L'amore gay è eterno finché dura?

Chi ancora è convinto dell'amore eterno?

Amore-gay

Post gay che però forse potrebbe essere generalizzato anche in ambiente etero. Ma siamo su Queerblog, quindi ce lo teniamo per noi. E prendiamo, in parte, in prestito il celebre titolo del film dolce amaro con Carlo Verdone.

Prima domanda: siete innamorati? Che lo siate o meno, questo quesito alla Marzullo riguarda anche voi. Credete ancora nell'amore eterno? In quello che dura per sempre, che si trasforma col passare dei mesi, degli anni e cambia, diventando amore forse meno passionale ma comunque tale?

I primi mesi li conosciamo quasi tutti. Avete presente no? Appena vi arriva un messaggio le mani iniziano a sudare, batticuore mentre aprite per vedere cosa ha scritto. Il tempo impiegato per presentarvi SEMPRE al meglio. Il brivido delle prime uscite e dei primi momenti intimi. Poi ogni cosa che è meravigliosa e da raccontare a tutti. Ok, si rischia anche di essere "pesanti" verso il mondo intero, con gli occhi a cuoricini e quella sensazione di sentirsi così leggeri...

La gioia nel vedersi, le serate insieme, la malinconia di quando si è lontani. Tutto quanto sembra secondario. Ogni problema risolvibile. Nello scrivere queste righe penso mi sia salita la glicemia alle stelle. Per dire. Insomma, avete capito il senso di quello che intendo. Love is in the air. Ovunque. Everywhere. E' così carino anche quando discutete! Anche se ci regalasse una cicca masticata, probabilmente la metteremmo in una teca sopra al letto. In un quadro. Perché è sua.

Poi passa il tempo. E inizia a diventare tutto un po' "meno magnifico". Sempre con calma. Come sotto effetto di un medicinale che lentamente inizia a fare meno effetto. Lui è sempre magnifico eh, ma più passa il tempo più la pazienza e la tolleranza verso distrazioni, dimenticanze e mancanze di rispetto rischiano di essere sempre meno. Ed è lì il momento più delicato e pericoloso in ogni storia d'amore. Perdere quell'equilibrio.

Non si può essere sempre come i primi mesi, nemmeno sotto effetto di allucinogeni. Il rapporto muta, cambia, si plasma, si modifica. La vita ci porta a chiedere, pretendere inconsciamente qualcosa di più. E c'è il rischio di adagiarsi nella situazione che stiamo vivendo. Come se, una volta ottenuto il proprio scopo, avere quella persona accanto, tutto non contasse più niente. Ed è questo l'errore più grave. L'essere scontato, il dare l'altro per scontato porta la relazione verso l'ovvietà e perde sempre più quel pizzico di magia, di passione, di complicità che, nei primi mesi, era all'ennesima potenza.

Ci si perde e il rischio maggiore è quello di non ritrovarsi poi più. Siamo su una sorta di asse in equilibrio delicato su una corda. Se quell'equilibrio si modifica, se l'asse si inclina troppo da una parte, tutto il bello raccolto, tutte le cose positive rischiano di cadere e precipitare nel vuoto. E una volta sparite, restano spesso tali. Perché sotto di noi è buio e i nostri occhi non vogliono più vedere. O, a volte, ancora più tristemente, non sono nemmeno più in grado di farlo.

Riuscire a portare avanti una storia è faticoso. E' molto delicato. Non è semplice. E ogni volta che un rapporto importante si conclude, l'incoscienza con la quale ci si buttava a capofitto nell'amore svanisce sempre più. Quasi evapora. Inizia a vacillare un po' tutto. Quell'entusiasmo delle prima relazioni ti provoca un sorriso amaro sul viso nel ricordarti come era. Cosa provavi. Quanto ci credevi. Ogni volta, invece, ci credi un pochino meno.

E quando alzi la testa e vedi quel famigerato quadretto con il chewingum che abbiamo preso ad esempio prima, alla fine, diventa improvvisamente solo quello: una cicca masticata. Un po' simili a noi, con i segni sul corpo e nell'anima. E quel quadretto, quella teca, rischia di diventare la nostra campana di vetro per evitare di essere feriti e delusi ancora una volta in più

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