Per la Santuzza, Palermo proietta il logo pride. Dissapori dalla Curia

I tempi cambiano, e anche il festino, con loro. Certamente da parte degli organizzatori non c'era alcuna intenzione di offendere, né, mi sento di aggiungere, di provocare, ma riconoscere, semmai, le differenze. Quelle diversità e pluralità che bisogna imparare a difendere e rispettare.

Per la Santuzza, Palermo proietta il logo pride. Dissapori dalla Curia

Il festino di Palermo celebra la ricorrenza dalla liberazione della peste, grazie alla processione delle reliquie della vergine Santuzza, ovvero santa Rosalia, per le strade. Si festeggia da 389 anni con alterne fortune, un carro in parata e giochi di fuoco a pioggia sul mare. La peste, quella che la Santuzza sconfigge, con gli anni ha cambiato volto e istanze.
Perché vi racconto questo? Perché sono palermitana, sono legittimata a farlo, da anni e anni di partecipazioni al festino, in cui si pasteggia a babbaluci (letteralmente lumache cucinate con olio, prezzemolo e aglio) e birrozza.

Una festa religiosa, ma anche profondamente pagana, che inneggia e gioisce per la ritrovata salute del corpo. Distante e caciarona, dalla processione solenne con l'urna, che avviene il giorno dopo, al pomeriggio.

Il festino invece è la notte in cui i palermitani, pigiati e sudati, mormorano desideri alla Santuzza, mentre giochi d'artificio, fra i più belli e scenografici, illuminano il cielo della Cala. Di qualsiasi etnia siano - molti Tamil sono devoti alla Santuzza - età e ceto sociale. Per una volta il palermitano pigro e indolente invade il centro, e si gode le luci pirotecniche, le musiche, le urla di devozione "W Palermo e W Santa Rosalia" e il caldo. Molto caldo.

Come tutte le agenzia stampa si sono affrettate a diramare, la Curia non ha gradito, in seno ai festeggiamenti, la proiezione, sulla facciata della Cattedrale, del logo del Palermo Pride inserite in una sequela di altre immagini, lo stesso evento nazionale che solo pochi giorni fa ha illuminato, per dieci giorni, la città.

Dal suo profilo facebook don Moscato, segretario particolare del Cardinale Romeo, ha scritto:

Vergogna! Stiamo toccando il fondo! L'ideologia omosessualista proiettata sul nobile portico meridionale della Cattedrale di Palermo in occasione del Festino della Patrona Rosalia! I simboli del gay pride e delle unioni omosessuali accostati ad un neonato.

E visto che il tema scelto quest'anno, per il festino era il futuro, molti bambini hanno sfilato in testa al carro della Santuzza, questo ha contribuito a indignare don Moscato:

Il carro fatto passare a Porta Felice da un cancello con motivi orgiastici. Ma chi può convincermi che è tutto normale? Ma chi può avere argomenti che difendano un vero e proprio insulto alla nobiltà della fede che la Santuzza ed anche la Cattedrale rappresenta? Chi può dirmi che non si tratti di sudicia provocazione? Questo è il futuro visto con lo sguardo dei bambini? No! Questa è strumentalizzazione dei bambini! Questo è un futuro imposto ai bambini da minoranze che hanno uno sguardo falso e deviato. L'unica paura è per i più piccoli che ci guardano.

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