Gli auguri di Natale 2010: "Caro Babbo Natale..."

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Questa non è una lettera personale, vuole essere un generico modo di tornare bambini e inviare un'immaginaria lettera a Babbo Natale. E sperare in un miracolo o che la lettera venga aperta...

"Caro Babbo Natale, non so dire se quest'anno sono stato bravo oppure cattivo. Non so giudicare, forse perché di solito avviene il contrario e sono abituato ad essere giudicato io per primo. Tu vivi in un mondo fantastico, lontano da noi, e non so se le persone di cui ti circondi sono normali o meno. Mi spiego meglio: io sono gay, caro Babbo Natale. Mi piacciono gli uomini, ne sono attratto fisicamente e faccio sesso con loro. È qualcosa che ti turba? Forse non è una lettera che abitualmente ricevi, ma in questo momento, guardandomi intorno, sembri l'unica persona reale in un Paese assurdo. Qui da noi si giudicano i sentimenti, le persone devono seguire una regola base che non vuole essere messa da parte per il buon senso: un uomo deve amare una donna e viceversa.

Sai, Babbo Natale, non tutti i miei amici sanno di me. Con alcuni di loro uso una maschera, fingo, e mento. Li guardo negli occhi e mi spaccio per una persona che non sono. Mi sembra di ingannarli e di fargli credere di essere un'altra persona. Non sono un attore, Babbo Natale, non ho mai voluto esserlo ma spesso sono costretto a farlo.

Con quasi tutti cerco di dribblare ogni domanda che la vita porta con sé: quando ti sposerai? Ma non vuoi un figlio? Sì, vorrei tanto sposarmi, quando troverò la persona giusta. Non sai quanto vorrei giurare a chi amo di restargli accanto per sempre. E questo mi provoca paura, timore e insicurezza. Temo di non trovarla mai e tempo, soprattutto, di non avere i mezzi per poter coronare il mio sogno. Non voglio fuggire in un altro paese per poi tornare a casa con il mio documento di nozze che, qui, in Italia, vale quanto un sottobicchiere.

Voglio guardare i miei genitori negli occhi e dirgli che amo un altro ragazzo. Voglio che mi chiedano di lui, non voglio più sentire quell'imbarazzo che nascerebbe ogni volta che sono con lui in mezzo ad altre persone. Non voglio più mentire, Babbo Natale, ma non voglio essere nemmeno più giudicato. Non resisto più alle scene in cui psicologi e politici si insultano per definire quello che è normale o diverso. Io sono io e voglio avere i diritti di chiunque altro. Le mie lacrime sono uguali a quelle di un eterosessuale, solo a volte bruciano di più. Perché ho un doppio dolore da portare dentro. E se almeno un uomo e una donna possono, apertamente, appoggiarsi l'uno all'altra, io non potrei farlo alla luce del sole.

Non ti chiedo regali quest'anno, Babbo Natale. Quando ero piccolo ti ho mandato molte lettere, ma non mi hai risposto. Per cui ne scrivo una adesso per compensare quelle a cui non hai mai dato retta. E non parlo solo per me, ma parlo a nome di tutti coloro che si sentono (e sono) normali e sono stanchi di essere considerati diversi.

Affido questa lettera al vento, chissà che in qualche modo non possa arrivare anche a te.

Firmato
Un qualunque ragazzo gay

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