Moratoria su temi etici come nozze gay e omofobia?

Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi del PdL propongono di mettere da parte i temi etici – come matrimonio ugualitario e legge contro l'omotransfobia – perché i problemi “sono altri”.

Facepalm

Siamo alle solite: in tempi di crisi e di emergenze (sono anni che siamo in emergenza o sbaglio?), meglio mettere da parte i diritti e pensare a risolvere i problemi “veri”. Come se i diritti fossero problemi falsi. E poi si risolvessero almeno i problemi “veri”, invece non si fa proprio un bel niente. Ci riferiamo alla moratoria sui temi etici proposta da Maurizio Lupi, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini e Maurizio Sacconi del PdL. Secondo loro

Nel momento in cui l'Italia affronta una straordinaria depressione civile, economica e sociale combinata con una persistente fragilità politico-istituzionale, appare necessario evitare l'introduzione di elementi divisivi nel senso comune del popolo con particolare riferimento ai principi della tradizione, dalla vita alla famiglia naturale, alla libertà educativa.

In soldoni: lasciamo perdere i matrimoni gay, le coppie di fatto, la legge sull'omofobia e il testamento biologico… che i problemi sono altri.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta:

È innanzitutto una mistificazione includere l’omotransfobia tra i temi eticamente sensibili. La tutela dei cittadini e delle cittadine gay, lesbiche e trans dalle violenze e dalle discriminazioni che subiscono quotidianamente non può sollevare alcun dubbio etico. I parlamentari del Pdl che usano questa formula lo fanno per camuffare maldestramente l’ennesimo opportunismo asservito agli interessi del Vaticano. Legiferare è il primo compito di chi siede un Parlamento chi oggi cerca di disattendere a questo dovere denuncia pubblicamente la propria inadeguatezza al ruolo che ricopre.

Le associazioni nazionali lgbt (Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Equality Italia, Mit – Movimento Identità Transessuale) hanno inviato alla presidente della Camera Laura Boldrini e per conoscenza ai Capigruppo, una lettera in cui si chiede il rispetto dei tempi previsti per l’iter della proposta di legge sull’omofobia e la trasnfobia e hanno anche chiesto di sventare ogni tentativo di rinvio, su un tema che è ben conosciuto dai gruppi politici, che da alcune legislature discutono senza approdare a un risultato concreto.

Contrario anche Giancarlo Galan, sempre del PdL come i quattro che hanno proposto la moratoria:

È nostro dovere trovare soluzioni, dare risposte, predisporre misure in grado di abbattere le barriere che quotidianamente incontrano i cittadini. Questo vale tanto in termini economici che civili. La nostra gente ci chiede passi avanti per il paese, ci chiede condizioni di vita migliori: ripresa economica, maggiori diritti. Dobbiamo riportare i nostri cittadini ad avere riconosciuti più diritti civili e personali nel proprio paese così che non debbano cercarli altrove. Non è tempo di moratorie, è tempo di riprendere un cammino di sviluppo.

Foto | Alex E. Proimos [CC-BY-2.0], via Wikimedia Commons

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