Il comune di Ferrara non riconosce un matrimonio lesbico


L’Italia cambia a prescindere da tutti coloro che non credono nel futuro. Le coppie omosessuali del nostro paese che si sposano all’estero aumentano. Poco importa se per il momento la loro unione non è riconosciuto da uno Stato paralizzato.

Un quotidiano on-line di Ferrara nei giorni scorsi si è occupato di Chiara Bonora. La donna dopo aver provato a sposarsi nella città dell’Emilia Romagna si è rifugiata a Barcellona dove la sua relazione esiste per la legge.

Dopo il matrimonio Chiara e la moglie sono tornate in Italia dove hanno provato a far valere la propria unione. Il comune che si era rifiutato di sposarsi non ha cambiato idea. Il matrimonio nel nostro paese non ha alcuna valenza. Da questo ennesimo rifiuto parte la battaglia delle due donne che per difendere il proprio matrimonio hanno deciso di rivolgersi alla Corte costituzionale.

Secondo loro sono il Comune se non riconosce la loro unione viola gli articoli 2, 3 e 29 della Costituzione, degli artt. 12 e 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dell’art. 12 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché degli artt. 7 e 9 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

In attesa di sapere come si pronuncerà la Corte costituzionale non ci rimane che ringraziare Chiara e la moglie. Sono persone come voi che rendono l’Italia un paese migliore.

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