Ban Ki-moon è contro l’omofobia ma l’Onu non tutela i gay

Ban Ki-moon, segretario delle Nazioni Unite, non è noto per le sue posizioni gay-friendly. Dal 2006, anno in cui ha sostituito Kofi Annan, non preso quasi mai le difese degli omosessuali che nel mondo sono uccisi a causa del loro orientamento sessuale.

Ban Ki-moon prima di lavorare per l’Onu è stato un diplomatico per la Corea del Sud, sua terra natale. Questa esperienza ha fatto di lui un politico medio, il classico stereotipo che prova a giustificare gli errori fatti con dichiarazioni buoniste. Pur di non ammettere l’errore commesso dalle Nazioni Unite, che nelle scorse settimane hanno approvato un provvedimento che non condanna gli stati che uccidono i gay, Ban Ki-moon ha fatto sapere di volersi impegnare per tutelare gli omosessuali perseguitati nel mondo:

“Su questo pianeta, gli essere umani devono essere trattati come tali. La disapprovazione personale e/o della società, non deve essere un pretesto per arrestare, fermare, imprigionare, torturare o molestare nessuno. Insieme, possiamo ottenere l’abrogazione di leggi che criminalizzano l’omosessualità, che consentono una discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, che incitano alla violenza. Per combattere questa brutta piaga, invito tutti a parlarne… in casa, a lavoro, a scuola, nelle nostre comunità. Abbiamo osteggiato le forze conservatrici cercando di mantenere organizzazioni come IGLHRC fuori delle Nazioni Unite e sofferto alcune battute d’arresto contro governi omofobi per eliminare o prevenire la tutela dei diritti umani per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

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