La commissione Giustizia della Camera approva il ddl sull’omofobia

Da venerdì 26 luglio il ddl sull’omofobia e la transfobia sarà in aula, ma il mondo politico è diviso.

Quali sono le cause dell'omofobia?

La commissione Giustizia della Camera ha approvato il disegno di legge che introduce il reato di omofobia e transfobia in Italia. Il provvedimento è stato licenziato con il sì di Pd, Pdl e Sel; si sono invece astenuti M5S e Scelta Civica; la Lega ha votato contro. Il ddl arriverà in aula venerdì 26 luglio. La commissione Giustizia della Camera ha deciso di rinviare l’esame degli emendamenti direttamente all’aula così da incardinare il provvedimento prima della pausa estiva.

Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, in accordo con il premier Enrico Letta, si è opposto a un rinvio, che era stato auspicato con una moratoria sui temi etici:

Ho grande rispetto per i temi etici e per la libertà di scelta quando si toccano temi che riguardano le coscienze. Ma una legge che contrasti l'omofobia non c'entra nulla con i temi etici, riguarda il codice penale, e l'introduzione di norme efficaci, che da troppo tempo attendono una approvazione, è urgente e non più rinviabile.

Anche Epifani ha detto la sua in merito:

Lasciamo lavorare le commissioni che trovino gli accordi. Per la legge sull’omofobia stanno lavorando e sono a un passo dalle intese in commissione. Io credo che se si raggiunge un’intesa possiamo avere una buona legge. Quel che si può e si deve fare per rendere il paese più avanzato, più civile io credo che vada fatta. Si può accettare un rinvio quando c’è un tema economico, perché devi trovare i soldi, le risorse, devi poterle spendere con criterio, lì è comprensibile. Su altre questioni su cui si può lavorare si lavori. Ma io sono abbastanza fiducioso.

Però c’è spaccatura all’interno delle forze di governo (nulla di nuovo sotto il sole…), tanto che la mediazione che si sta portando avanti ha la forma di un emendamento dei relatori Ivan Scalfarotto (Pd) e Antonio Leone (Pdl) che riscrivono la proposta di legge riassumendola in un solo articolo che, in pratica, estende la legge Reale-Mancino sull’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici religiosi o nazionali, anche alle motivazioni di omofobia e alla transfobia. E spariscono le definizioni “orientamento sessuale” e di “identità di genere” (tanto invisi al PdL) come anche la previsione della rieducazione con destinazione ai servizi sociali in caso di condanna.

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