Povia: "Gli argomenti sui gay sono sempre in primo piano, potrebbero benissimo passare in secondo"

Intervista del sito Vice a Giuseppe Povia: e si torna a parlare di gay

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Il sito Vice.com ha pubblicato un'intervista a Povia e tra i vari temi si è parlato anche di omosessualità. Il cantante pensa che ci sia moltissima attenzione su questo argomento. Anche troppa, rispetto ad altri temi più importanti:

"Gli argomenti sui gay che stanno in primo piano potrebbero benissimo passare in secondo piano, anche l'argomento immigrati. Io se vado in ospedale e vedo i bambini morire di tumore quando so che invece la ricerca se fosse ben sovvenzionata potrebbe salvarli mi incazzo, cioè mi chiedo perché si continua a parlare solo di gay pride. Io sono a favore dei gay, anche "Luca Era Gay" è una canzone a favore dei gay, quelli che mi hanno fatto odiare sono le associazioni che li difendono, perché li fanno sentire emarginati, strani, li fanno sentire una categoria, mentre i gay che conosco io sono delle persone serie, non vanno ai gay pride con il *di fuori sui carri, perché si ghettizzano da soli."

Luca era gay una canzone gayfriendly? Lo avevate capito?

"Perché dimostra che se uno vuole cambiare, se non sta bene in una condizione, può farlo. Se io avessi cantato "Luca è ancora gay e non sta più con lei / Luca dice sono come sono / E stanotte io mi faccio un uomo" tutti mi avrebbero detto "Grande! Numero uno! Pugno chiuso, gombagno! Tu lavori io magno!", invece siccome ho cantato una cosa in contrasto, cioè che Luca era gay, che dimostra comunque che se una persona non sta bene in una condizione può cambiare, mi hanno dato del fascista, razzista, contrario ai gay. Ma non è scientifico che un gay resterà sempre un gay, si può cambiare, lo dicono anche le associazioni gay"

Meglio quindi un bambino adottato da una coppia etero rispetto ad una gay

"Per me è così, invece nel Nuovo Ordine Mondiale passano altri messaggi. La pedagogia, la scienza dell'educazione dicono certe cose in modo molto chiaro: i bambini devono avere due figure genitoriali ben distinte, una madre e un padre. Alla fine una casa-famiglia è piena di persone preparate. I bambini che non hanno una mamma e un papà è giusto che vengano affidati a una casa-famiglia e poi, nel caso, ai milioni di coppie eterosessuali che non possono avere figli"

E se avesse un figlio gay? Come reagirebbe il cantante?

"Mi farei sicuramente delle domande. Ognuno di noi è la somma delle persone che ha conosciuto nella vita, degli eventi, dei film, delle cose che ha conosciuto. Dal momento che nessuna scienza prova che si nasce gay o interisti o scienziati o comunisti, a parte il colore dei capelli, degli occhi e della pelle. Non è che mi chiederei dove ho sbagliato io, mi farei delle domande"

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