Chiara Moroni (Fli) è troppo gay-friendly per il terzo polo


Chiara Moroni è una deputata. Lo scorso agosto ha lasciato il Popolo della Libertà per aderire a Futuro e Libertà, il gruppo parlamentare di Gianfranco Fini, presidente della Camera. Di Chiara Moroni ci siamo già occupati su Queerblog.

A Klaus Davi l’esponente politico aveva detto di essere favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto:

“Impedire a priori le unioni gay è una forma di discriminazione inaccettabile”.

Secondo Il Giornale, il quotidiano di Alessandro Sallusti, le posizioni gay-friendly di Chiara Moroni potrebbero compromettere la creazione di un terzo polo. Questa coalizione politica dovrebbe esser formata da Fli, l’Udc, di Pierferdinando Casini, e l’Api, di Francesco Rutelli.

Scrive Anna Maria Greco:

“Per la Moroni le leggi in materia etica «non possono essere dettate da un soggetto esterno alla politica», cioè la Chiesa. Né vale la «disciplina di partito», ma deve essere lasciata «libertà di coscien­za». Se così non sarà, la Moroni sosterrà «azioni o iniziative promosse da altri su questi temi».

È una vera sfida e Luca Volontè dell’Udc le risponde duramente. «Chiara Moroni rincorre Pannella e spara fuoco amico sul Polo della Nazione? Nel Ppe, il Partito popolare europeo, i valori cristiani, la dignità della persona (dal concepimento alla morte naturale), famiglia, libertà sociale, economia sociale di mercato sono imprescindibili». Posizioni che sembrano inconciliabili”.

La tesi della giornalista piace a Carlo Giovanardi del Pdl. Secondo l’esponente della maggioranza le posizioni libertarie e laiciste della Maroni non sono compatibili con il Governo. Forse Giovanardi non si è informato bene prima di essere intervistato dal Giornale. Chiara Moroni è gay-friendly fuori dalla maggioranza.

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