USA: il senato boccia l'abolizione del “Don't ask, don't tell”

USA: il senato boccia l'abolizione del Don't ask don't tellNulla di fatto: per la seconda volta in tre mesi, non passa l'abrogazione del Don't ask, don't tell, che, così, rimane in vigore negli USA. Affinché venisse abrogata la norma era necessaria una maggioranza qualificata di sessanta voti: a votazione avvenuta, invece in cinquantasette si sono detti favorevoli all'abrogazione e in quaranta hanno detto no. I democratici, che avevano proposto l'abrogazione della norma, ritenevano di poter ottenere i pochi voti che servivano a superare il “filibustering” procedurale e aprire così il dibattito vero e proprio sulla cancellazione del DADT. Nonostante l'appoggio del Pentagono, del segretario della Difesa e di altre forze politiche, il Don't ask, don't tell rimane, quindi, in vigore.

Al momento attuale, la senatrice repubblicana Susan Collins e il senatore indipendente, ma filodemocratico, Joseph Lieberman starebbero lavorando per la presentazione di un'iniziativa congiunta con carattere di urgenza per la votazione unica ed esclusiva dell'abrogazione del DADT (che al momento è inserito nel pacchetto National Defense Authorization Act); secondo la Collins ci sarebbero numeri a sufficienza per l'abrogazione.

Se anche quest'iniziativa dovesse fallire, le speranze dei militari gay e lesbiche statunitensi sarebbero tutte sulla sentenza della giudice della California Virginia A. Philips che nei mesi scorsi ha dichiarato incostituzionale il Don't ask, don't tell. Al momento la sentenza della Philips è sospesa per decisione della Corte d'Appello di San Francisco, decisione avallata dal Tribunale Supremo.

Foto | Flickr

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