Filippine. I ribelli chiedono aiuto ai gay

I membri gay della Npa, New Peoples Army, un’associazione filippina di ribelli, potranno vivere la propria unione in pubblico. Jorge Madlos, leader della Npa, ha deciso di contrastare il Governo che vieta, grazie all’aiuto della chiesa cattolica locale, le unioni omosessuali.

Nel 2005 il gruppo di ribelli ha provato a legalizzare i matrimoni gay utilizzando un particolare emendamento istituito sette anni prima. Da allora i contrasti con il governo centrale sono aumentati. Nelle Filippine è vietato divorziare o utilizzare contraccettivi.

Il riconoscimento delle unioni gay preteso dalla Npa è solo un pretesto per animare un’opposizione. Sapere che ci sono posti nel mondo dove i diritti delle persone omosessuali sono equiparati alle grandi battaglie sociali fa piacere.

Franco Frattini, ministro degli Esteri, non si è pronunciato sulla situazione delle Filippine. Nelle ultime ore era troppo impegnato a manifestare la propria solidarietà ai cristiani nigeriani. A loro va tutta la nostra stima. A lui no. Se proprio bisogna fare gli altruisti è giusto pensare a tutti.

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