Forum gay - Parla con Queerblog: Cristina, bisessuale: "Non sempre ci sono i problemi con le altre persone! Fortuna, ma anche merito mio!"

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Lunedì abbiamo pubblicato la lettera di Alessandro. La sua storia cercava di descrivere la propria condizione di bisessuale, a volte emarginato dallo stesso mondo Lgbt di cui fa parte.

E siccome siamo una redazione in cui voi avete il nostro pieno interesse e rispetto, abbiamo deciso di pubblicare la storia di Cristina, una ragazza 27enne, bisessuale, che ha voluto raccontare la propria vita per rispondere direttamente ad Alessandro. E per testimoniare che, a volte, non è poi così difficile avere una vita tranquilla e serena...

Ciao, mi chiamo Cristina e ho 27 anni e anch’io sono bisessuale. Ho sempre provato attrazione per entrambi i sessi e fortunatamente non me ne sono mai vergognata anche se per ovvi motivi non l’ho sempre sbandierato ai quattro venti. La discriminazione da eterosessuali e da omosessuali l’ho vissuta anch’io ma tutto sommato la mia vita è stata facile. Voglio raccontare la mia storia perché non sempre essere di questo orientamento causa problemi insormontabili. Ho notato che quando si è sicuri di se stessi e ci si pone agli altri senza vergogna e senza imporre il proprio punto di vista l’interlocutore è più predisposto al dialogo e all’accettazione.

La lettera di Cristina continua:

Nella mia cerchia di amici si possono annoverare sia etero che tutti quelli sotto la categoria lgbtqi, la cosa è fattibile anche se a volte risulta difficile. In ogni caso non siamo gli unici ad aver problemi di accettazione. Chi è del Milan ha difficoltà a rapportarsi con un Interista, chi è di destra non comprende le idee di sinistra, ma ciò non vuol dire che non ci si possa rispettare. Non dobbiamo piacerci per forza tutti, se fosse così semplice non ci sarebbe il detto che gli amici si contano sulle dita di una mano e questo vale per chiunque! Ho avuto storie sia con uomini che con donne, ho una vita normale, un lavoro che mi piace, dei colleghi fantastici con cui vado d’accordo e che conoscono anche la mia vita privata e anche se i miei genitori aspettano un nipotino, accettano le persone con cui sto a patto che siano brave persone. Probabilmente sono stata fortunata, ma voglio credere che in parte sia anche merito mio. Voglio credere che le persone possano trovare simpatia per me indipendentemente da con chi sto e che gioiscano o condividano con me per le relazioni che nascono e muoiono. La vita è a volte difficile a prescindere, ma se si è rispettati e stimati con le persone intelligenti si può parlare e anche se queste non sono d’accordo con il tuo orientamento e ti criticano, possono pur sempre apprezzarti come persona. Tra l’altro ho da poco finito di leggere un libro sulla bisessualità, si chiama “Due non è il doppio di uno”, un romanzo che mi ha aiutata a svelare gli ultimi dubbi. Un libro che contiene delle spiegazioni alle domande più comuni e che smantella i pregiudizi su questo orientamento. Forse mi è piaciuto molto perché in alcune parti mi ritrovo a pensarla come uno dei protagonisti o semplicemente perché ho scoperto che c’è qualcuno che l’ha “vissuta” come me. Per quello che vale, ho una vita serena. Nelle parole di Alessandro mi ci ritrovo solo in parte.

Cristina ricorda anche la sua infanzia:

Sono stata presa in giro da piccola pure io, ma non perché scrivevo poesie, ma per altri motivi, come il mangiare le carote alla ricreazione quando tutti mangiavano i crakers Doria dalle macchinette, per il mio cognome e perché non avevo la Tv in casa e tanti altri motivi. Ma a trovare qualcuno che viene preso in giro non bisogna cercare lontano, il mio vicino di banco era messo peggio ed era un ragazzo normale, solo che non era un maschio alfa (per così dire). Ho anche avuto storie con bisessuali e forse sono state le storie più tranquille, ma ci sono tanti che credono di esserlo quando in realtà sono tutt’altro e ce ne sono altrettanti che credono di non esserlo quando invece lo sono.

Quindi specifica:

Con tutta questa confusione intorno a questo termine è forse il caso di dare una definizione più appropriata di quella che si trova in giro. Certo, il principio è l’attrazione per entrambi i sessi, ma non significa essere ninfomani, non significa essere infedeli, non significa menage a trois. Io credo che ci si possa innamorare di chiunque se solo si ha la mente abbastanza aperta per accettarlo. A volte l’amore viene camuffato in amicizia solo perché si crede di non poter avere una storia con una persona del proprio sesso, altre volte siamo noi a decidere di chi innamorarci, ma se seguissimo veramente il nostro cuore, allora chissà, potenzialmente potremmo innamorarci di chiunque. Con questo però non voglio dire che chi è etero o omosessuale stia sbagliando tutto nella vita, dico solo che a volte la vita è imprevedibile e che se accade ciò che non ci si aspetta dovremmo avere il coraggio di affrontarlo, o per lo meno lasciare la libertà agli altri di farlo. In ogni caso il libro che ho letto è scritto molto bene e spiega con chiarezza cosa si intende con il termine bisessualità, o per lo meno come la intendo io.

Un'esperienza decisamente diversa da quella dura e non semplice confidataci da Alessandro. Ma del resto qui no si decide chi ha ragione o chi ha torto, semplicemente perché non c'è nessun paragone. Le parole di Cristina, ragazza bisessuale, descrivono un ambiente decisamente diverso da quello spesso sentito. È davvero solo questione di fortuna o, come spiega lei, è anche come ci si pone con gli altri? È davvero 'tutto qui' il problema?

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