Wikileaks. Il Vaticano è contro i gay solo in Italia


Non tutti i file di Wikileaks raccontano dei fatti già noti all’opinione pubblica. Alcuni dei documenti pubblicati da Julian Assange confermano delle supposizioni che negli ultimi anni sono state fatte.

Il Vaticano non sarebbe sempre omofobo. Benedetto XVI, secondo Wikileaks, odia i gay solo di alcuni paesi. Il Papa prova a bloccare il riconoscimento delle unioni omosessuali solo dove la politica, ipocrita, legifera considerando il credo religioso di una parte della popolazione ma non la costituzione.

Nel 2006, secondo Assange, il Pontefice non polemizzò con Zapatero sull’apertura del matrimonio alle coppie gay perché la Spagna aveva dimostrato in passato di essere poco ricettiva alle direttive del Vaticano.

Il silenzio del Papa non deve stupire. Benedetto XVI in altre occasioni ha preferito tacere. Nel 2009 si rifiutò di collaborare con l’Irlanda sulle indagini aperte contro i preti pedofili.

“Il Vaticano, si legge ne rapporto riservato, si rifiutò di collaborare con l'Irlanda in merito alle indagini sull'abuso di sei bambini da parte di preti cattolici di Dublino perché le richieste non arrivarono da canali ufficiali. Il governo irlandese, secondo la Santa Sede, non ha rispettato e protetto la sovranità del Pontefice”.

Benedetto XVI, collaborando con l’Irlanda, avrebbe potuto sistemare gli errori commessi dal predecessore Giovanni Paolo II. Nel 2002, sempre secondo quanto rivelato da Wikileaks, Angelo Sodano, all’epoca segretario dello stato Vaticano, chiese a James Nicholson, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, di intervenire affinché fossero chiamati in giudizio solo i vescovi ma non il Vaticano a cui tutti loro dipendevano.

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