
Torno sull’argomento artistico più scottante del momento, la mostra Vade Retro.
Aelred e Francesco vi hanno ampiamente aggiornato sulla vicenda ( i loro post li trovate qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, ) quindi conoscerete bene tutto l’iter di questa storia di censura omofobica.
Ieri leggendo,Vanity Fair, mi ha colpito la lettera aperta che Gad Lerner ha pubblicato nella sua rubrica l’Infedele.
Nella lettera Lerner lancia un invito neppure troppo velato:
Cari stilisti, alzate la voce contro l’ingratitudine di Milano. Lettera aperta ai creativi:il sindaco censura la mostra su arte e omosessualità? E voi cambiate città…
Sicuramente quella di Lerner è una provocazione che va diritta alla meta.
Gli stilisti e tutti quelli che fanno parte del circo della moda dovrebbero effettivamente far sentire la loro voce in fondo, si sa Milano, gli deve davvero tanto.
E’ assurdo che negli stessi giorni in cui veniva commemorato come meritava Gianni Versace, omosessuale dichiarato e milanese d’adozione, nel palazzo comunale si respirava un’omofobia che, inutile fingere di non saperlo, fomenta anche tutti gli attacchi violenti, verbali e non, che riceviamo ogni giorno.
Leggetevi qui tutta la lettera di Gad Lerner e fateci sapere che ne pensate.
Alla fine “suor Letizia”, come pittorescamente Sgarbi ha ribattezzato il sindaco Moratti di Milano, ha ottenuto il risultato di cancellare la mostra dello scandalo. La giunta, infatti, oltre all’esclusione delle opere Ecce trans e Miss Kitty e al ritiro del catalogo, pretendeva che fossero censurate altre dieci opere, ma di fronte a un diktat bulgaro gli organizzatori hanno preferito rinunciare: la mostra si farà da un altra parte, con tutte le opere previste, senza censura.
Qui la Galleria di immagini
Come giudicare tutta questa vicenda che dalla farsa è passata alla tragicommedia e infine al dramma (almeno per la cultura milanese)? proviamo a dare i voti.
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La manifestazione è finita ormai da quasi una settimana, ma gli organizzatori del Festival di cinema gaylesbico di Milano non sanno ancora se hanno ottenuto o no il patrocinio del Comune, guidato da Letizia Moratti. Sarebbe scandaloso se non fosse ridicolo per una città che aspira a essere europea e magari internazionale e concorre all’assegnazione della prossima Esposizione universale del 2015.
Di universale invece qui c’è solo la faccia tosta di un’amministrazione che non ha (pare) la volontà di finanziare un’iniziativa lgbt né il coraggio di dirlo a voce alta e rivendicarlo. E si rifugia in soluzioni tecniche. Nell’ultima riunione di giunta la delibera firmata da Sgarbi non è stata neppure messa in calendario per evitare che fosse discussa.
Alla fine anche gli organizzatori
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