Mauritz Stiller, da Greta Garbo a Hollywood

Fu il grande scopritore di Greta Garbo ed insieme partirono alla conquista di Hollywood, ma per il regista le cose andarono meno bene.

Mauritz Stiller e Greta Garbo

Alto, dinoccolato e diretto nei modi (la sua lingua poteva essere taglientissima), Mauritz Stiller (1883-1928) ripiegò giovanissimo in Svezia, lasciandosi dietro le spalle la Finlandia, allora parte dell’Impero russo. Il giovane Stiller non aveva nessuna intenzione di partire per il fronte ( infuriava allora la guerra russo- giapponese) e la città di Stoccolma non troppo lontana sembrava offrirgli un asilo sicuro. Una via di salvezza.

Una volta in Svezia il giovane iniziò a lavorare nel cinema prima come sceneggiatore, poi come regista diventando, almeno così si mormora, l’amante dell’attore Nils Asther, idolo delle platee femminili. Tuttavia fu l’incontro fatale con Greta Garbo, allora un’emerita sconosciuta, a gettare le basi per un mito che ancora oggi, nonostante tanta concorrenza, sopravvive senza affanni. Stiller, ormai un grande regista con l'attivo diverse pellicole di successo, divenne protettore e mentore della Garbo, insegnandole tutto, dalla gestualità allo stile al portamento (alcuni gli attribuiscono anche la paternità del nome).

Chiamati entrambi a Hollywood, Stiller ebbe il compito di dirigerla nel suo secondo film americano, La tentatrice, ma iniziarono subito i primi dissapori con la MGM e il regista venne prontamente sostituito a metà film. Chiamato alla Paramount diresse tre film di successo, ma la vita di Hollywood e le politiche dei grandi Studios non facevano certo per lui. Rientrato a Stoccolma, Mauritz Stiller morì poco dopo per una virulenta forma di pleurite.

Nella foto Greta Garbo e Mauritz Stiller in partenza per Hollywood

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