Teatro: imperdibile Paolo Poli a Milano con "Il mare"

Se la cultura gay esiste, allora ce ne dà un esempio sublime Paolo Poli, con i suoi spettacoli sempre straordinari, godibili e sopra le righe, ma sempre raffinati mai fuori luogo. In questi giorni l'attore fiorentino è a Milano all'Elfo Puccini con Il mare, due tempi estratti dai racconti di Anna Maria Ortese.

Non nascondo che l'impatto da spettatore mi ha provocato un certo spaesamento: ti chiedi se c'è un legame fra quelle storie così diverse, se un filo conduttore lega questi momenti e questi siparietti in cui Paolo Poli irrompe quasi sempre in vesti femminili (e che costumi) per rappresentare un'Italia di emigranti, di squattrinati, poveri, sfigati, personaggi vanamente caccia dell'amore e della felicità.

Incredibilmente si riesce a ridere anche di sventure e disgrazie e persino di tragedie, mentre Paolo Poli veste di volta in volta i panni della vecchia zia, della mamma, della soubrette, della ragazzina innamorata. Un po' impietoso il confronto fra il grande attore e i giovani della compagnia Sorrisi e Veleni, ma lo spettacolo vale davvero il prezzo del biglietto.

Una comicità leggera e tagliente, che quasi senza che ce ne accorgiamo ci squaderna davanti i limiti, i difetti e le caratteristiche di un'Italia che non c'è più, ma che in fondo è sempre la solita. Straordinario il bis finale, senza limiti e senza uguali. Dopo Milano, lo spettacolo andrà anche a Roma, Rende, Genova, Noto e Palermo.

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