Per papa Francesco il problema sono le lobby, non i gay

Sul volo che lo riportava in Italia dal Brasile, papa Francesco ha parlato anche dei gay e della presunta lobby gay in Vaticano. Ecco cosa ha detto il pontefice.

Per papa Francesco il problema sono le lobby, non i gay

Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?

Afferma così papa Francesco parlando con i giornalisti sul volo che lo porta da Rio de Janeiro (dove si è celebrata la Giornata Mondiale della Gioventù) a Roma. E poi, facendo riferimento alla questione delle lobby gay, continua:

Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato nessuno che mi dia la carta d’identità, in Vaticano. Dicono che ce ne siano. Ma si deve distinguere il fatto che una persona è gay dal fatto di fare una lobby. Se è lobby, non tutte sono buone. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla? Il catechismo della Chiesa cattolica dice che queste persone non devono essere discriminate ma accolte. Il problema non è avere queste tendenze, sono fratelli, il problema è fare lobby: di questa tendenza o d'affari, lobby dei politici, lobby dei massoni, tante lobby... questo è il problema più grave.

Gli è stato chiesto poi cosa ne pensasse della questione di monsignor Ricca, il prelato dello IOR che secondo la stampa italiana sarebbe gay. Papa Francesco ha affermato:

Per quanto riguarda monsignor Ricca, ho fatto quello che il diritto canonico manda a fare, che è l’investigatio previa. E in questa investigatio non c'è niente di quello che accusano, non abbiamo trovato niente. Questa è la risposta.

E poi ha spiegato:

Ma io vorrei aggiungere un’altra cosa. Io vedo che tante volte nella Chiesa, fuori di questo caso e anche in questo caso, si vanno a cercare i peccati, di gioventù per esempio, e questo si pubblica. Non i delitti, eh, i delitti sono un’altra cosa. L’abuso di minori per esempio è un delitto, non è un peccato. Ma se una persona, laica prete o suora, commette un peccato e poi si converte, il Signore perdona. E quando il Signore perdona, il Signore dimentica. E questo per la nostra vita è importante: quando noi andiamo a confessarci, e diciamo «ho peccato in questo», il Signore dimentica. E noi non abbiamo diritto di non dimenticare, perché corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi dei nostri, eh! E’ un pericolo! E' importante una teologia del peccato. Tante volte penso a San Pietro: ha commesso uno dei peccati peggiori, rinnegare Cristo, e dopo questo peccato lo hanno fatto Papa!

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