Suicida per il no al sacerdozio: c'entra l'omosessualità?


Due suicidi tragici negli ultimi giorni riaprono con violenza la questione del sacerdozio e dell'omosessualità dei preti, dopo le parole di Benedetto XVI, che nel libro intervista "Luce del mondo" aveva ribadito il no all'abito talare per i gay. Il 51enne don Sergio, che aveva subito l'outing dalle Iene (era stato sputtanato in tv in quanto omosessuale), si è tolto la vita qualche giorno fa buttandosi sotto il treno Milano-Venezia. A Orvieto, invece, un giovane diacono si suicida dopo che il Vaticano gli nega l'ordinazione e in giro si comincia a parlare di una sua presunta omosessualità.

Luca ha 27 anni, è già un diacono e il suo sogno è diventare sacerdote; anzi, il giorno dell'ordinazione è già stato fissato per il 7 dicembre 2010. A pochi giorni dalla cerimonia, però, arriva la delusione cocente: la Santa Sede respinge la sua richiesta perché "non è ancora maturo", anche se il suo vescovo, monsignor Giovanni Scanavino, ritiene che sia pronto a diventare prete. Così martedì Luca sale sulle mura di Oriveto e di sera, tra le 21:30 e le 22, si butta giù dopo avere scritto una lettera che esprime tutta la sua delusione e sofferenza.

Nella lettera il giovane, di origini pugliesi, ammette di essere "fragile" e chiede di pregare per lui per aiutarlo a ottenere il perdono di Dio; ma perché il Vaticano gli ha negato il sacerdozio?

Alcune voci, arrivate anche all'orecchio del procuratore di Orvieto, sostenevano che il giovane fosse gay, ma il vescovo respinge questa ricostruzione e parla piuttosto di non meglio precisati problemi legati alle sue amicizie. Resta il fatto che il diacono era stato allontanato dal seminario di Molfetta, poi era passato a Fermo e infine aveva completato la formazione teologica a Roma, all'Università Lateranense. Da lì si era spostato a Orvieto: due anni nella parrocchia di San Venanzo e tre in quella di Ficulle per diventare poi segretario del vescovo.

Non possiamo sapere - e non ci interessa - se questo diacono non ancora trentenne fosse gay: quello che conta è che il suo desiderio era diventare sacerdote e il no lo ha portato alla disperazione e al suicidio. Certo, se quel no fosse dovuto unicamente alla sua omosessualità, vera o presunta, la chiesa cattolica dovrebbe riflettere a lungo sulle sue ultime decisioni in materia di sacerdozio.

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