggia-Bovino, che ha dichiarato:
Mi domando, nel caso in cui sia in atto una grave epidemia che attenta alla salute e quindi alla vita stessa, bisogna scegliere il male minore. In questo senso, se per esempio uno dei coniugi è portatore di una malattia pericolosa, credo che l’altro abbia il diritto e forse anche il dovere di pretendere delle tutele. Mi limito a dire, che proprio per il principio del rispetto della vita, quando vi sono pericoli gravi ed imminenti alla salute, sotto il profilo di una epidemia, si può valutare questa apertura scegliendo il principio del male minore. La valuto come una specie di legittima difesa.
All’opposto abbiamo le opinioni di monsignor André Fort, vescovo di Orleans che, evidentemente illuminato, sostiene che il virus dell’HIV passi attraverso il preservativo:
Continua a leggere: Ratzinger e i preservativi: The Lancet scomunica il papa

Era da un po’ che Benedetto XVI non ruggiva contro le unioni di fatto. Quale occasione migliore di un incontro diplomatico, dunque, per andare a ficcare il naso nella legislazione di un Paese? Così ieri, ricevendo le credenziali di János Balassa, neo Ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede, Ratzinger ha preso posizione contro la proposta di equiparazione delle coppie di fatto alle famiglie fondate sul matrimonio nella legislazione ungherese.
“Elemento essenziale per la nostra società, la famiglia è messa in pericolo da fuorvianti concezioni che trovano espressione in aggressive politiche sociali. Un governo può sostenere la famiglia assicurando ai genitori l’esercizio del loro diritto di educatori principali dei loro figli che include anche la scelta di mandarli in scuole religiose se lo vogliono. Le forze che governano l’economia e gli affari politici nel mondo moderno siano guidate in maniera adeguata e fondate sull’etica dando sempre priorità alla dignità e ai diritti umani e al bene comune. L’esperienza delle nuove libertà ha portato con sé il rischio che quegli stessi valori cristiani e umani così radicati nella storia e nella cultura dell’intera Europa, possano essere soppiantati da altri, basati su una visione distorta dell’uomo e della sua dignità e pericolosa per lo sviluppo di una società veramente prospera”.
PS: la foto non c’entra nulla, ma in molti hanno sperato nel leoncino mercoledì scorso…

Federico Podeschi (in foto) è presidente dell’Associazione LGBT di San Marino nonché Console onorario della Repubblica di San Marino nel Galles. Nei giorni scorsi Podeschi ha fatto molto parlare di sé perché, in riferimento alla posizione della chiesa cattolica sui gay, ha accostato Ratzinger a Hitler. Ecco alcuni passi della sua dichiarazione:
Il rappresentante scelto dall’uomo per professare la parola di un Dio “che ama tutti”, afferma che difendere il creato non è una faccenda limitata al semplice ambiente, ma significa anche proteggere l’uomo dall’autodistruzione. Poi, ha proseguito affermando con decisione che la teoria sul genere confonde la distinzione tra uomo e donna e quindi potrebbe essere causa dell’“autodistruzione” della razza umana. Non è pensabile che i governi lascino che tale abuso dei diritti delle persone sia tollerato e non affrontato nella maniera dovuta.
Quindi, facendo un paragone storico con la Germania nazista, continua:
Continua a leggere: Il presidente dei gay di San Marino accosta Ratzinger a Hitler
In un intervento alla Radio Vaticana, padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, difende il discorso natalizio del papa sui “gender” e prende le distanze dalle interpretazioni date dai mezzi di comunicazione che sarebbero state ridotte a slogan e condanne mentre esprimevano fiducia (ma noi abbiamo pubblicato il testo integrale sui “gender”… ci vedete fiducia?). Inoltre, sempre secondo padre Lombardi, nel discorso papale c’era un invito a
“riconoscere la bellezza della creazione dell’essere umano come uomo e donna: il grido di sorpresa e di gioia di Adamo quando Dio gli presenta la donna echeggia fin dalle prime pagine della Scrittura. A queste belle notizie, e non alla polemica, mira sempre l’annuncio della Chiesa. La confusione antropologica che oscura il significato di questo incontro rischia di spegnere la fonte di questa gioia”.
Quindi i discorsi di Benedetto XVI mirano sempre alle belle notizie. Le polemiche le cerchiamo noi. Loro sono innocenti.
Via | Petrus
Continua a leggere: Benedetto XVI e i “gender”: la difesa del Vaticano
Alessandro Gilioli è un giornalista de L’Espresso. Nel suo blog – Piovono rane – ha un post dal titolo Quell’eterno adolescente di Benedetto, in cui, in maniera ironica, analizza le recenti affermazioni di Benedetto XVI su gender e sul sesso. Di seguito il post di Gilioli, che magari riuscirà a farci sorridere (dicendo quello che molti di noi pensano).
“A 14 anni, in pieno subbuglio ormonale e ancora drammaticamente vergine, ho passato il mio primo Capodanno con gli amici - quasi tutti maschietti nelle mie condizioni - e abbiamo parlato ininterrottamente di sesso, dalle sei di sera fino all’alba. Poi la sorella grande di un mio compagno di classe ci ha guardati con infinita commiserazione rivelandoci una verità alla quale non avevamo fatto caso: ‘Certo, ragazzi, che meno se ne fa e più se ne parla, eh?’.
Il silenzio imbarazzato con cui fu accolto lo statement della signorina è più o meno quello che meriterebbe quel simpatico signore che abita in piazza San Pietro e che non lascia passare giorno senza parlare di sesso. Tu gli dici: Santità, ci sono due miliardi di persone che campano con due dollari al giorno e quello risponde che i froci non vanno bene. Poi gli parli delle guerre in giro per il mondo e lui dice che i transgender non gli piacciono. Poi scoppia la recessione globale e lui lì a proibire i preservativi. Gli chiedi della globalizzazione e lui capisce fornicazione.
Continua a leggere: Gay, gender e sesso in Benedetto XVI (secondo il giornalista Alessandro Gilioli)