Vanity Fair. GayLib tra Mara Carfagna e Barbara Berlusconi


Mara Carfagna è il ministro per le Pari Opportunità dal 2008. Prima il dicastero è stato affidato a Barbara Pollastrini. L’esponente del Governo Prodi provò a legalizzare, senza successo, le unioni di fatto eterosessuali e gay.

In due anni Mara Carfagna non hai avviato un dibattito sul riconoscimento delle unioni omosessuali. Contro l’omofobia ha sfoggiato solo una campagna. Se la proposta di legge di Paola Concia, riguardante appunto i crimini contro gay e lesbiche, non è passata la colpa è anche sua.

Come ministro per le Pari Opportunità si sarebbe dovuto impegnare di più avviando un dibattito serio, prima, e criticando il suo partito, dopo, come ha dimostrato di saper fare se il dibattito politico è di suo interesse.

Non più tardi di un mese fa al Mattino dichiarava la sua volontà di uscire dal Pdl a causa dei contrasti con Nicola Cosentino, coordinatore campano del partito di Berlusconi. Così obiettiva verso la maggioranza non lo è stata quando il disegno di legge di Paola Concia è stato bocciato.

Con gay e lesbiche Mara Carfagna non si è comportata bene. Negarlo è ipocrita. Malgrado questo dato di fatto l’esponente politico è difesa puntualmente dalle associazioni omosessuali che ormai intervengono anche se il dibattito non è di loro competenza.

GayLib ha polemizzato contro Barbara Berlusconi che dalle pagine di Vanity Fair aveva invitato il ministro a non lamentarsi:

“La cosa più grave è che Mara Carfagna trovi il coraggio di lagnarsi. A volte bisogna avere il pudore di tacere. Se si sente discriminata lei, che dai Telegatti è diventata ministro, la cosa assume dimensioni ancora più grottesche”.

Daniele Priori di GayLib, qui l’intervista che ha rilasciato a Queerblog, ha chiesto alla figlia del premier di rivedere le proprie posizioni.

“Mara Carfagna - sottolinea Priori - è il miglior ministro delle Pari Opportunità che l’Italia abbia avuto fino ad oggi. Barbara Berlusconi faccia sfoggio del coraggio e dell’umiltà dimostrati dalla Carfagna nello schierarsi apertamente contro certi poteri forti radicati nella vecchia politica meridionale prima di sparare giudizi”.

Il rappresentante di GayLib dovrebbe, probabilmente, parlare a titolo personale e non per l’associazione che dovrebbe intervenire solo quando al centro del dibattito ci sono i problemi degli omosessuali.

Dire la propria anche su questioni che poco hanno a che fare con i gay di destra potrebbe minare la credibilità di GayLib e dello stesso Priori. L’associazione attaccando Barbara Berlusconi ha dimostrato di avere come modello di riferimento il premier e alla sua naturale propensione di anteporre la presenza al pensiero.

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