Lobby gay in Vaticano copre monsignor Ricca? Rapporti omosessuali nel suo passato

In un recente articolo sulla lobby gay in Vaticano, L'Espresso ha raccontato il passato (?) omosessuale di monsignor Battista Ricca

Vaticano gay

L'Espresso

ha recentemente indagato sul passato di monsignor Battista Ricca, presunto prete gay che il Vaticano starebbe coprendo da tempo immemore e senza che Bergoglio sapesse qualcosa: sì, perché papa Francesco - che si è proposto come elemento di innovazione e drastico cambiamento rispetto al passato - gli ha affidato un importante incarico presso lo Ior, ma non sapeva nulla della vita dell'uomo. Così come sapevamo poco e niente noi, fino a prima dell'indagine dell'Espresso.

Ricca ha cinquantasette anni, è originario di Brescia e ha alle spalle una importante carriera diplomatica.

"Ma ha conquistato la fiducia di Bergoglio - si legge sulla rivista - in un'altra veste, inizialmente come direttore della residenza di via della Scrofa nella quale alloggiava l'arcivescovo durante le sue visite a Roma, e ora anche come direttore della Domus Sanctae Martae nella quale Francesco ha scelto di abitare da papa".

Solo dopo la nomina, il pontefice

"è venuto a conoscenza, da più fonti, di trascorsi di Ricca a lui fin lì ignoti".

Parliamo di presunte relazioni gay che monsignor Ricca avrebbe avuto nel 1999 durante la nunziatura di Montenvideo, in Uruguay, dove avrebbe stretto amicizia con il capitano dell'esercito svizzero Patrick Haari:

"L'intimità di rapporti tra Ricca e Haari - racconta L'Espresso - era così scoperta da scandalizzare numerosi vescovi, preti e laici di quel piccolo paese sudamericano, non ultime le suore che accudivano alla nunziatura. Anche il nuovo nunzio, il polacco Janusz Bolonek, arrivato a Montevideo all'inizio del 2000, trovò subito intollerabile quel rapporto e ne informò le autorità vaticane, insistendo più volte con Haari perché se ne andasse. Ma inutilmente".

E non è finita qui. L'Espresso racconta pure che monsignor Ricca:

"incappò in più di un incidente per la sua condotta sconsiderata. Un giorno, recatosi come già altre volte in un locale di incontri gay, fu picchiato e dovette chiamare in aiuto dei sacerdoti per essere riportato in nunziatura, con il volto tumefatto".

Lo stesso anno

"in piena notte l'ascensore della nunziatura si bloccò e di prima mattina dovettero accorrere i pompieri. I quali trovarono imprigionato nella cabina, assieme a monsignor Ricca, un giovane".

L'Espresso

conclude tutto dicendo che "una coltre di pubblico silenzio ha coperto fino ad oggi quei trascorsi del monsignore", perché "in Vaticano c'è chi ha promosso attivamente questa operazione di copertura".

Non sappiamo se tutto questo sia vero o meno, né ci sentiamo di giudicare (non è l'omosessualità del prete a scandalizzarci quanto il fatto che frequentasse qualcuno, il che è ovviamente proibito); papa Bergoglio, comunque, darà sicuramente delle risposte chiare. Si spera, almeno.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: