Omofobia a Torino: ragazzi picchiati a calci, pugni e cinghiate

Il racconto di un ragazzo picchiato a Torino da un gruppo di omofobi

Torino-Omofobia

Domenica di sangue, violenza e omofobia a Torino. Paolo ha 25 anni ed è una delle vittima di una aggressione da parte di alcuni ragazzi, domenica scorsa. Lui stesso racconta l'accaduto, fin da quando si sono accorti che la situazione era pericolosa:

"Erano circa le 3 del mattino, io e i miei tre amici eravamo appena usciti dal Cacao dove, come ogni domenica, c'era stata la serata Queever che frequento da anni. Ci siamo seduti come sempre a uno dei chioschi nel parco. Personalmente sono astemio e stavo bevendo una Coca Cola. In un tavolo vicino c'erano altri quattro ragazzi che bevevano birra, palesemente ubriachi o strafatti. Hanno cominciato a parlare di noi a alta voce: 'Quelli sono dei ricchioni'. Così abbiamo deciso di andarcene perché l'atmosfera non era buona..."

Ma andarsene non è stato sufficiente:

"Ci hanno seguiti. Il nostro gruppetto si è sparpagliato, due erano più avanti, un quinto ragazzo seguiva dietro. All'improvviso ci hanno attaccato alle spalle. Uno di loro, come racconta gay. it, si è tolto la maglietta e la cintura e ha cominciato a picchiare con quella. Io ho gridato di chiamare la polizia. Sono volati calci e pugni, cinghiate, insulti. Siamo scappati e ci hanno inseguiti ancora"

Infine è arrivata la polizia che è riuscita ad intervenire e fermare gli aggressori che, nel frattempo, erano scappati.

"Non lo so, certo a me è sembrato interminabile, mi stavano picchiando. Nel frattempo i nostri aggressori ci avevano lasciato a terra. Ma erano talmente alterati che non potevano essere andati lontano. Quando sono arrivate le tre volanti, gli agenti sono stati gentili e professionali. Due sono rimasti con noi, gli altri sono andati a cercare i colpevoli, li hanno trovati e identificati, poi ci hanno accompagnato in commissariato dove abbiamo firmato la denuncia"

Paolo trova anche tempo per un ringraziamento a chi ha cercato di fermare questa violenza, intervenendo in prima persona:

"Vorrei ringraziare anche i due testimoni che hanno visto tutto e chiamato la polizia, e poi sono tornati indietro per difenderci e hanno preso botte anche loro. Erano dei ragazzi come noi e hanno deciso di non ignorare quello che stava succedendo. Purtroppo anche quelli che ci hanno aggrediti erano ragazzi come noi. Alcol o droga, cercavano un pretesto per attaccare. E l'hanno trovato nell'omofobia"

Via | Repubblica

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