Forum gay - Parla con Queerblog: Alberto, 31enne che non capisce il mondo gay

Forum gay - Parla con Queerblog: Alberto, 31enne che non capisce il mondo gay

Mentre vi ricordo che è possibile continuare a scrivere a Parla con Queerblog, mandandoci una mail all'indirizzo info@queerblog.it, oggi pubblichiamo un'altra lettera che ci è arrivata in redazione.

Chi ci scrive è Alberto, un ragazzo di 31 anni, gay dichiarato, che spesso non sembra riconoscersi nel mondo Lgbt e che non riesce a capire il modo di comportarsi della maggior parte dei gay. Leggiamo quello che ha da dirci:

"Caro Desperategayguy, sono Alberto, un ragazzo di 31 anni di Roma, sono dichiarato da ormai 6 anni e fortunatamente sia in famiglia che con gli amici non ho avuto alcun problema. Il mio coming out anzi è stato visto come una forma di sincerità ulteriore e i rapporti con amici e parenti non hanno fatto altro che consolidarsi. Sono una persona solare, decisamente romantica e a volte forse anche un po' fanciullesca nel modo di vedere il mondo e le cose della vita. Sono anche spigliato, però a volte timido nelle questioni amorose. Ti scrivo però per un problema che da tanto tempo mi attanaglia : non comprendo la maggior parte del mondo gay"

Le lettera continua:

Già quando mi ritrovo da solo all'interno di una disco gay tendo a sentirmi completamente fuori posto o spaesato, quasi come se fossi entrato in un'altra dimensione, anche se poi alla fine finisco per ballare e divertirmi, ma solo perché adoro ballare in generale: il contesto il più delle volte mi lascia un po spiazzato. Ma il problema più grande che incontro nasce nel momento in cui si tratta di uscire con qualcuno, o anche nel caso in cui un rapporto sentimentale c'è stato, perché avverto il più delle volte la totale mancanza del coraggio di dire come stanno le cose parlandone e vedo che tante e tante persone preferiscono il più delle volte sparire, non rispondere al telefono ed eclissarsi piuttosto che dare anche uno straccio di spiegazione. Mi è successo ad esempio che, uscito con una persona e, essendomi sentito rassicurato da lui sul fatto che fosse stata una bella serata, mi sia messo d'accordo con lui per una seconda uscita,e che questa persona sia poi sparita nel nulla subito dopo senza una spiegazione.

Il comportamento di alcune persone sembra quasi contrastare con quelle che, a voce, invece dicono:

O che alcuni abbiano preferito non rispondere ai miei messaggi, ignorandoli completamente. Ma mi è accaduto anche che dopo un rapporto abbastanza lungo, in cui, dopo la fine di esso, mi veniva assicurato che la persona in questione ci teneva a me, che questa poi non mi abbia più dato sue notizie, cosa che inizialmente mi ha rattristato molto. Non che io sia una persona per così dire "semplice", ad esempio quando amo una persona io ci metto tempi biblici a superare la fine della storia. Il fatto è che io finché non provo dei sentimenti per un'altra persona difficilmente mi lascio andare. Però per quanto io sia "strano" comunque non capisco il perché sparire senza un minimo di spiegazione, in fondo ci vorrebbe talmente poco a spiegare in due parole ad una persona cosa si pensa e invece il più delle volte si preferisce trincerarsi dietro un silenzio che invece a mio parere non fa bene a nessuno. Tu cosa ne pensi a riguardo? E gli altri lettori?

Nelle parole di Alberto mi sono ritrovato anche io più volte. Mi è capitato di conoscere persone in discoteca, magari anche baciarle, per poi il giorno dopo trovare il totale silenzio dall'altra parte, come fossi stato considerato la sbornia (da non rifare) della sera prima. Non credo che dipenda esclusivamente dal mondo gay ma, allo stesso tempo, credo che in un mondo al 100% maschile, i comportamenti possano essere ancora più complicati e meno "gentili". Spesso sembra che una persona possa avere lo spazio di una sera e basta: il giorno dopo è già un'altra storia.

Per quanto riguarda, invece, la persona che dopo una relazione ha promesso di non scomparire e poi l'ha fatto, non credo sia stata una grossa perdita. Del resto inseguire una persona o 'costringerla' a farsi sentire cercandola sempre per primi, non gioverebbe e non permetterebbe di costruire nessun rapporto. È proprio nella libertà più totale che si scopre come una persona è davvero fatta, nel bene o nel male.

Ora tocca a voi, lettori: cosa pensate di quello che Alberto ci ha scritto?

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