Paolo Poli: “A 81 anni suonati do ancora scandalo”



Pier Paolo Pasolini è nella memoria di tutti. Lo è per diritto. In Italia non è esistito un intellettuale grande come lui. Persino Saviano, che in più occasioni è stato paragonato a Pasolini, sembra non avere quelle caratteristiche che hanno reso lo scrittore una vera, propria e irripetibile eccezione.

Pasolini, proprio per la sua grandezza, ha nel tempo cannibalizzato gli altri omosessuali che in Italia sono stati i rappresentanti della cultura gay. Le volte in cui si ricorda il cantautore Umberto Bindi sono sempre troppo poche.

I media glbtq sembrano ormai convinti che la stagione che Pasolini ha rappresentato sia morta con lui. Nessuno ormai prova a raccontare ai giovani gay la storia delle generazioni che li hanno preceduti. Per questo motivo ogni intervista che Paolo Poli rilascia vale la pena di essere ripresa. Di seguito trovate alcune delle dichiarazioni che l’attore ottantenne, allontanato dalla Rai proprio a causa della sua omosessualità, ha rilasciato a MarieClaire.

“Tanti anni fa, un ragazzo del Sud mi disse: «Non sei giovane, non sei bella, non sei donna. Eppure hai la malizia». Eh già, ho portato la fiaccola del peccato in quei luoghi innocenti. Ma lo sa che do ancora scandalo? Io! A 81 anni suonati! Il vescovo di Barletta - che poi a me i meridionali piacciono tanto - in un’omelia ha tuonato ai suoi parrocchiani: “Non andate a vedere gli spettacoli di quello lì”. Ma non è meraviglioso?”

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