June Jordan, poesia, bisessualità ed attivismo

Figura centrale della lotta per i diritti di tutte le minoranze, June Jordan spese tutta la sua vita a lottare per le cose in cui credeva.

June Jordan

Libertaria, indomita e fiera della proprie convinzioni, June Jordan (1936-2002) nacque ad Harlem da una coppia di giamaicani che a New York avevano inutilmente sperato di fare fortuna. Nonostante un menage familiare inquieto, la Jordan, stimolata dal padre, un impiegato delle poste, iniziò ancora bambina a scrivere poesie.Un amore per la letteratura che si irrobustì col passare degli anni e che portò la poetessa e futura attivista per i diritti di tutte le minoranze a frequentare scuole prestigiose, a diventare docente universitario presso università di gran nome.

Convinta sostenitrice di una politica di cooperazione e coordinamento tra tutte le minoranze, June Jordan fece sentire la sua voce non solo attraverso la poesia, ma anche attraverso saggi e conferenze, arrivando prima a sdoganare il concetto di bisessualità (allora inviso anche al movimento gay), poi a caldeggiare una condanna di tutte le varie etichette pronte a catalogare le persone secondo la razza, il credo sessuale o politico. Una battaglia che la poetessa non smise mai di portare avanti e che, neppure la sua morte avvenuta nel 2002, ha potuto arrestare del tutto.

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