Da domani parlare di gay in Lituania potrebbe costare fino a 2900 euro

Da domani parlare di gay in Lituania può costare fino a 2900 euro

Domani, 16 dicembre, il parlamento lituano voterà una proposta di legge – di cui vi avevamo già parlato – che prevede multe da 580 a 2900 euro per le attività di “promozione delle relazioni omosessuali”. Se la legge sarà approvata si tratterà di una criminalizzazione in piena regola dell'omosessualità. Oltre al divieto di parlare di omosessualità – o come dicono i sostenitori della legge di fare apologia dell'omosessualità – con l'approvazione della legge sarebbe vietato partecipare a manifestazioni esterne a tematica gay (come, per esempio, il Gay Pride) o anche semplicemente informare sui diritti umani e omosessualità, organizzare campagne per la salute sessuale per non parlare di festival di cinema gay o rassegne librarie a tema. Insomma, la Lituania vorrebbe ridurre a zero la visibilità gay nella propria società. Tale legge, inoltre, violerebbe tutta una serie di diritti umani, tra cui quello della libertà di espressione e il principio della non discriminazione.

Amnesty International non ci sta e invita tutti a firmare un appello – anche online – indirizzato a Irene Degutiene, Presidente della camera dei deputati della Lituania, per

“garantire che qualsiasi emendamento legislativo sia coerente con il diritto alla libertà di espressione e il diritto alla libertà di riunione e con il divieto di discriminazione di qualsiasi genere” e assicurare “a tutte le persone un'equa ed efficace protezione contro la discriminazione, inclusa la discriminazione basata sull'orientamento sessuale”.

Succede anche questo negli Stati membri dell'Unione Europea.

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