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Elezioni regionali. In Lombardia Penati non vuole la drag queen

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Aids/Mts Omofobia

E’ bastato che un candidato alle elezioni regionali lombarde, in corsa con Sinistra Ecologia e Libertà, si presentasse anche col suo nome da artista drag queen, per fare scoppiare la polemica. Prima il candidato presidente uscente Roberto Formigoni, e fin qui nulla da eccepire: si sa che certe cose non stanno nelle corde; poi gli si è accodato il presidente candidato del Pd, Filippo Luigi Penati. Una polemica tutta elettorale, dove il centrodestra ci si è fiondato a man bassa dopo un articolo su quel candidato apparso sul Corriere della Sera, tanto da far scendere in campo il capogruppo di Sel, Mario Agostinelli:

“In queste ore il centro destra sta dando prova del più severo ‘bigottismo’- dice Agostinelli - per nascondere le indecenze di casa propria. Formigoni fa come dice il vecchio detto della polvere e del tappeto: pulisce dove passa il prete. Coprono i loro errori alimentando un clima torbido intorno alle elezioni. Sono orgoglioso di rappresentare la lista di Sinistra ecologia e libertà in cui c’è una candidatura come Rovyna in una Regione in cui vengono discriminati gay e lesbiche anche nella pubblica amministrazione, in cui vengono scoperti laboratori in cui viene praticato l’aborto clandestino, in cui ad essere discriminate sono le donne che affrontano il dramma dell’interruzione di gravidanza nelle strutture sanitarie lombarde. Dove sta la solidarietà e il rispetto dell’essere umano in questa Lombardia?”.

Il candidato finito sulle forche caudine è Stefano Villani, detto Rovyna, di professione drag queen. Come sanno tantissimi di noi, le drag queen sono persone di spettacolo mica di strada; si esibiscono per lo più nelle discoteche dove fanno animazione o spettacoli. La maggior parte di loro è gay e da qui, probabilmente, l’alzata di scudi del responsabile del Sel. Che uno di questi artisti scenda in campo in politica, mettendoci il suo nome d’artista, non dovrebbe creare alcuno scandalo, la cosa che dovrebbe importare è quel che promette e farà se eletto. E invece a dar di contro ci è finito anche il candidato presidente Penati che lo ha tra i suoi sostenitori.

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Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionali

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack

Chi sono i candidati lgbt alle elezioni regionaliCon tutto quello che in questi giorni sta accadendo intorno alle liste per le elezioni regionali, verrebbe voglia di mandare al diavolo tutto e tutti; credo mai si era vista una cosa simile, con i tribunali a redimere tra i contendenti e il governo che decreta, i politici che si scagliano contro la presidenza della Repubblica, le piazze e il disastro. Che baillamme; che paese dei campanelli. Ma il voto è un diritto-dovere da esercitare; è il fondamento democratico di ogni paese civile, il suo alfa. Le regole devono valere per tutti e tutti i cittadini devono poter esercitare il loro diritto di voto. Certo, sibilla qualcuno, chissà cosa sarebbe accaduto; chissà se il governo si fosse speso così velocemente a decretare se il guazzabuglio sarebbe venuto dal centrosinistra. Chissà!

Noi, intanto, teniamo ad informarvi su quelli che sono i candidati dichiaratamente lgbt che troverete nelle liste. Sono diciotto, pochi ma buoni. Capofila di queste candidature non poteva che essere Nichi Vendola, unico omosessuale candidato alla presidenza di una regione, la sua, Puglia. Come è nelle cose è il partito di Marco Pannella ed Emma Bonino ad avere il maggior numero di candidati a marchio lgbt: Chiara Bonora e Paola Montermini in Emilia Romagna, Sergio Rovasio con la Bonino nel Lazio, Roberto Mancuso nella regione di Vendola, il bravo Enzo Cucco in Piemonte, in Lombardia Aldo Gufanti, Francesco Poirè, Luca Piva; Riccardo Cristiano e Marco Marchese in Calabria, Francesco Zanardi in Liguria.

Il resto è spalmato in altri partiti, di centrosinistra. Per l’Italia dei Valori, la presenza del militantissimo Franco Grillini, capolista in Emilia Romagna e responsabile per i diritti civili nell’Idv. Per lo stesso partito, Daniele Casagrande che corre per il consiglio comunale di Venezia. Il Pd pare avere l’orticaria, tanto da aver inserito nelle proprie liste una sola candidata lesbica, Cristiana Alicata, che se eletta andrà in Regione Lazio.

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Paola Binetti, antigay cattolica per eccellenza, lascia il Pd

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Cronaca

Paola Binetti, antigay cattolica per eccellenza, lascia il Pd

Paola Binetti al Pd era diventata, ultimamente, molto scomoda. Aveva osteggiato fortemente un’eventuale apertura verso il popolo Lgbt, nonché minacciato di andarsene di fronte all’eventuale candidatura di Emma Bonino a presidente della regione Lazio. E anche il nostro Mario Cirrito, durante la diretta dell’incontro Arcigay a Perugia, aveva sottolineato la presenza “ingombrante” della Binetti, all’interno del partito. Ed ecco la recente notizia: lei ha abbandonato il Pd. Bersani commenta così l’annuncio:

“So che a qualcuno potrà sembrare strano, ma lo dico sinceramente: l’allontanamento dell’onorevole Binetti è quello che mi dispiace di più. Non posso, ovviamente, condividere le sue motivazioni, in particolare a proposito della candidatura di Emma Bonino.”

Ma del resto, già oggi la Binetti aveva dichiarato che il Pd è fallito e ha accusato Bersani di non essere mai stato a capo della sintesi coi cattolici. E ha concluso, con un’accusa ben precisa e mirata (la solita, del resto):

“Io volevo restarci, nel Pd. Ma vista l’insistita e menzognera tendenza a dimostrare che tra la cultura cattolica e quella radicale non ci sono differenze, restare non ha più senso”

Foto | Panorama

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Il trionfo di Nichi Vendola in Puglia. Per caso un politico, per caso un omosessuale

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Famiglie Cronaca

Il trionfo di Nichi Vendola in Puglia. Per caso un politico, per caso un omosessuale

Le recenti vicende politiche che hanno coinvolto il Partito Democratico sembrano somigliare a Risvegli, un racconto sull’incipit, ottimamente messo in scrittura da Umberto Ledda, uno studente-scrittore. Ledda racconta di un uomo che al suo risveglio trova a colazione un foglio di quaderni a quadretti ripiegato in tre dove il Ministero gli comunica la sua morte. L’uomo si sente bene, parla, respira ed è parecchio infastidito da quella strana comunicazione. Quando chiede spiegazioni alla moglie, questa è lapidaria: “Se il Ministero dice che sei morto, vorrà dire che sei morto. I documenti ufficiali sono documenti ufficiali”.

Ora, non io né altri pensiamo che il PD sia un partito in cui qualcuno ne ha decretato la morte, nonostante la vitalità, il respiro ben cadenzato, la voglia di progressione. Tuttavia, i recenti fatti pugliesi sommati a quelli bolognesi con gli strascichi nazionali, decretano che quella vitalità sentita da molti, quell’apparente realtà di un soggetto che respira, si muove e si chiede del perché di tanto cordoglio, sia un amaro risveglio in una realtà politica oramai sconquassata, difficile da superare.

Nuovamente la Puglia, come è successo alcuni anni fa quando Nichi Vendola si candidò a governatore della Regione attraverso il nuovo istituto delle primarie, si è messa al centro dei valori politici nostrani. Nuovamente, Nichi, orgoglioso omosessuale e prodigo governatore è riuscito a scompigliare la politica dei diktat e delle scelte verticistiche. La sua è una lezione alla politica – in primis al PD – ma anche una lectio magistralis di come un omosessuale, per caso politico come per caso omosessuale, sa risvegliare i cuori della gente, le speranze e mai una saccenteria sulla sua sessualità; mai uno scandalo che ne minasse la sua credibilità di governatore, politico, omosessuale.

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Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio, vuole legalizzare le coppie di fatto. Ma la Binetti insorge: "Me ne vado!"

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Nozze e dintorni Culture

Bonino, candidata alla presidenza della Regione Lazio, vuole legalizzare le coppie di fatto. Ma la Binetti insorge: "Me ne vado!"

Emma Bonino non si lascia intimidire da un’eventuale mancanza d’appoggio del Pd come candidata alla presidenza della Legione Lazio e in un’intervista a Repubblica Tv delinea i punti del suo programma politico, ribadendo la sua intenzione di rendere concrete le coppie di fatto. E su questo argomento ha le idee ben chiare:

“Non dare un riconoscimento e una certezza giuridica alle coppie di fatto che vivono insieme e che sono spesso eterosessuali, oltre che omosessuali, è non voler riconoscere i diritti della persona e soprattutto un’evoluzione della società, che c’è ed è sotto i nostri occhi. A parte il fatto, anche se non ho nulla in contrario, che moltissimi dell’Udc di famiglie ne hanno tre. L’ipocrisia deve avere qualche limite.”

E di fronte ad un eventuale consenso di tutto il Partito Democratico, Paola Binetti ha fatto sapere che ciò provocherà forti ripercussioni e che sarebbe una forte ragione per andarsene (aggiungerei: speriamo!). Anche se non è troppo preoccupata dall’ipotesi, dal momento che è convinta che l’immagine della Bonino non sia adatta:

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Riparte da oggi alla Camera l'iter per la legge sull'omofobia e transfobia: Paola Concia come relatrice

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Culture Omofobia Cronaca

Riparte da oggi alla Camera l'iter per la legge sull'omofobia e transfobia: Paola Concia come relatrice

Paola Concia, a due mesi dalla bocciatura della legge contro l’omofobia per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato, presenterà oggi a Montecitorio un nuovo iter parlando questa volta in maniera esplicita di omofobia e transfobia.

Due mesi fa tutto quanto era saltato per l’osservazione del termine “orientamento sessuale”, giudicato “ambiguo”. La Udc aveva criticato infatti il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento (compresi quindi l’incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo).

E la Concia, di fronte a questo nuovo impegno, ha dichiarato di voler procedere con calma, ma di essere anche determinata, facendo incontro con il proprio partito, con il governo e la maggioranza per trovare una linea guida comune. Sarà la volta buona? O l’ennesimo tentativo poi boicottato?

Foto | IlPolitico

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Paola Concia parla a ruota libera del Pd "Non credono alla battaglia per i diritti gay!". E sulle associazioni Lgbt...

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Movimento Citizen Gay Cronaca

Paola Concia parla a ruota libera del Pd "Non credono alla battaglia per i diritti gay!". E sulle associazioni Lgbt... In un’intervista sul nuovo numero del magazine ‘Babilonia’, Paola Concia ripercorre le ore che hanno portato al nulla sulla legge contro l’omofobia. E, coraggiosamente ed onestamente, punta il dito contro i proprio colleghi del Pd:

“Il Partito Democratico non crede fino in fondo alle battaglie per i diritti di gay, lesbiche e transessuali. Se per la libera informazione il partito si è mosso scendendo in piazza e mobilitando la gente, ‘a noi’ non ci si fila nessuno. Mi hanno lasciata letteralmente sola a gestire questa battaglia, per poi accoltellarmi in aula. Il Pd sui diritti gay deve cambiare altrimenti non è più credibile”

E infine si rivolge anche al movimento Lgbt italiano, accusando anche loro di poca collaborazione e appoggio:

“I capi dei movimenti sono stati molto rigidi nei confronti di questa mia legge, per poi - e questo non me lo spiego se non come atteggiamento della politica - gridare allo scandalo perché questa legge non era stata approvata. Me se poi erano loro stessi che non volevano quella legge! Parlo dei dirigenti, di quelli che son stati in Parlamento, di coloro che mal sopportano l’idea che io lavori per gli omosessuali e le transessuali. Gente che sta dentro e fuori i movimenti”

Foto | IlPolitico

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Famiglie. Franceschini crede ancora ai DiCo

pubblicato da mario cirrito in: Movimento Vaticanerie POLITICA LGBT


Probabilmente nessuno ha avvisato l’attuale segretario Pd, Dario Franceschini, che a interrogare le organizzazioni glbtq italiane, su cosa vertono le battaglie per i diritti alle famiglie di fatto, la risposta corale sarebbe: matrimonio, o se proprio non si vuole una lacerazione e una guerra santa che probabilmente scatenerebbe il Vaticano, un Pacs alla francese, forse andrebbe bene. Certo, la nostra comunità non è cieca e neppure dimentica di quanto la politica in questi anni è stata assente sui diritti civili; un governo di centrosinistra che dava speranze alla fine ha abdicato di fronte ai Mastella e alle Binetti.

In una intervista rilasciata al portale GAYin.tv, Franceschini, parlando di diritti e famiglie di fatto, ha detto: “Io sono assolutamente favorevole al riconoscimento dei diritti alle coppie conviventi. E’ una questione di civiltà, che non va in nessun modo in contrasto con le famiglie fondate sul matrimonio. Noi avevamo tentato con i dico e credo dovremmo riprendere questo percorso, anche stando all’opposizione“.

Di tentare una legge che ci avrebbe riportati tra i paesi civili d’Europa, il centrosinistra fece due tentativi, andati a male. Il progetto, come tutti sanno, fallì miseramente. Sui DiCo, l’Italia si spaccò in due e in tanti assistemmo da parte della Chiesa e di uomini politici in quota vaticano, ad un parossismo di intolleranza e beceri attacchi alle coppie di fatto. Ci fecero pure un Family Day dove i presentarono, novelli farisei, politici divorziati, fedifraghi e quant’altro.

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Ignazio Marino: "Sì alle unioni civili e alle adozioni"

pubblicato da mario cirrito in: Nozze e dintorni Famiglie POLITICA LGBT


Probabilmente arriverà secondo, ma se dovesse riuscire a scalzare la leadership che in questo momento vede Luigi Bersani in pole position per la guida alla segreteria Pd, probabilmente lo scenario politico italiano muterebbe parecchio. Ospite della trasmissione “La Telefonata”, condotta su Canale 5 da Maurizio Belpietro, il candidato alla poltrona di segretario Pd, Ignazio Marino, ha speso parole nette ed encomiabili su quello che intende fare sul fronte dei diritti civili, probabilmente facendo sobbalzare dalla poltrona qualche porporato e, magari anche l’ala conservatrice del suo stesso partito.

Noi diciamo con chiarezza - ha replicato Marino ll domanda del conduttore - che dobbiamo ottemperare alle indicazioni dell’Europa sui diritti civili. Quindi sì lle unioni di fatto e anche sì alle adozioni ai singoli“.

Ignazio Marino ha visto ultimamente, almeno nelle grandi città dove ha parlato in pubblico, salire di molto il gradimento tra coloro che dovranno eleggere il nuovo segretario Pd, nonostante la difficile battaglia con due teutonici come Bersani e Franceschini. Marino ritiene che a livello nazionale la sua mozione supererà ”il 10-15%, che e’ un grande successo. Alle primarie di popolo io penso di avere la possibilita’ di vincere la segreteria del Pd”. Dalla sua, Marino, ha la chiarezza e l’intelligenza di affermare idee e principi di libertà che molti, nel Pd, scansano o intendono non occuparsene. Sui temi come quelli dei diritti civili, come dell’informazione, Marino, l’ha detto, avrebbe voluto un contraddittorio pubblico e/o televisivo con gli altri due candidati. “E’ già tutto scritto nelle rispettive mozioni”, è stata la riposta. Quindi, ognuno parli da solo e risponda da sé sui temi che riguardano ogni cittadino.

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Napoli: turisti gay aggrediti e picchiati nel centro storico. E Franceschini si reca in ospedale da Dino

pubblicato da Desperate Gay Guy in: Omofobia Cronaca

Napoli: turisti gay aggrediti e picchiati nel centro storico. E Franceschini si reca in ospedale da Dino La notizia risale al 26 agosto ma solo oggi è stata diramata. Una coppia di turisti gay è stata aggredita nel centro storico di Napoli, a Piazza Dante. Le vittime sono un ragazzo armeno di 25 anni e uno svizzero di 47, che hanno immediatamente denunciato l’aggressione alla polizia.

Tutto è avvenuto di sera: un branco di ragazzi ha prima insultato la coppia e poi ha inseguito i due uomini, che hanno provato a fuggire, per poi malmenarli brutalmente. I due hanno trovato soccorso da una volante della polizia che transitava in zona. Il 25enne è stato medicato al Pronto Soccorso del Vecchio Pellegrini dove gli hanno diagnosticato contusioni e stato d’ansia, con una prognosi di 5 giorni. Il compagno invece non si è sottoposto ad alcuna cura. La polizia indaga sull’aggressione. Giulio Riccio, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, ha dichiarato:

“Siamo di fronte in tutta Italia ad una vera escalation di violenza omofobica frutto del clima di paura che il governo alimenta nel paese. Nei prossimi giorni chiederò al movimento glbt e alle associazioni omosessuali un incontro, per valutare insieme i contenuti di una campagna contro la discriminazione, le violenze e l’omofobia”

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