La Croazia si avvia verso l'approvazione delle unioni civili gay

Il ministro per l’Amministrazione Pubblica della Croazia ha affermato che agli inizi del 2014 potrebbe essere approvata una legge sulle unioni civili gay del tutto simile al matrimonio (ma matrimonio non è).

La Croazia si avvia verso l'approvazione delle unioni civili gay

Arsen Bauk, ministro per l’Amministrazione Pubblica della Croazia (che dal 1 luglio scorso è il ventottesimo Stato membro dell'Unione europea), ha annunciato che il testo disegno di legge sulle unioni civili per le coppie dello stesso sesso è in dirittura di arrivo: a ottobre dovrebbe essere discusso in Parlamento e, se tutto andrà come previsto, all’inizio del 2014 potrebbe entrare in vigore.

Il ministro sottolinea che “non si chiamerà matrimonio bensì partenariato di vita” e che le cerimonie si celebreranno “nei municipi, in modo solenne”, come se fossero matrimoni. Ma matrimoni non sono.

Stando alle parole del ministro Bauk, le coppie dello stesso sesso godranno di tutti i diritti e di tutti i doveri delle coppie sposata: eredità del partner deceduto, i benefici sociali e gli sgravi fiscali, gli alimenti e la spartizione dei beni in caso di separazione. Non proprio tutti, però: le adozioni saranno escluse, però è allo studio la possibilità di permettere l'adozione del figlio biologico di uno dei due partner se il secondo genitore naturale è ignoto o passato a miglior vita:

Si tratta del principio già esistente per l'adozione da parte di matrigne e patrigni, che ora si estenderebbe anche alle coppie omosessuali. Noi vogliamo solo riconoscere il fatto che già adesso ci sono molte coppie lesbiche in cui una è la madre naturale di un bambino, nato da un'inseminazione artificiale o da una donazione di seme, mentre l'altra non ha nessun diritto rispetto al minore, sebbene sia di fatto sua madre.

In Croazia dal 2003 è in vigore una norma sulla coabitazione delle coppie dello stesso sesso con la garanzia di un minimo di diritti.

Sempre in autunno – quando cioè il ddl dovrebbe arrivare in Parlamento – la Corte costituzione dovrebbe esprimersi sull’ammissibilità di un referendum che vorrebbe inserire nella Costituzione della Croazia il divieto del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Alle spalle di questo referendum ci sono diverse associazioni cattoliche che hanno raccolto 750 mila firme a sostegno.

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