E ci risiamo! Di nuovo viene accostata l’omosessualità alla pedofilia. Questa volta a farlo è Vittorio Sgarbi. Denuncia Imma Battaglia:
“Ancora una volta si paragona l’omosessualità alla pedofilia. Questa volta il testimone della disonestà intellettuale lo prende Vittorio Sgarbi che ieri sera [26 novembre, ndr] nel corso della puntata di Exit su La7 in cui si parlava di pedofilia, si è detto d’accordo con le tesi della Binetti e ci ha aggiunto il suo commento “colto”, assimilando l’omosessualità alla pedofilia. Basta! I reati di pedofilia non hanno nulla a che vedere con l’omosessualità. Sono reati che prescindono dagli orientamenti sessuali. Le dichiarazioni di Sgarbi sono gravissime e meritano sdegno e censura. Da un uomo che si presenta come un esponente della cultura non si possono tollerare affermazioni diffamatorie e prive di qualunque fondamento. Mi aspetto anche da Ilaria D’Amico e da La7 che riparino ad una comunicazione così violenta e sbagliata”.
Sul sito de La 7 è possibile leggere i commenti dei lettori alle affermazioni di Sgarbi. Ma tanto ormai dov’è il problema? Si tratta di opinioni personali, come sostiene il “buon” Veltroni.
Continua a leggere: Anche Sgarbi associa omosessualità e pedofilia
Il 21 marzo scorso, l’altro ieri cioè, Daria Bignardi ha intervistato Walter Veltroni nel corso de Le invasioni barbariche. Come sempre, la Bignardi è stata bravissima e pure Uolter ha dato risposte interessanti, a volte troppo diplomatiche, ma interessanti. Verso la fine dell’intervista la Bignardi ha rivolto ha una domanda a Veltroni sul tema dell’omosessualità:
Le giro una domanda che ci è arrivata dalla pagina speciale elezioni sul sito de La7 da Federico: “Se tua figlia fosse gay e si sentisse frastornata e discriminata dall’enorme divario che c’è tra la cultura italiana e quella inglese o spagnola, per esempio nel modo di considerare l’omosessualità, cosa le suggeriresti e che futuro vedresti per lei?”. Cerchi di dare una risposta non retorica.
La risposta di Veltroni non è stata retorica, ma nemmeno esaltante. In sintesi ha riconosciuto che due persone dello stesso sesso possono amarsi (in molti non la pensano così e per loro noi siamo solo degli esseri che pensano solo a fare sesso…), ha affermato che si batterà per i CUS – Contratti di Unione Solidale – e non per i DiCo – Diritti dei Conviventi – perché i CUS avevano già una base di consensi in Parlamento e ha fatto un po’ di confusione in merito a famiglia e Costituzione.
Il grande Piero Chiambretti sta per tornare in tv, sempre su La7 con la quarta edizione di “Markette” il programma che ha dato lavoro a tanti gay. Per l’occasione Piero rilascia un’intervista a Grazia.Un successo che dura e per non tradire le aspettative, quest’anno oltre ai nomi “storici” come Costantino della Gherardesca, Adriano Aragozzini, la nonnina, le stagiste, il coro gospel, ci saranno anche collegamenti internazionali con le grandi città del mondo: Londra, New York, Mosca con “opinionisti” di grande rispetto come Natalia Aspesi, Lina Sotis, Oscar Giannino, Gianluca Nicoletti. Poi, come angelo custode, Piero ha scelto Barbara Alberti che avrà il difficile compito di correggerlo onde evitare che dica o faccia sciocchezze. Ma quest’anno, il presentatore avrà un doppio appuntamento, un prologo che anticipa Markette, intitolato “Speciale Chiambretti”uno speciale giornalistico di approfondimento che avrà come inviato speciale il cane di Costantino della Gherarardesca. Uno spazio nato così:
“E’ tutta colpa di Nanni Moretti. Mi aveva detto che se avessi cambiato il nome alla trasmissione sarebbe venuto come ospite. Io il titolo l’ho cambiato ma lui non verrà, così mi ritrovo uno spazio in più da riempire.”
Poi Sanremo, una fidanzata a Roma, quattro ristoranti che vanno molto bene…insomma, Piero come fai a fare tante cose insieme e a farle tutte così bene. Personalmente ti ringrazio per offrire una valida alternativa ai salotti dove politici assetati di fama vanno a dire quello che non è vero e a promettere quello che non possono. Non ci sono dubbi…scelgo Markette!
Continua a leggere: Torna Markette. Finalmente si accende la tv!
© Ilario Botti
Costantino della Gherardesca è salito alla ribalta del grande pubblico con il suo personaggio d’astrologo sui generis a Markette, il programma culto de La7, condotto da Piero Chiambretti.
Da poco è stato capitano della squadra dei gay nella discussa puntata di Ciao Darwin contro la squadra degli etero capitanata da Franco Califano.
Abbiamo deciso di fargli qualche domanda semiseria per farvelo conoscere un po’ di più.
Chi Sei?
Costantino della Gherardesca.
Un pregio?
La pigrizia. Mai fidarsi delle persone troppo entusiaste ed attive. Mirano a rompere il cazzo.
Un difetto?
L’agorafobia….mi rinchiudo in una torre d’avorio…faccio sembrare la Vanoni “alla mano”. Fà parte dello squilibrio mentale. In compenso il mio amico Rudi è peggio di me, ancora più Vanoni…direi quasi Phil Spector. E questo mi fà sentire vagamente più normale.
Continua a leggere: Queerblog incontra Costantino della Gherardesca
Domani sera ai Viaggi di Nina, di cui abbiamo spesso parlato, si discute per la prima volta del fenomeno delle drag king, ovvero le lesbiche che si travestono da uomini per spettacolo.
Nina conoscerà e intervisterà il gruppo romano delle Eyes Wild Drag, anche di loro ne abbiamo già parlato. Appuntamento a mezzanotte su La7. Non fateci mancare la vostra opinione.
Questa sera vi ricordiamo l’appuntamento con I viaggi di Nina, il programma su la7 che dopo aver dedicato le prime puntate alle escort, ora ha ripreso il suo percorso nel mondo lesbico italiano.
Nella puntata di venerdì scorso Nina ha incontrato due mondi paralleli della realtà lesbica: da una parte a Torino ha conosciuto una ragazza che si lamenta della promiscuità del mondo lesbico fatto per lo più da donne che stanno insieme, si girano fra loro, restano amiche, si scambiano compagne, dando vita ad una comunità con elementi fissi. La ragazza di Torino non approva questa modalità molto diffusa nell’ambiente lesbico. Di tutta risposta Nina a Milano ha intervistato le ragazze del Kick Off che corrispondono in pieno a questa tipologia criticata: tutte amiche che sono ex o attuali compagne.
Continua a leggere: I viaggi di Nina e la promiscuità lesbica
Come abbiamo già segnalato, nella prima puntata di Exit su La7, condotta da Ilaria D’amico, si è parlato di preti gay. Un ragazzo frequentatore di chat ha chiamato la redazione di Exit e ha proposto l’accordo di “stanare” i preti che cercano incontri più o meno fugaci nelle chatroom omosessuali. Armato di microfono e videocamera nascosti si è presentato agli incontri con alcuni preti gay, anche quelli sadomaso che cercavano il padrone o lo schiavo per piacevoli ore di sesso.
Un flop! Dalla presentatrice che pareva impacciata e confusa allo share che ha toccato i 590 mila contatti. Pochissimi in relazione alla pubblicità mediatica che ha preceduto la puntata di Exit. La stampa, dall’Avvenire alla Repubblica puntano il pollice verso. Certo è che il dibattito in studio era imbarazzante, pieno di luoghi comuni e di percentuali sull’omosessualità nella Chiesa buttate a casaccio. Chi parlava del 50% chi del 3-4%, ovviamente a seconda del proprio credo e della propria posizione all’interno del dibattito.
E’ successo qualcosa di strano e abbiamo davvero bisogno del vostro aiuto per capire.
Vi ricordate, qualche giorno fa vi abbiamo dato appuntamento su La7 per la seconda edizione de “I viaggi di Nina“, quel programma sulla vita delle lesbiche in Italia che lo scorso anno tanto successo aveva riscosso all’interno della comunità glbt. Be’ noi, come promesso, ci siamo messi davanti alla tv ma ci siamo trovati di fronte a una sorpresa.
Nonostante il sito del programma e la pubblicità in tv insistano col dire che il programma è un viaggio all’interno della comunità lesbica italiana, nella prima puntata, della seconda serie, di lesbiche nemmeno l’ombra. Anzi, l’agomento è stato le ragazze che fanno le escort, ovvero donne che per lavoro fanno le accompagnatrici di lusso, o interpretano giochi di ruolo assecondando vizi e mani dei clienti, o sono vere e proprie proprio prostitute.
Torna venerdì su La 7 l’unico programma italiano sulle lesbiche. Andato in onda per la prima volta a maggio del 2006, “I Viaggi di Nina” è un programma-reality-documentario, dove una conduttrice fuori campo (nina appunto), attraverso un sistema di passaparola e di link, viaggia su e giù per l’Italia per conoscere e scambiare chiacchiere con lesbiche di tutto lo stivale. Per conoscere le loro storie professionali, sentimentali, familiari. Insomma le loro vite. Nina segue le protagoniste, che decidono di raccontare il loro vissuto, nella vita di tutti i giorni, fra lavoro e amici, scoprendo riti e abitudini.
Tutte le info sulla prima serie, che a noi è piaciuta molto, sono qui.
La comunità lesbica dimostra di aver gradito. Un esempio ce lo fornisce il Blog Lesbichetto di Sweet, un blog lesbico che commenta, appunto, notizie e avvenimenti dell’universo femminile in Italia (leggere qui i commenti sul programma). Ebbene, le risposte del pubblico devono essere state positive perché, come detto in apertura, La7 (l’unico canale sperimentale italiano) ha deciso di ripetere l’esperienza e di spedire di nuovo Nina in giro per l’Italia alla scoperta dell’universo lesbico.
Venerdì sera, appuntamento quindi alle 23.30 con voi tutte su La7. Ci risentiamo qui per commenti e impressioni della prima puntata. Ci auguriamo che questa edizione tenga testa alla prima. E naturalmente se volete raccontare la vostra storia, stare qualche giorno in compagnia di Nina e delle telecamere, e mostrare alla televisione la vita di tutti i giorni di una lesbica dei giorni nostri, con gioie e problemi, fatevi sotto per la III serie. Con l’occasione vi ricordiamo che questa sera alle 23.30, sempre su la7, proseguono le repliche della I e II serie di “The L Word”, la serie tv lesbica americana.
Lo so che ultimamente sembra che non faccio altro che parlare male di quello o polemizzare con la dichiarazione di quell’altro, ma che ci posso fare io se ogni giorno ne sento qualcuna che non mi garba?
L’altra sera mi sono rivista una recente replica di Markette in cui Chiambretti aveva come ospiti Fernanda Lessa e Alfonso Signorini. Erano pochi giorni prima del Family Day. Ebbene, il Signorini se n’è uscito nel seguente modo. Poi ditemi voi…
Anche se ho anche io una relazione affettiva omosessuale non credo che le coppie gay possano essere definite famiglie. La famiglia è quella costituita da un uomo e una donna e i loro figli. Basta con questi gay che ostentano la loro omosessualità! Se potessi andrei al Family Day.
A parte che Chiambretti si è dissociato da quello che stava dicendo Signorini e persino la Lessa gli ha detto che non era d’accordo. Ma poi scusate, lui ce l’ha con i gay visibili, ma perché lui la ostenta poco la sua omosessualità? E’ una checca stratosferica! Più frocia di Platinette! Io ragazzi non so più che dire. Non la capisco la gente. Qui mi sembrano tutti matti e incoerenti. Ma come si fa a stare con un uomo da anni e pensarla così? Cotanto stupore mi avevano suscitato anni fa solo i gay padani…
Continua a leggere: Alfonso Signorini contro le famiglie gay