Dieci anni di carcere per don Pezzini


Don Domenico Pezzini ha 73 anni. Prima di essere arrestato esercitava il proprio sacerdozio nella diocesi di Lodi. Pezzini tra il 2006 e il 2009 ha molestato un ragazzo del Bangladesh. Il minore, all’epoca, aveva meno di 14 anni. Il prete per gli abusi commessi dovrà scontare dieci anni di carcere e pagare un risarcimento, ancora provvisorio, di 50mila euro.

Pezzini era conosciuto come “il prete dei gay”. Alle persone che con lui condividevano un gruppo di omosessuali cattolici non aveva mai raccontato come conciliava, male, la sua sessualità, malata, con la fede cattolica.

Dalla vicenda escono male sia la comunità rappresentata da Benedetto XVI che quella gay che Pezzini frequentava. Possibile che nessun amico omosessuale del prete abbia mai avuto un sospetto sulla sua condotta sessuale? No. Sostenere il contrario sarebbe ipocrita.

I gay e le lesbiche che, giustamente, protestano contro il Papa e il suo tentativo di contenere gli scandali sessuali della Chiesa dovrebbero riflettere sulla vicenda di don Pezzini. Urlare “Al lupo, al lupo” non serve. Per migliorare la società bisogna conosce il problema e trovare delle soluzioni. Protestare non basta. Uno come Pezzini si sarebbe dovuto riconoscere e denunciarlo. Un omosessuale come Pezzini non si sarebbe mai dovuto occupare di gay credenti. Invece...

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