La sensazione è simile a quella seguita alle rivelazioni di Wikileaks: niente di nuovo in realtà, ma fa effetto trovarlo nero su bianco. Sto parlando dei gay italiani, delle loro abitudini e delle loro scelte di vita, come emergono dalla ricerca europea Emis, che la scorsa estate ha raccolto più di 180.000 questionari in 25 lingue da 38 Paesi.
I gay italiani - che hanno risposto in buon numero al questionario (più di noi solo i tedeschi e gli inglesi) - conoscono abbastanza bene l’Hiv, sia come si trasmette sia come può essere trattato, non si sottopongono con troppa frequenza al test (meno di francesi, spagnoli e russi), ma soprattutto sono poco visibili: il 44,7% degli intervistati è visibile come gay, contro il 65, 68 e 64 per cento di Spagna, Francia e Germania e l’81% dei Paesi Bassi.
In pratica l’Italia è un paese di “velate”, di gay che nella maggioranza dei casi vivono la propria omosessualità in modo nascosto, senza rivelarlo ai parenti, ai colleghi di lavoro, a volte persino agli amici. Non è questione di “sbandierare” o andare a raccontare i fatti propri, ma semplicemente non doversi preoccupare di farsi sfuggire una parola di troppo.
In ogni caso, qual è la novità? Un po’ tutti potevamo immaginare questa situazione, ma leggerla su un rapporto fa ancora più effetto, specie se confrontata alla realtà di altri paese. Attenzione, poi! La ricerca è stata effettuata via internet, attraverso i siti di associazioni gay, come Arcigay, Mario Mieli, ecc, e anche siti di chat e incontri, come Gayromeo e Manhunt. Quindi si parla già di persone che hanno fatto un passo, anche se piccolo a volte, verso l’accettazione di sé: e di questi meno della metà è visibile! Figuriamoci gli altri, quelli che frequentano solo parchi o parcheggi e piazzole di sosta.
Un elemento positivo, che emerge da questi dati preliminari, è la conoscenza abbastanza corretta dell’Hiv, del contagio e delle terapie. Un segnale che almeno in questo le informazioni circolano e basta poco per essere consapevoli dei rischi eventuali cui si può andare incontro.
Tra i maschi che fanno sesso con altri maschi in Italia il 6,9% si dichiara sieropositivo, circa uno su 15: un dato inferiore alla media dei paesi europei occidentali, ma in crescita.
wickhas
09 dic 2010 - 11:19 - #1Se siamo così bistrattati dal governo e dalla Chiesa
È perché la maggioranza degli italiani sono ipocriti
Scopano nei cespugli o sempre di nascosto
Sembriamo pochi perché la maggioranza di noi, è di velate
Perciò non ci si vede abbastanza e i nostri diritti non li avremo mai
Molti mandano avanti gli altri e stanno a casa con mammà e la fidanzata
Disgraziata
Alexpf
09 dic 2010 - 11:43 - #2Ma perchè “velate” con la e finale? E’ così degradante esere donne che per sminuire qualcosa si usa al femminile?
thomas83
09 dic 2010 - 11:48 - #3Sante parole, @wickhas.
Se per magia uscissimo tutti allo scoperto, ci faremmo forza l’un l’altro e non dovremmo temere niente e nessuno.
the-truth-is-out-there
09 dic 2010 - 14:44 - #4Basti osservare le bacheCChe (anzi le info) di Facebook.
Su 100 gay che conosco, almeno 70 scrivono “mi piacciono: donne”.
Squallore e disgustorama.
aelred
09 dic 2010 - 15:39 - #5Alexpf,
hai ragione a sollevare il problema
ma nel post uso “velate” perché è slang e i gay lo dicono al femminile: è un retaggio della cultura maschilista che anche i gay hanno, in parte, introiettato
hamal
09 dic 2010 - 17:47 - #6questa cosa è verissima è nessuno lo può negare…ne conosco anche io a bizzeffe,(probabilmente perchè non frequento locali ecc) ma anche io sono diciamo per metà velato.. non perchè non mi accetto per quello che sono, ma perchè reputo questa cosa solo mia.. infatti sanno di me solo gli amici e le amiche più care.
Ho avuto la fortuna di incontrare una persona speciale dopo tanti problemi.. e sinceramente non mi importa quello che la gente pensa o meno..ci esco mi ci diverto e ci condivido tante cose.. quando saprò se è quello giusto probabilmente lo decanderò al mondo intero.. ma per ora io voglio aspettare è vivermela così come una cosa solo mia.
Come gay diciamo sono sempre stato un po strano anche perchè ho ritenuto il nostro pride a volte inutile perchè non facciamo capire agli altri quasi nulla..
per Alexpf anche io condivido il tuo pensiero più o meno.. mi hanno sempre dato fastidio i riferimenti femminili a noi uomini gay..per il semplice motivo che tutti i gay del mondo (come sia normale) si dividono tra molto femminili, i diciamo insospettabili e tra quelli nel mezzo e un pò ambigui.. io reputo questo, trattarci da donne un po degradante non perchè le donne siano inferiori a noi ma per il semplice fatto che ci danno per quello che non siamo e questo peggiora la situazione rendendoci ancora più diversi ai loro occhi.
madeinantarctica
09 dic 2010 - 19:22 - #7io direi che non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e credo che comunque vivere una vita in cui si possa manifestare tutto alla luce del sole sarebbe l’ideale per ogni gay, a parte alcuni ottusi che hanno un’ auto-omofobia talmente radicata che non sospettano neanche lontanamente che possa esistere una vita libera da sensi di colpa. Con questo voglio dire che il mancato coming out non è sempre una scelta di comodità ma a volte anche di necessità, perchè, credetemi, molti gay in Italia si trovano a vivere in contesti veramente assurdi in cui un coming out sarebbe veramente una tragedia, ricordiamoci che un gay che fa coming out è sempre un singolo che combatte contro una comunità e quindi è una cosa che richiede una grande forza d’animo che non tutti in determinati contesti o momenti della vita possono avere. Il coming out è un gesto molto coraggioso che può cambiare tanto, e dare la possibilità di dimostrare che il gay non è un mostro alieno, ma una persona normale che vive la sua vita giorno per giorno come gli altri. e se si trova in una comunità aperta ed è sostenuto dai familiari è normale che si senta incoraggiato a farlo (Vedi Tiziano Ferro), Ma ripeto, in certi contesti di provincia, può essere una vera lotta contro i mulini a vento. Ricordo una specie di pubblicità progresso che era su una rivista gay che mi diedero l’unica volta che andai al gay pride: raffigurava due genitori anziani seduti in poltrona il padre con il giornale e la madre con i ferri da calza e al centro una bella statua della madonna con tanto di lumino, fiori e centrini e la scritta: ADESSO PROVA A DIRLO! A significare che in alcuni contesti se non hai gli attributi…