"Les condamnés": essere gay è un reato


Il Veneto è una regione democratica. Nel territorio amministrato da Luca Zaia convivono Riccardo Missiato e Lorenzo Bernini. Il primo, sindaco di Spresiano, in provincia di Treviso, non perde occasione per ricordarci la sua omofobia. Qui e qui due delle vicende in cui si è contraddistinto.

Il secondo è volontario allo sportello migranti glbtq di Verona. Presso la libreria Gheduzzi Bernini ha presentato Les condamnés insieme a Philppe Castetbon, autore del libro che racconta la storia di cinquanta omosessuali che rischiano la vita a causa del proprio orientamento sessuale.

“La maggior parte della gente - ha precisato Castebon - non sa che molti Paesi condannano l’omosessualità e la puniscono con leggi così dure, perciò ho realizzato il libro, prima di tutto, per informare. In Iran ogni anno vi sono esecuzioni capitali di omosessuali e attualmente, nel silenzio generale, c’è un ragazzo di 18 anni in attesa di esecuzione. In Iran, nel caso migliore, vengono impiccati altrimenti sono spinti, con un sacco sulla testa, su di una collina e muoiono per lapidazione”.

Comprare questo libro in Italia è difficile. “Les condamnés” non è in nessuno dei cataloghi dei siti di vendita online. Le foto realizzate da Castetbon sono state però pubblicate nel nostro paese dal mensile Max. Qui un link alla gallery.

Raccontare per l’ennesima volta quanto sia difficile essere gay in alcuni parti del mondo non mi interessa. Con voi mi piacerebbe capire perché gli omosessuali del ragazzino gay iraniano si preoccupano solo quando la sua condanna a morte è masticata dai mass media. Non sarà che di come stanno i gay in Medio Oriente non ci interessa più di tanto?

Se il 2010 è stato contraddistinto da Perez Hilton (foto), qui il sondaggio di Advocate, e il coming out di Ferro, qui il sondaggio di Queerblog, allora dobbiamo prender atto che l’emancipazione per gli omosessuali non è un valore. Forse non è neanche un argomento di discussione.

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