In Uganda è stato celebrato il Gay Pride senza alcun problema

Un centinaio di coraggiosi attivisti sono scesi per strada a Entebbe per la celebrazione del secondo Gay Pride della storia dell’Uganda.

In Uganda è stato celebrato il Gay Pride senza alcun problema

Circa un centinaio di coraggiosi attivisti ugandesi hanno celebrato lo scorso fine settimana il Gay Pride. È il secondo Pride della storia dell’Uganda. A differenza di quanto accaduto allora, quest’anno non ci sono stati arresti.

La manifestazione dello scorso anno – che prevedeva anche feste e un festival cinematografico, oltre alla siflata – venne autorizzata dalla polizia che poi, però, arrestò quanti vi presero parte. Quest’anno il Pride si è tenuto a Entebbe (ex capitale amministrativa dell'Uganda coloniale, ospita gli edifici di diverse istituzioni governative, inclusa la residenza del Presidente, e il più grande aeroporto del paese, l'Entebbe International Airport)

Essere attivisti LGBT in Uganda al giorno d’oggi significa avere moltissimo coraggio. Nel paese le relazioni omosessuali sono illegali e il Parlamento ha rispolverato il progetto di legge che prevede pene durissime nei confronti delle persone omosessuali e, in alcuni casi, anche la pena di morte. Lo stesso disegno di legge prevede la persecuzione nei confronti di quelle organizzazioni, ma anche di quei singoli, che offrono sostegno alle persone lesbiche, gay, transessuali e bisessuali.

Gli attivisti, però, non si lasciano scoraggiare e vanno avanti, pur tra mille difficoltà. A giugno dello scorso anno hanno aperto a Kampala, la capitale dell'Uganda, la prima clinica dedicata alle necessità del collettivo omosessuale, con particolare attenzione sull’HIV/Aids e sulle altre malattie sessualmente trasmissibili. E ora il secondo gay pride della loro storia.

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